Cambio Campo - Grossi: "Contro le squadre in emergenza il Parma fa fatica da qualche anno. I crociati giocheranno in contropiede, mi spaventa una Roma con l'attacco leggero"

22.11.2020 12:00 di Danilo Budite Twitter:    Vedi letture
Cambio Campo - Grossi: "Contro le squadre in emergenza il Parma fa fatica da qualche anno. I crociati giocheranno in contropiede, mi spaventa una Roma con l'attacco leggero"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Paolo Grossi, giornalista della Gazzetta di Parma, con il quale abbiamo parlato di Roma-Parma.

Che partita si aspetta tatticamente?
"Il Parma nelle ultime due partite è passato alla difesa a tre, con un atteggiamento più attento che mi aspetto anche in casa della Roma. La partita è difficile per il Parma. I corciati cercheranno di colpire in contropiede, il grande ex Gervinho potrebbe essere un'arma pericolosa".

Il Parma farà una partita di contropiede? Ci sarà il centravanti o l'attacco leggero?
"Avendo recuperato sia Inglese che Cornelius credo che uno dei due almeno verrà schierato, a fare un po' da torre con Gervinho vicino. Questo se gioca con le due punte, se torna al 4-3-3 sicuramente il centravanti ci sarà".

Finora la squadra sembra ancora quella di D’Aversa, crede che Liverani stia facendo fatica a dare una propria impronta alla squadra?
"Liverani ancora non è riuscito a incidere con i suoi concetti più offensivi, a causa di infortuni e virus. Sta faticando, ma è una questione fisiologica. Sono arrivati 8 giocatori nuovi l'ultimo giorno di mercato, ci sono stati alcuni casi di positività al virus e infortuni. Tutto è nella norma, per fortuna a Parma non c'è fretta e c'è tutto il tempo per lavorare".

Crede che i tanti casi di Covid nella Roma possano aiutare il Parma?
"Dico di no perché purtroppo negli ultimi anni il Parma ha affrontato spesso squadre in emergenza e ha sempre perso o giocato male. Infatti abbiamo parlato qui un po' di sindrome del buon samaritano, quando il Parma affronta una squadra in difficoltà finisce per aiutarla. C'è come una psicosi che la fa rendere meno, si pensa che l'avversario sia in difficoltà e servano meno energie. In realtà non è così. una rosa come quella della Roma permette all'allenatore di schierare ottime squadre anche quando mancano alcuni giocatori".

Da avversario, quanto cambia la Roma senza Dzeko?
"Cambia poco. Il Parma, senza nulla togliere a Dzeko, è attrezzatto per affrontare un centravanti del genere, con Osorio, Gagliolo e Bruno Alves sui palloni alti la squadra è robusta. Magari invece un Mkhitaryan centravanti di manovra può creare maggiori problemi. A me spaventa più un attacco agile".