Dall'entusiasmo alla rabbia: giorni caldi in casa Roma

19.12.2014 00:00 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Dall'entusiasmo alla rabbia: giorni caldi in casa Roma

Poteva essere una settimana tranquilla in casa Roma, con la vittoria sul Genoa e il pari della Juventus contro la Sampdoria che avevano permesso a Totti e compagni di accorciare a -1 dai bianconeri, mettendosi alle spalle le scorie della (pur prevedibile) eliminazione in Champions League e soprattutto del 2-2 col Sassuolo. E invece, grazie alle decisioni del Giudice Sportivo, anche questi ultimi giorni sono stati di fuoco.

Oltre ad aver perso per un turno José Cholevas, ancora una volta la Roma si infatti è trovata a “fare giurisprudenza”, come dichiarato dal direttore generale Mauro Baldissoni: non fossero bastate la squalifica (poi sospesa) delle due curve per un coro mai cantato dai tifosi (“rossoneri squadra di neri”) e quella a Mattia Destro con un’acrobatica applicazione della prova TV a mo’ di moviola in campo posticipata, è arrivata anche la sospensione del tecnico Rudi Garcia per fatti raccontati da un coordinatore degli steward, categoria che non rientra in quelle che possono fornire prova (che, secondo l’art. 35 del Codice di Giustizia Sportiva sono arbitro, assistenti, quarto ufficiale e delegati della Procura Federale), senza la possibilità di contraddittorio, concessa al tecnico giallorosso solo in sede di appello, a squalifica già inflitta, con conseguente danno anche di immagine. Garcia infatti, prima ancora che della squalifica in sé, ha parlato di “attacco al proprio onore”, per la cui cancellazione non basterà eventualmente una vittoria nell’appello presentato.

Settimana piuttosto calda anche per quanto riguarda la questione stadio, che finalmente ha cominciato a essere dibattuta nell’Assemblea Capitolina. Anche qui non mancano elementi di perplessità su alcune eccezioni poste nel corso delle varie sedute, ma quel che conta è che a (più o meno) breve si voterà e l’iter che può cambiare per sempre la storia della Roma potrà fare un bel passo avanti.

Ma tutto questo va messo rapidamente alle spalle: sabato c'è il Milan e i rossoneri devono essere l’unico obiettivo, specialmente dopo la vittoria della Juventus sul Cagliari. Vincere per passare un sereno Natale, vincere per restare a -1 e prepararsi a un inizio di 2015 molto difficile dal punto di vista del calendario, con quattro trasferte nelle prime sei partite e il derby dell’11 gennaio a cui non parteciperanno Keita e Gervinho, impegnati in Coppa d’Africa. Si arriva alla partita non con l'entusiasmo della bella prova di Genova, ma con la rabbia dei suoi strascichi: chissà che, alla fine, non possa essere meglio così.