Movimenti da assimilare ed errori da evitare: ecco cosa non funziona nella difesa giallorossa

13.08.2011 17:00 di  Gabriele Chiocchio   vedi letture
Movimenti da assimilare ed errori da evitare: ecco cosa non funziona nella difesa giallorossa
Vocegiallorossa.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Le sei amichevoli (due da 45’) disputate dalla Roma in questo precampionato fanno emettere un’importante sentenza: c’è ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva. Ci sono problemi di organico, di apprendimento dei movimenti da compiere e di distrazione. Per il primo punto c’è poco da fare, se non attendere rinforzi dal mercato e buone notizie dall’infermeria; per l’ultimo è auspicabile, utilizzando un eufemismo, che i singoli calciatori stiano in futuro più attenti. Ma la questione da risolvere con maggiore priorità è sicuramente l’applicazione degli schemi difensivi, la cui efficacia è in questo momento piuttosto lontana dalla sufficienza. Il fulcro della fase di non-possesso della squadra di Luis Enrique è il perno centrale del centrocampo, che, quando al contrario la squadra ha palla, deve retrocedere sulla linea difensiva, componendo un blocco a tre con i due centrali, che hanno a loro volta il compito di allargarsi per coprire anche gli spazi lasciati vuoti dai due terzini. Nella gara del Mestalla di ieri sera, tale responsabilità è ricaduta sulle spalle di Federico Viviani, vista l’assenza di Daniele De Rossi, reduce dall’impegno in Nazionale.

Il giovane, che presumibilmente scenderà in campo anche in Europa League, considerata la squalifica del numero 16, ha però dimostrato di non aver ancora nelle sue corde i movimenti da compiere, visto che in diverse occasioni i due centrali, Heinze e Burdisso, sono stati costretti a fronteggiare da soli le folate offensive del Valencia. In questo senso, c’è comunque la ragionevole speranza che un elemento di qualità come De Rossi, oltretutto abituato a giocare da stopper aggiunto già dai tempi di Spalletti, migliori questo aspetto in modo importante, quantomeno in campionato, dove sarà disponibile già dalla prima giornata. Anche i terzini non sono stati esenti da colpe: soprattutto sul lato destro, dove hanno agito Rosi nel primo tempo e Cicinho nel secondo, la copertura è stata poca, oltretutto a fronte di una fase offensiva tutt’altro che scintillante. A sinistra, Josè Angel ha avuto buoni spunti in copertura sugli uno contro uno, ma è stato protagonista dei due gol spagnoli nel primo tempo, prima regalando il pallone agli avversari per non spazzarlo, poi con un’incomprensibile indecisione tattica che ha permesso a Soldado di ricevere palla completamente solo in area di rigore. Capitolo portiere: l’ennesima prestazione negativa di Lobont, decisivo insieme a Josè Angel nell’occasione del primo gol dei pipistrelli e autore di altri “pittoreschi” interventi, fa benedire l’arrivo di Maarten Stekelenburg, che, quando ha potuto far qualcosa, ha sempre dato l’impressione di essere sicuro, come sulla conclusione ravvicinata di Bernat, con l’olandese autore di un ottimo intervento. Dunque, tanti difetti da correggere e sempre meno tempo a disposizione: tra cinque giorni inizia la stagione con l’andata dei playoff di Europa League a Bratislava, contro un avversario non trascendentale ma da affrontare con ben altro piglio, se non si vogliono rischiare clamorose figuracce.