Spezia, Bastoni: "Ci davano per retrocessi, abbiamo compiuto un'impresa"

21.05.2021 10:10 di  Marco Rossi Mercanti  Twitter:    vedi letture
Spezia, Bastoni: "Ci davano per retrocessi, abbiamo compiuto un'impresa"
Vocegiallorossa.it
© foto di Image Sport

É passata quasi una settimana da Spezia-Torino, la gara che ha dato la matematica salvezza alle aquile di Vincenzo Italiano. La festa in città non si è ancora placata, così come nello spogliatoio della squadra bianca, ancora in fibrillazione per il traguardo raggiunto. “All’inizio dell’anno era una cosa insperata” - racconta a tuttomercatoweb.com il terzino spezzino Simone Bastoni. - “Era il nostro obiettivo, ma, parlandoci seriamente, sapevamo che era molto difficile. Siamo riusciti addirittura a raggiungere la salvezza con un turno di anticipo prima della fine del campionato. Siamo ancora molto contenti”.

Eppure tutti vi davano per spacciati, anche i bookmakers.
“Ci davano tutti già per retrocessi, è vero. Te lo dico sinceramente però, non ci davo neanche peso alle quote delle scommesse, anche perché fondamentalmente le neopromosse sono sempre le favorite per scendere. Noi abbiamo iniziato il campionato con questo obiettivo, e come ti ho detto siamo riusciti in una cosa impensabile, salvandoci anche con una giornata di anticipo rispetto alla fine del campionato”.

Più grande l’impresa salvezza o la promozione dello scorso anno?
“La promozione è stato un qualcosa di incredibile perché non era mai successo nella storia dello Spezia. Ma questa, mantenere la categoria, è quello step in più, è un’emozione ancora più grande e forse anche più importante”.

La partita con il Torino arriva qualche giorno dopo il pareggio con la Samp che poteva darvi una mazzata mentalmente. Come l’avete preparata, anche dal punto di vista emozionale?
“Dopo la partita con la Sampdoria potevamo essere salvi, con due giornate d’anticipo. Ma alla fine abbiamo pensato in positivo: non eravamo più a tre punti dalla zona retrocessione ma a quattro, quindi abbiamo preso questa spinta cercando di andare contro il Torino nel migliore dei modi e sappiamo tutti com’è finita. L’abbiamo portata a casa”.

Dopo il gol al Milan ha raccontato che sua nonna si è commossa. Dopo la salvezza che le ha detto?
“Eh, si è quasi messa a piangere. Era molto contenta, come tutta la mia famiglia. E come tutti noi (ride, ndr)”.

La partita col Milan è la partita dell’anno?
“Penso di sì, quella simbolica è stata quella con il Milan. Venivamo dalla vittoria con il Sassuolo, ma fermare la capolista di allora penso sia stata la nostra partita migliore, insieme all’ultima che ci ha dato la matematica salvezza. È stata una partita perfetta, non abbiamo concesso un tiro in porta al Milan, penso basti questo per spiegare che partita siamo riusciti a fare”.

Cosa vuol dire per uno spezzino salvare lo Spezia?
“É un motivo di orgoglio. Penso di parlare anche a nome di Luca e Giulio (Vignali e Maggiore, ndr), che sono anche loro spezzini, e penso sia una cosa indescrivibile dal punto di vista delle emozioni. Riuscire a mantenere la squadra della nostra città in Serie A è davvero qualcosa di indescrivibile”.

C'è stato un momento in cui avete pensato che non ce l’avreste fatta?
“Mah, sinceramente ti dico di no. Anche dopo le sconfitte cercavamo di archiviare tutto e prendere quanto di buono fatto e ripartire da lì, correggendo gli errori per migliorare”.

Come vi ha tenuto sul pezzo il mister? Anche dopo vittorie insperate o sconfitte inattese.
“Il carattere del mister tende a farlo essere sempre presente, h24. È un martello, se mi passi il termine. Anche dopo le vittorie cercava sempre di mantenere alta la concentrazione, ci diceva che non avevamo fatto niente ancora e che dovevamo proseguire su questa strada se volevamo raggiungere l’obiettivo. Anche dopo le sconfitte cercava di rimarcare quanto fatto di bene, e di cercare di limitare gli errori che avevamo commesso nella partita precedente”.

Si aspetta di ritrovarlo a Spezia il prossimo anno?
“Il mister ha un altro anno di contratto con lo Spezia. Non so cosa farà ma è stato l’artefice di questi due anni, è un allenatore molto bravo. È l’unico nella storia dello Spezia ad aver portato la squadra in Serie A ed è riuscito a conquistare anche la salvezza”.

E lei ci sarà il prossimo anno?
“Anche io ho un altro anno di contratto, quindi vediamo (ride, ndr). Io sono disposto a tutto”.

Venerdì avete conosciuto il presidente, che impressione ha avuto?
“Mi ha fatto un’impressione positiva. Si è presentato con tutta la famiglia e ci ha presentato tutto il suo nucleo famigliare. A primo impatto mi sembra una persona genuina, speriamo possa fare il bene dello Spezia. E sono convinto di questo”.

A noi in conferenza ha detto che non aveva dubbi che lo Spezia si sarebbe salvato. Anche a voi lo ha detto?
“Sì, lo ha detto anche a noi, le solite parole. Non aveva dubbi sul fatto che ci saremmo salvati e ha avuto ragione. Per fortuna (ride, ndr)”.

Lei e tanti suoi compagni eravate esordienti in A. Cosa l’ha sorpresa di più di questa categoria?
“Sicuramente i ritmi e la qualità dei giocatori sono molto diversi rispetto alla C e alla B, questa è la differenza maggiore: ritmo e qualità dei giocatori, che siamo riusciti a sopperire con la grande aggressività e la grande preparazione durante la settimana”.

E quale giocatore l’ha messa più in crisi?
“Te ne dovrei dire tanti (ride, ndr). Quello che mi ha messo più in difficoltà di tutti sicuramente è Lazzari, che è davvero molto veloce. Poi ho giocato con Hakimi, Cuadrado, sono giocatori fortissimi, in velocità sono imprendibili e tecnicamente sono molto forti”.

Qual è la sua sorpresa della Serie A? Non vale dire lo Spezia.
“Potrei dire l’Atalanta ma non è più una sorpresa. Non posso dire nemmeno l’Inter perché sapevo avrebbe vinto. Una in particolare non te la so dire, la sorpresa siamo noi”.

Perché sapeva che l’Inter avrebbe vinto?
“Già ad inizio campionato, con il mercato fatto, aveva messo su una squadra molto competitiva, che avrebbe potuto dare fastidio all’egemonia della Juventus. Poi soprattutto quando l’abbiamo affrontata abbiamo visto che è una squadra compatta, forte e che gioca a calcio. E da lì ho capito che avrebbe vinto il campionato”.

E chi resta fuori dalla Champions?
“Mah, a sensazione ti dico che la classifica rimane così com’è”.

Tanti suoi compagni hanno rubato l’occhio quest’anno. Qualcuno in particolare ha sorpreso pure lei?
“Io con tanti dei miei compagni ho già giocato lo scorso anno, e diciamo che conoscevo tutte le loro qualità. Non avevo dubbi che anche in un palcoscenico così importante sarebbero riusciti a farsi notare e dare il loro meglio. Un nome in particolare non lo ho, tutti hanno fatto benissimo”.

Lei lo conosce bene il calore del popolo spezzino. Quest’anno non sono potuti entrare allo stadio ma vi hanno più volte accompagnato con manifestazioni. Cosa si sente di dirgli?
“Di sicuro li ringrazio per il sostegno che ci hanno sempre dato nonostante non siano potuti venire allo stadio. Ci hanno fatto sempre sentire il loro calore, ma non solo quest’anno. Mi viene in mente il corteo dello scorso anno per i playoff, dove ci hanno accompagnato dall’hotel fino al campo e ci hanno dato quella carica in più, ripetendolo sabato scorso prima della partita con il Torino e il risultato è stato lo stesso. Per questo li ringrazio, veramente, e spero che il prossimo anno potranno essere accanto a noi al Picco”.

Un titolo per la stagione dello Spezia?
“Mi metti in difficoltà, non mi viene in mente niente di particolare. Non so, non saprei che dirti, mi hai messo più in difficoltà di Lazzari (ride, ndr)”.