Dentro la gara con mezz'ora di ritardo: i quarti arrivano grazie all'intensità

22.01.2022 09:20 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
Dentro la gara con mezz'ora di ritardo: i quarti arrivano grazie all'intensità

In questa stagione, poche volte la Roma ha vinto partite mettendo in campo chissà quale qualità di gioco. Qualcuno direbbe che non è questo che bisogna aspettarsi da Mourinho, poi si guarda la classifica e ci si chiede se non sarebbe comunque lecito pensare che si potrebbe fare qualcosa in più da questo punto di vista. Quello che invece i giallorossi hanno fatto vedere in almeno alcune delle occasioni in cui hanno preso i tre punti, specialmente a inizio stagione, sono state intensità e presenza nella gara.

“La Roma quest’anno non esce mai dalla partita” è un adagio di cui si è anche abusato per tracciare confronti con il passato, specialmente nelle grandi partite in cui, comunque, i risultati non sono granché cambiati. Roma-Lecce era tutto fuorché una grande partita, ma comunque la prima casella nella breve ma impervia strada che porta alla Coppa Italia, una sfida da non fallire come si erano fallite in passato, anche più per contingenze di quanto la vulgata reciti. Ed è stata una partita da cui la Roma non è uscita, rendendosi conto in tempo di non esserci proprio entrata per diversi minuti, che non sono diventati troppi, giacché stiamo comunque parlando di una squadra qualificata ai quarti di finale di Coppa Italia.

La squadra di Baroni si è dimostrata una formazione più organizzata dei capitolini, con più idee di cosa fare con il pallone tra i piedi e lo ha fatto finché l’intensità dei padroni di casa non ha fatto da contraltare a tale organizzazione. La differenza tecnica e soprattutto fisica è poi venuta a galla e la Roma ha portato a casa pelle e qualificazione, tra l’altro neanche demeritando visto lo sviluppo della partita dal gol di Calabresi in poi. Ma se in questi ottavi di fronte c’era l’unica squadra di B ancora in gioco nel torneo, nei quarti di finale ci sarà l’ipotetica testa di serie numero 1, l’Inter, da affrontare per di più a San Siro.

Una partita che, giocoforza, dovrà essere diversa sotto tanti punti di vista da quella di questa sera, ma nella quale, se non altro, i giallorossi avranno meno responsabilità sia a livello mentale che, soprattutto, a livello di gioco. Mourinho ha dimostrato, in carriera, ma anche in stagione, di essere più bravo a giocare sull’avversario che a costruire qualcosa da cui gli altri si devono guardare. Su questo si poggiano le speranze di restare aggrappati a uno dei due obiettivi rimasti in questa stagione: sembra poco, ma può essere anche tanto.