Un Chi...occhio al Regolamento - Lazio-Roma 2-1

17.10.2011 11:00 di Gabriele Chiocchio   vedi letture
Un Chi...occhio al Regolamento - Lazio-Roma 2-1
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

E’ indubbio che a livello di gestione della gara la direzione di Paolo Tagliavento nel derby lascerà il solito strascico di polemiche. Noi, come al solito, analizzeremo un paio di episodi per spiegare alcune parti del regolamento, e perché l’arbitro ha preso o non ha preso determinate decisioni.

Nel primo tempo, minuto 32, avviene un contrasto tra Stefan Radu e Aleandro Rosi: il rumeno, stesosi in scivolata per arpionare il pallone, viene colpito da una tacchettata del terzino romanista, che, ironia della sorte, poi cade e si fa male, rendendo necessaria la sua sostituzione. E’ evidente come Rosi colpisca in modo gratuito la caviglia di Radu, meritandosi l’espulsione per grave fallo di gioco (e non per condotta violenta, perché il pallone era in gioco) e le conseguenze lesive del numero 26 biancoceleste, poi sostituito da Lulic nella ripresa, ma Tagliavento sorvola, forse perché né lui, né i suoi assistenti hanno visto l’accaduto.

Un calciatore titolare, di riserva o sostituito deve essere espulso se commette una delle sette infrazioni seguenti:
1) è colpevole di un grave fallo di gioco
(…)

(da “Il regolamento del Giuoco del Calcio”, regola 12 “Falli e Scorrettezze”)

L’episodio che ha sicuramente cambiato la partita è l’espulsione di Simon Kjaer, avvenuta al minuto 50: il danese, a giudizio di Tagliavento, ferma fallosamente in area di rigore Christian Brocchi lanciato a rete e viene espulso. Il regolamento è chiarissimo a tal proposito:

Un calciatore titolare, di riserva o sostituito deve essere espulso se commette una delle sette infrazioni seguenti:
(…)
5) impedisce un’evidente opportunità di segnare una rete ad un avversario che si dirige verso la porta, commettendo un’infrazione punibile con un calcio di punizione o di rigore;
(…)

(da “Il regolamento del Giuoco del Calcio”, regola 12 “Falli e Scorrettezze”)

In questo caso è evidente la possibilità del centrocampista laziale di siglare il gol del pareggio, e dunque Tagliavento, una volta fischiato il fallo, non ha potuto far altro che estrarre il cartellino rosso nei confronti del difensore.

Sono stati diversi i casi in cui i calciatori hanno buttato fuori il pallone per permettere i soccorsi a compagni e avversari a terra, pratica che va considerata un gentlemen agreement tra i calciatori. Sta infatti all’arbitro decidere se interrompere il gioco in caso di infortunio da parte di un calciatore:

L’arbitro:
(…)
- interrompe la gara se, a suo giudizio, un calciatore è gravemente infortunato e si assicura che sia trasportato al di fuori del terreno di gioco; tale calciatore potrà rientrare sul terreno di gioco solo quando il gioco sarà ripreso e dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte dell’arbitro;
- lascia proseguire il gioco fino a quando il pallone cessa di essere in gioco se, a suo giudizio, un calciatore è solo lievemente infortunato;
(…)

(da “Il regolamento del Giuoco del Calcio”, regola 5 “L’arbitro – Poteri e Doveri”)

E’ disposizione arbitrale interrompere tassativamente il gioco per colpi subiti in testa da parte di calciatori e se il portiere è a terra. Nessuno di questi due casi si è verificato nel corso della gara, e Tagliavento non ha mai ritenuto necessario interrompere il gioco per i vari infortuni occorsi ai giocatori di entrambe le squadre.

L’ultima curiosità di oggi riguarda il cartellino giallo comminato a Pablo Daniel Osvaldo per aver festeggiato il gol esponendo la maglia recante la scritta “Vi ho purgato anche io”. Il regolamento dice infatti che non è necessario togliere la maglia di gioco per vedersi sventolato il cartellino, ma è sufficiente mostrare la maglia sottostante:

Quale deve essere la decisione dell’arbitro se un calciatore, per festeggiare la segnatura di una rete, si toglie la maglia e scopre una maglia simile sottostante?
Ammonisce il calciatore per comportamento antisportivo.

(da “Il Regolamento del Giuoco del Calcio”, Regola 4 ”L’equipaggiamento dei calciatori”, Decisioni Ufficiali FIGC).