Corsa a ostacoli

Editoriale di Gabriele Chiocchio
15.03.2016 21:00 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Corsa a ostacoli

Otto vittorie consecutive, 24 punti, terzo posto momentaneo: è un’ovvietà sostenere che basterebbero questi tre dati per descrivere la bontà del lavoro della Roma e di Luciano Spalletti. I giallorossi, però, hanno superato non solo gli ostacoli materiali - gli avversari - che di volta in volta gli si sono presentati davanti, ma si sono trovati di fronte anche ad altre avversità che potevano complicare ulteriormente il cammino e che sono state messe alle spalle con relativa facilità. La mente torna subito al giorno di Roma-Palermo, quando una squadra lanciata da poco rimessasi in marcia (la serie era a quota 4, ma ancora con parecchi asterischi da considerare), rischiava di andarsi a schiantare dopo le dichiarazioni del suo Capitano. Il Palermo era sì una squadra in difficoltà, ma chiunque avrebbe fiutato la chance di provare a colpire un avversario che rischiava di tentennare: nulla di tutto questo è accaduto, Spalletti è stato pronto a riprendere in mano la situazione e il tabellone ha detto il resto. Ma già prima si poteva captare qualche altro soffiare di vento contrario: un mercato mai vissuto con serenità da queste parti, uno stadio spesso freddo (seppur non per cause relative al rendimento della squadra) e parole di ex più o meno rimpianti in grado di condizionare un ambiente di per sé volubile e arroventato dalle negatività dei mesi precedenti. Tutti proiettili schivati o rispediti al mittente, ultimo quello legato a Edin Dzeko, colpevolizzato anche oltremodo per la prestazione del Santiago Bernabeu. Anche in questo caso, Spalletti ha alzato il muro e ha permesso alla situazione “di sistemarsi da sola”, con un gol, il quarto nelle ultime tre gare da titolare in campionato, che ha restituito tranquillità a lui e dato altri tre punti ai compagni. Una corsa che la Roma e Spalletti dovranno proseguire ancora per nove partite, compiendo balzi sempre più alti e lunghi per superare ostacoli che non saranno bassi, ma che sarebbe meglio non alzare ulteriormente.