Dall'astratto al concreto

22.11.2019 20:45 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
Dall'astratto al concreto

Si riparte, ancora una volta. E di nuovo in seconda fila, come successo dopo la sosta precedente: dopo Roma-Cagliari la Roma era quinta, dopo Parma-Roma è addirittura sesta. Detta in questo modo, pare che in queste cinque partite non sia cambiato nulla rispetto al precedente ciclo. Ovviamente non è così: è cambiato tanto di quello che la Roma mostra in campo e da questo, altrettanto ovviamente, la Roma deve ripartire per arrivare al prossimo pit-stop, quello di Natale, con una classifica (e un passaggio del turno in Europa League, ancora tutto da conquistare), che certifichi gli sforzi fatti e i risultati (non nel senso stretto del termine) ottenuti in questo particolare autunno, fortemente condizionato dagli infortuni e dagli sfortunati episodi arbitrali che hanno parzialmente frenato la corsa degli uomini di Fonseca. Se per i secondi nulla si può fare (tranne incontri che si trasformano in megamoviole spiegate con decisamente poca chiarezza da chi dovrebbe, invece, essere una figura di riferimento credibile per chi certe decisioni le subisce), per i primi, piano piano, ci si sta riavvicinando alla normalità, con una trequarti che, da Roma-Brescia in poi, tornerà ad arricchirsi dell’importante dose di talento sottratta dai guai fisici patiti da Henrikh Mkhitaryan e Lorenzo Pellegrini. Talento che dovrà sommarsi - e non sostituirsi - al grande carattere e alla grande applicazione messi in campo della squadra in questo momento di difficoltà, per un mix che possa rendere concreto il miglioramento finora solo teorico e comunque ancora ampliabile del gioco espresso: basti pensare, ad esempio, al lavoro di raccordo effettuato da Edin Džeko in assenza degli uomini di qualità della squadra, che potrebbe essere non più così necessario, con la possibilità, dunque, di restituire al bosniaco maggiori compiti finalizzativi. Guardando la cosa in senso lato, è un po’ la trasposizione nello specifico di quel che può (e deve) accadere in generale: passare dall’astratto al concreto sarà ciò che potrà fare la differenza nei mesi a venire.