Lecce, Sticchi Damiani: "Ho grande simpatia per la Roma. Nella Capitale è difficile fare calcio"

20.01.2022 16:05 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Lecce, Sticchi Damiani: "Ho grande simpatia per la Roma. Nella Capitale è difficile fare calcio"
Vocegiallorossa.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, ha parlato ai microfoni di TeleRadioStereo.

Dal 2015 è presidente del Lecce, squadra con cui ha raggiunto anche Serie A: a che punto è il progetto di squadra su cui state lavorando?
"Sono arrivato al Lecce nel 2015 rilevando una società che era praticamente sul baratro da ormai tre anni e senza alcuna prospettiva. Serviva un lavoro di rifondazione, siamo cresciuti tanto in poco tempo, arrivando persino in Serie A, anche prima del previsto, e ora stiamo cercando di consolidare un progetto tecnico importante, iniziato con il ritorno di Pantaleo Corvino, che si basa su tanti giocatori giovani di proprietà e e non in prestito. È una politica di patrimonializzazione del club, e finora sta dando buoni risultati, stiamo facendo un campionato importante in una delle serie B più difficili di sempre".

Corvino è uno dei migliori scopritori di talenti del panorama calcistico, Lecce è una città di una bellezza notevole: in quale modo secondo lei è possibile raggiungere e mantenere il livello che compete a questa squadra?
"Sicuramente il Salento oltre a essere una terra bellissima è anche una regione che vanta un numero clamoroso di tifosi. Quando due anni fa eravamo in serie A in quanto ad affluenza degli stadi eravamo la settima, ottava squadra. Noi vogliamo arrivare in serie A attraverso un percorso difficile, puntando sui giovani, dunque serve tempo. Ma per quanto riguarda il pubblico siamo una piazza pronta per altri palcoscenici, e vogliamo stabilizzarci ai livelli che ci competono".

Il Lecce è la squadra che porta più tifosi allo stadio in Serie B. Ho una curiosità sullo stadio di via del Mare, considerato troppo grande, anche a causa della pista d'atletica. Voi non avete intenzione di cambiare casa, giusto?
"Quella è la nostra casa, è uno stadio che oltre ad aver un grande valore simbolico, è grande, e ne abbiamo bisogno. Specialmente al sud il calcio deve essere accessibile a tutti, propongono stadi da 10mila,15mila posti , ma significherebbe escludere, e non c'è cosa più sbagliata. Al sud la gente ha bisogno di prezzi popolari, con 32mila posti in Serie A abbiamo fatto quasi sempre sold out ogni domenica. Noi vogliamo che la gente venga allo stadio: voglio uno stadio ancora più confortevole, abbiamo realizzato diverse migliorie, ma è una politica che si fonda su prezzi popolari per consentire a tutti di partecipare agli eventi calcistici".

Come vi state muovendo sul mercato di gennaio?
"Noi stiamo conducendo il mercato invernale allo stesso modo in cui abbiamo fatto quello estivo, cercando di sfruttare le situazioni di mercato per migliorare la qualità della squadra. L'idea è prendere giocatori giovani e di proprietà, Simic è arrivato a titolo definitivo, è arrivato Raul Asensio, del '98, molto giovane e con una buona prospettiva. Poi abbiamo preso Faragò che porta esperienza. L'idea era alzare il livello qualitativo della squadra, per mettere nelle condizioni l'allenatore di avere due scelte per ruolo. Spero che stasera qualcuno possa far vedere che ha i numeri per diventare un giocatore importante".

Il Lecce lavora molto bene anche nel settore giovanile.
"Ti ringrazio perché mi dai la possibilità di parlare di alcuni punti cardine del nostro progetto. Sulle giovanili abbiamo deciso di investire una parte rilevante del budget, e lo scorso anno abbiamo conquistato la Primavera 1: la squadra alla sua prima esperienza sta facendo bene, ha perso solo 3 volte, è in una zona medio bassa della classifica per i troppi pareggi ottenuti, ma sta lottando. Abbiamo tanti sotto età, il nostro capitano è un 2004 della nazionale rumena, è una politica che comporta dei rischi, che ci assumiamo, perché faremo di tutto per salvarci e rimanere in Primavera 1. Chiaramente l'obiettivo rimane quello di formare giocatori e lanciarli in prima squadra."

Che partita sarà questa sera?
"Ho grande simpatia per Roma, che oltretutto è la città in cui vivo. Per me oggi è una giornata particolare, perché di solito sono io che viaggio per raggiungere la mia squadra, oggi è il Lecce che invece si imbarca e viene qui a Roma dove sono io, ed è una piccola soddisfazione. Tra l'altro il Lecce è l'unica squadra di Serie B agli ottavi di Coppa Italia, ed è motivo di orgoglio, poi chiaro, il nostro obiettivo principale è il campionato, domenica affrontiamo una diretta concorrente, la Cremonese, quindi credo che l'allenatore farà delle scelte anche in base a questo impegno".

Da cittadino di Roma cosa ne pensa del lavoro di José Mourinho con la Roma?
"Questa è una città dove è difficile fare calcio, perché ci sono tante pressioni, è tutto amplificato e complicato. Credo che avere un allenatore come Mourinho sia un'opportunità di crescita. Certo, a volte il risultato del momento può portare a non guardare i progetti a lungo periodo. Credo che serva pazienza, bisogna sopportare la delusione della singola gara e del singolo risultato, ma in questo momento la Roma ha un allenatore di livello altissimo e se lo deve godere".