Come si è cambiata la Roma con i fatti e non con le parole. Sono servite sei stagioni per rivedere un inizio del genere

16.09.2021 12:40 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
Come si è cambiata la Roma con i fatti e non con le parole. Sono servite sei stagioni per rivedere un inizio del genere

Era dalla stagione 2014-2015 che la Roma non partiva così bene in campionato. Era la squadra di Rudi Garcia, Totti aveva ancora la fascia da capitano e non era messo in discussione e il miglior marcatore della squadra in campionato, insieme al capitano fu Adem Ljajic. A ricordarsi di quella stagione, della Roma attuale sono solo in due: l'attuale capitano, Lorenzo Pellegrini e il vice di Tiago Pinto, Morgan De Sanctis. Una formazione capace di vincere le prime 5 partite della Serie A, fino al famoso Juventus-Roma 3-2 con Garcia a mimare il violino a Rocchi. Sei stagioni dopo ecco di nuovo i giallorossi primi in classifica dopo 3 giornate. In panchina c'è lo Special One, anche lui passato alla storia per un gesto di protesta nei confronti dell'arbitro (Tagliavento) e anche questo campionato è iniziato con la vittoria in casa, contro la Fiorentina. Se vogliamo aggiungere corsi e ricorsi storici, Mourinho è già a 5 vittorie ufficiali consecutive, ma limitiamoci alla Serie A.

Il lasso di tempo tra questi risultati sta a significare quanto, raggiungerli, sia complicato. È vero, siamo solo a metà settembre e c'è tutta una stagione davanti, ma possiamo dire sia già un piccolo traguardo. C'è anche una sostanziale differenza di comunicazione dei protagonisti. Alle parole dei vari DS vate o battaglieri, tutti intenti a rinforzare il proprio operato per poi avvisare la piazza di come fosse l'anno zero o un anno in cui bisognava operare una rivoluzione tecnica, in nome del bilancio, stavolta, in un mercato segnato dalla pandemia, si è pensato più a fare che a parlare (l'ingaggio del tecnico portoghese ha dato ampiamente l'idea). Non solo, ma quando, giustamente la proprietà, per bocca di Mourinho, ha fatto un discorso su un progetto sostenibile, è stato lo stesso allenatore a parlare di tempo, non come una scusante, ma visto come una sorta di ostacolo da poter superare per essere il prima possibile competitivi. Adesso ovviamente è tutto bello, se dovesse piovere, sarebbero solo arcobaleni ed è impensabile che la stagione possa trascorrere senza qualche temporale. Senza fare voli pindarici o rispolverare la tabellina del tre, dietro improbabili tabelle scudetto: "e che non li fai 6 punti contro Verona e Udinese e ti presenti al derby a punteggio pieno" (proprio questo), bisogna riconoscere a società, tecnico e giocatori, i giusti meriti per questo inizio di stagione.