Siviglia, Banega: "Coronavirus? Siamo tranquilli. Contro la Roma una gara fondamentale, i dettagli faranno la differenza"

09.03.2020 17:55 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Siviglia, Banega: "Coronavirus? Siamo tranquilli. Contro la Roma una gara fondamentale, i dettagli faranno la differenza"

Il centrocampista del Siviglia Ever Banega è stato intervistato da calciomercato.it.

Éver, prima di tutto ci tocca chiederti del coronavirus: come si sta vivendo l'emergenza in Andalusia? Giocare contro una squadra italiana vi preoccupa?
"La stiamo vivendo con normalità. A Siviglia la situazione non arriva agli estremi del Nord Italia. Ci lasciamo guidare dalle raccomandazioni del nostro staff medico e, in questo senso, siamo tranquilli".

Torniamo al campo. Che importanza ha la gara con la Roma nella stagione del Siviglia?
"Molta, senza dubbio, molta... Per questo club, l'Europa League è sempre una responsabilità extra, siamo i Re della competizione e i nostri tifosi ci chiedono di puntare sempre al massimo. Personalmente, inoltre, sto vivendo la mia ultima stagione in questo club e mi piacerebbe tornare a competere per il titolo fino alla finale. Quindi sì, è una gara fondamentale".

Vivete un momento favorevole e l'Europa League sembra l'habitat naturale del vostro club. Vi sentite favoriti?
"Il Siviglia, in Europa League, ha fatto cose incredibili. Ricordo che, una volta, si riuscì a qualificare con un gol di Palop in pieno recupero, che portò ai tempi supplementari... O quello di Mbia, nel Mestalla, al 93esimo, che portò alla finale di Torino... O la rimonta contro il Liverpool a Basilea, dopo aver chiuso il primo tempo sotto di un gol. Se c'è una squadra che può conseguire l'impossibile in questo torneo, è il Siviglia. Detto questo, però, non credo che siamo favoriti... La Roma ha una grandissima squadra, un fatturato di gran lunga più consistente del nostro... Ce la giocheremo al 50%, saranno i dettagli a fare la differenza".

Monchi conosce bene i giallorossi: sarà un piccolo vantaggio?
"Beh, Monchi conosce bene qualsiasi squadra, o quasi tutte (ride, ndr). Dà sempre una grande mano nel suo ruolo, e stavolta non sarà diverso".

Anche tu hai conosciuto il calcio italiano. E il primo gol in Serie A arrivò proprio contro la Roma...
"Lo ricordo perfettamente, anche se non servì a nulla, perché perdemmo. Sono un calciatore di squadra, cambio sempre volentieri un trionfo del gruppo per un gol o un assist. Certo, mi piacerebbe far di nuovo gol, magari all'Olimpico, e che stavolta serva per vincere". 

La tua stagione all'Inter fu complessa: l'addio di Mancini, poi De Boer, Pioli, Vecchi... Che opinione hai di quell'annata?
"Sì, fu una stagione complessa, come hai detto tu. Con tanti cambi d'allenatore è complicato ottenere continuità di risultati. Io, però, cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno: personalmente fu un anno bello, conobbi un altro calcio, una nuova cultura... Ogni esperienza ha il suo risvolto positivo".

Il tuo ricordo più bello in Italia?
"Domanda molto semplice (ride, ndr). Senza dubbio, la gara contro l'Atalanta. Giocai 70 minuti, segnai tre gol e firmai due assist. Vincemmo 7-1, e non era una sfida facile: i bergamaschi vivevano un buon momento, erano sesti. Quel giorno mi riuscì tutto alla perfezione. E chissà cosa sarebbe accaduto se avessi giocato 90 minuti (ride, ndr). Fu la mia prima ed unica tripletta in carriera".

Perché decidesti di andar via dopo appena un anno?
"Perché si rifece vivo il Siviglia... per null'altro. Ero in vacanza in Spagna, e nacque la possibilità di tornare, facendo uno sforzo da entrambe le parti. Credo che il posto in cui ho reso meglio sia proprio Siviglia. Decisi di andare a giocare in Italia perché avevo il desiderio di provare un'esperienza nuova, ma un anno fu sufficiente. Volevo tornare nel posto dove sono riuscito a mostrare la mia miglior versione come calciatore. Lo dico sempre: Newell's è la squadra della mia infanzia, del mio cuore, ma Siviglia sarà sempre speciale per me. Qui ho dato il meglio di me. Sono le mie due squadre". 

Nelle scorse sessioni di calciomercato si è parlato più volte dell'interesse di diversi club italiani, tra cui Fiorentina e Roma. C'è stata la possibilità di tornare in Italia?
"Sinceramente, di questi temi si occupa il mio agente. Posso dire, però, che in questa seconda tappa al Siviglia ho avuto sempre chiara l'idea di rispettare il mio contratto fino in fondo, volevo che fosse questo l'ultimo club europeo della mia carriera, prima di provare una nuova sfida in un altro continente".

Oggi, quindi, che momento vive Ever Banega?
"Credo sia un momento positivo, più maturo, più riflessivo in campo, con maggiore spirito di sacrificio e con la stessa essenza che mi ha sempre definito come calciatore. Mi piace avere il pallone, giocare bene, rischiare per creare superiorità... Voglio godermi al massimo questi ultimi mesi a Siviglia e andar via alla grande, facendo cose importanti. Ma devo andare passo dopo passo: pensiamo a battere giovedì la Roma. Sarà complicato".