La gestione di Daniele Pradè in giallorosso: da Juan a Vucinic, da Adriano a Cicinho

06.12.2012 08:06 di Yuri Dell'Aquila   vedi letture
La gestione di Daniele Pradè in giallorosso: da Juan a Vucinic, da Adriano a Cicinho
Vocegiallorossa.it
© foto di Pietro Bertea

Nella Fiorentina dei tanti ex - che sabato sera affronterà all'Olimpico la Roma che fu di Vincenzo Montella, David Pizarro, Luca Toni, Cristiano Lupatelli e Alberto Aquilani - spicca nei quadri dirigenziali in qualità di Direttore Sportivo Daniele Pradè, il quale ha svolto il medesimo incarico nella società giallorossa dalla stagione 2004/2005 a quella 2010/2011, sostituito con l'avvento della proprietà americana da Walter Sabatini.

Una gestione fatta di luci e ombre, coincise con i positivi acquisti di calciatori del calibro di Vucinic, Juan o Pizarro, che sotto la guida di Luciano Spalletti prima, di Claudio Ranieri e Vincenzo Montella poi, hanno dato vita a un buon ciclo di successi a tinte giallorosse, con la conquista di 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana, oltre a quattro secondi posti in campionato, contando anche quello del post Calciopoli. La cornice di questo contesto è una situazione economica societaria pericolosamente deficitaria, che sicuramente ha complicato il lavoro del Ds giallorosso, costretto a cedere pezzi pregiati della rosa per poter acquistare.

Non mancano, però, gli oggetti misteriosi approdati nella Capitale: su tutti Adriano, l'attaccante ex Inter che aveva acceso i sogni e le speranze del popolo romanista, presentatosi però visibilmente sovrappesso nella sua vacanza romana e che mai è riuscito ad entrare in forma, terminando la sua infelice parentesi di sei mesi con 8 presenze e 0 gol.

VoceGiallorossa.it presenterà un'analisi dei sei anni di trattative condotte da Daniele Pradè nel corso della sua carriera a Roma, ricordando che, sebbene sia entrato in carica nell'annata 2004/2005, il mercato in quell'occasione venne condotto da Franco Baldini.

Stagione 2005/2006 - La sessione di mercato più complicata della gestione Pradè, a causa del blocco di mercato imposto dalla Fifa alla società romanista in seguito all'irregolare acquisto dell'anno prima di Philippe Mexes, che porterà il Ds a poter acquistare solamente giocatori a parametro 0. In questo contesto saranno Kuffour, Taddei, Nonda, il portiere brasiliano Doni e la meteora Eleftheropoulos, i nuovi giocatori a vestire la maglia giallorossa. Il coniglio dal cilindro verrà però estratto affidando la guida tecnica della squadra a Luciano Spalletti, prelevato dalla panchina dell'Udinese e chiamato a risollevare l'umore di una piazza allo sbando dopo il catastrofico anno dei 4 allenatori. Sul fronte cessioni, salutano gli svincolati Lassissi, Abel Xavier, Ferrari e Dellas e, assieme a loro, lascerà la Capitale nel mese di gennaio Antonio Cassano, che si accaserà al Real Madrid.
Sul campo la Roma arriverà quinta in campionato, ma in seguito alle vicende di Calciopoli scalerà al secondo posto, guadagnandosi l'accesso alla Champions League. In Coppa Italia la sua corsa si fermerà nell'atto conclusivo contro l'Inter.

Stagione 2006/2007 - Confermato Spalletti alla guida della Roma, Daniele Pradè si renderà protagonista di alcuni tra gli acquisti più significativi della sua carriera: arrivano infatti in maglia giallorossa David Pizarro e Mirko Vucinic. Cervellotica la formula di acquisto del montenegrino, comprato dal Lecce in tre annualità (prestito, riscatto prima metà e riscatto seconda metà) per un totale di 19 milioni di euro. Sono 13, invece, i milioni spesi per il cileno (sommando i costi delle due metà, la prima acquistata in questa stagione e la seconda in quella successiva), a cui verranno affidate le chiavi del centrocampo. Oltre a loro, saranno altre le facce nuove che varcheranno la soglia di Trigoria, con alterne fortune: Julio Sergio, Cassetti, Tonetto, Faty e Gilberto Martinez, nonostante quest'ultimo non disputerà mai un minuto con la maglia della Roma a causa di un brutto infortunio rimediato nei Mondiali di Germania. A gennaio l'organico verrà rinfrozato dagli arrivi dello svedese Wilhelmsson e da Ciccio Tavano, i quali però non riusciranno a lasciare il segno. Termina l'avventura romanista per l'oggetto misterioso Mido, dal quale vengono ricavati ben 7 milioni, e con lui vengono ceduti Pelizzoli (lasciato alla Reggina alle buste, la quale dalla sua cessione ricaverà 4 milioni), Comotto, Cufrè e D'Agostino (vale il discorso fatto per il portiere ex Atalanta: perso alle buste e ceduto dopo poco per 5 milioni), oltre ai prestiti di Kuffour e Nonda, giunti in giallorosso solamente l'estate prima.
Dopo anni di digiuno, la Roma vincerà la sua ottava Coppa Italia ai danni dell'Inter, dopo aver perso in estate la Supercoppa Italiana, sempre contro i nerazzurri, subendo un'incredibile rimonta da 0-3 a 4-3. In campionato, i 75 punti garantiscono alla squadra romanista di replicare il secondo posto dell'anno precedente, distanziati anni luce ancora dall'Inter, che finirà la sua corsa a 97 lunghezze. Si ferma ai quarti di finale la cavalcata in Champions League, con la disfatta di Manchester, che vincerà 7-1 all'Old Trafford, dopo la vittoria romanista per 2-1 all'Olimpico.

Stagione 2007/2008 - Dopo 4 stagioni sveste la maglia giallorossa Cristian Chivu, accasatosi all'Inter per 16 milioni di euro (13 in contanti più la metà di Andreolli, valutata 3), che verranno investiti dal Ds Pradè principalmente per gli acquisti di due talenti brasiliani, Juan e Cicinho. L'operazione risucirà solamente a metà: se il primo, acquistato per 6 milioni dal Bayer Leverkusen, in giallorosso si affermerà come uno tra i migliori difensori centrali d'Europa, il secondo, anche a causa di ripetuti problemi fisici, non riuscirà mai a far fede alle numerose speranze in lui riposte, come testimoniato dall'accoglienza trionfale organizzata all'aeroporto il giorno del suo arrivo dal Real Madrid. Completano il quadro gli arrivi di Esposito, Barusso, Giuly e Antunes, i quali, ad eccezione del francese autore di 6 reti in stagione, saranno poco più che comparse. Lasciano ufficialmente i colori giallorossi Nonda e Kuffour, mentre viene ceduta al Siena la prima metà di Daniele Galloppa, che getta le basi per il maxi scambio dell'anno successivo con la società toscana.
La stagione della Roma di Luciano Spalletti è esaltante e comincia con il primo trofeo stagionale alzato al cielo da Capitan Francesco Totti, grazie alla vittoria a Milano per 0-1 contro i rivali storici dell'Inter, che avranno però la meglio in Campionato, al termine di un rush finale mozzafiato che vedrà la Roma virtualmente Campione d'Italia per quasi un tempo. Le reti di Mexes e Perrotta, invece, regaleranno ai tifosi giallorossi la gioia per il secondo successo stagionale, con il successo per 2-1 ai danni della squadra di Roberto Mancini e la conquista della nona Coppa Italia.

Stagione 2008/2009 - Protagonista, in negativo, di questa sessione di mercato è lo scambio con il Siena che porta alla Roma Simone Loria, uno dei calciatori più discussi della storia recente romanista, e il portiere Artur (che troverà la sua fortuna in seguito alla cessione allo Sporting Braga raggiungendo una finale di Europa League), in cambio della secondà metà di Galloppa e del cartellino di Gianluca Curci. Notevole invece la cifra guadagnata dalla cessione di Amantino Mancini, desideroso di cambiare aria, e che si aggregherà all'Inter per 13 milioni di euro oltre alla seconda metà del cartellino di Andreolli. Due gli acquisti principali dell'estate 2008: vengono prelevati rispettivamente da Monaco e Real Madrid, Jérémy Menez e Julio Baptista. Il primo, costato 12 milioni, giunge nella Capitale con la fama di giovane talento destinato a sbocciare in tempi brevi, ma in maglia giallorossa mostrerà solo a sprazzi i suoi enormi mezzi tecnici, non riuscendo mai a far decollare del tutto il rapporto con la tifoseria. Il brasiliano, giunto a Roma dopo gli inseguimenti falliti ad Eto'o e Mutu, non troverà mai la sua dimensione sotto la gestione Spalletti e, nonostante le 11 reti stagionali, di cui il gol vittoria nel derby di andata, perderà progressivamente spazio in campo e nella stagione seguente si inizierà il lavoro che porterà alla sua cessione. Dal Liverpool arriva il terzino John Arne Riise per una cifra contenuta, 5.5 milioni, che vincerà alla lunga la scommessa relativa al suo ingaggio: dopo una prima annata piuttosto appannata, si riscatterà a partire da quella successiva, coincisa con l'inseguimento all'Inter e il secondo posto più amaro della gestione Pradè. Torna in Francia Ludovic Giuly, arriva dal Portogallo il terzino Antunes, che si aggiunge all'albo delle meteore della storia romanista. A gennaio sono Diamoutene e Motta, che verrà riscattato nell'estate successiva, i rinforzi giallorossi, ma entrambi resteranno ben poco nella Capitale.
L'anno si apre con un cambio ai vertici della dirigenza dopo la morte di Franco Sensi, sostituito dalla figlia Rosella, e con una sconfitta ai calci di rigore contro l'Inter nella finale di Supercoppa Italiana. Tiri dal dischetto protagonisti anche in Europa, dal momento che segnano l'eliminazione della squadra giallorossa agli ottavi di finale contro l'Arsenal dopo aver brillantemente superato il proprio girone con Chelsea, Cluj e Bordeaux da prima della classe. In campionato la squadra non riuscirà a ripetere le brillanti prestazioni dell'anno precedente e terminerà solamente al sesto posto, facendo largo ai primi scricchiolii sulla panchina di Luciano Spalletti.

Stagione 2009/2010 - Mercato decisamente sotto tono, dovuto ai problemi finanziari che attanagliano la società giallorossa: uno dei tre figli di Roma, Alberto Aquilani, il quale aveva rinnovato il contratto solamente tre mesi prima, viene ceduto al Liverpool per la considerevole cifra di 20 milioni di euro, che verranno usati per sanare il bilancio. Si lavora solamente con i parametri zero, e nonostante le difficoltà vestiranno la maglia della Roma Nicolas Burdisso, Lobont, ancora presenti in rosa, oltre al già annunciato riscatto di Motta per 3.5 milioni di euro, che l'anno dopo verrà svenduto per 1.5, e all'acquisto nell'ultimo giorno di mercato di Fabio Zamblera, preso per la Primavera. Anche l'esterno honduregno Alvarez lascia la squadra di Ranieri, subentrato alla terza di campionato a Spalletti. A gennaio invece, sempre da svincolato, la Roma si assicura la prestazioni di Luca Toni, bomber del Bayern Monaco, che con 5 gol in 15 presenze contribuirà alla sfortunata rincorsa all'Inter.
Detto del campionato, concluso a 80 punti contro gli 82 dei soliti nerazzurri dell'Inter, la corsa della Roma sbatterà contro il muro della squadra di Mourinho anche in Coppa Italia, persa in casa per 0-1. In Europa League invece saranno i greci del Panathinaikos ad estromettere i giallorossi dalla competizione, con un doppio 3-2.

Stagione 2010/2011 - E' l'anno di Adriano, la più grande scommessa di Pradè e del presidente Rosella Sensi. Il brasiliano, dopo i fasti dei tempi nerazzurri, giunge a Roma in pompa magna ma i suoi problemi personali, oltre ad una forma fisica imbarazzante, porteranno ad un clamoroso fallimento dell'operazione. L'unica spesa effettuata in questa sessione è quella relativa al concordato arrivo di Nicolas Burdisso per 8 milioni di euro, il quale viene raggiunto dal fratello Guillermo, altra scommessa fallita, ma l'acquisto principale del mercato è Marco Borriello, giunto in prestito gratuito dal Milan, seppur con riscatto obbligatorio fissato a 10 milioni di euro, che in maglia giallorossa segnerà 17 gol in 54 presenze. A parametro zero, formula oramai consolidata, vengono ingaggiati Fabio Simplicio e Paolo Castellini, mentre se ne vanno il già citato Motta, oltre ad Alessio Cerci (4 milioni incassati dalla Fiorentina), Andreolli e Guberti. Nella sessione invernale viene rispedito al mittente Adriano e mandato in Spagna, per quasi un quarto della cifra spesa per acquistarlo, Julio Baptista.
L'ennesima sconfitta in una finale apre la stagione della Roma, battuta per 3-1 dalla consueta Inter nella finale della Supercoppa Italiana, con i nerazzurri che fermano la corsa dei giallorossi anche in Coppa Italia, eliminandoli in semifinale. In Champions League, la squadra di Ranieri passa il girone E dietro al Bayern Monaco, ma verrà poi eliminata dallo Shakthar Donetsk agli ottavi di finale, perdendo 2-3 all'Olimpico e 3-0 in Ucraina, nella prima gara europea di Vincenzo Montella, subentrato al dimissionario Ranieri dopo la rimonta a Genova (da 0-3 a 4-3). Sarà dunque l'attuale tecnico della Fiorentina a tentare la rincorsa ad un posto in Champions League, senza però riuscire a centrare l'obiettivo, terminando la stagione al sesto posto.