L'importanza di chiamarsi Edin

11.03.2020 19:00 di Alessandro Pau   vedi letture
L'importanza di chiamarsi Edin
Vocegiallorossa.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Era il 14 agosto del 2015 quando Edin Dzeko tenne il proprio battesimo sul terreno dell’Olimpico, davanti al pubblico giallorosso. Era una calda sera d’estate, la Roma affrontava una delle ultime amichevoli di prestigio prima dell’inizio della stagione, e lo faceva davanti ad un avversario di tutto rispetto: il Siviglia. Gli andalusi solo pochi mesi prima avevano alzato al cielo l’Europa League, la seconda consecutiva, in un clamoroso ruolino di marcia arrivato addirittura a tre successi di fila. Insomma, all’Olimpico quella sera si presentava una delle squadre più in forma del panorama calcistico mondiale. Nel frattempo, tra le fila della Roma, faceva il suo debutto con la maglia numero 9 il cigno di Sarajevo. Non ci mise molto il bosniaco a far innamorare di sé il popolo romanista: bastarono 4 minuti, infatti, per siglare il suo primo gol (e che gol), seppur non ufficiale, con la maglia giallorossa addosso. Prima dell’intervallo firmò anche la personale doppietta, in un match rocambolesco terminato poi 6-4.

Quella sera, fu il preludio di tante cose avvenute poi negli ultimi 5 anni. Innanzitutto alla mentalità europea della squadra, capace di raggiungere l’apice con la storica semifinale di Champions League di tre stagioni dopo. Ma anche e soprattutto, non l’effetto ma la causa del primo punto, l’importanza di avere in rosa una punta del calibro di Edin Dzeko. Un bomber di razza come non si vedeva da parecchio dalle parti di Trigoria. Un ariete capace di unire la dirompenza fisica all’intelligenza tattica e al lavoro di squadra. Un calciatore completo, consapevole di come si segna e soprattutto come si vince.

In queste 5 stagioni Edin Dzeko è riuscito a mettere a segno la bellezza di 102 reti in 211 apparizioni con la maglia della Roma. Di queste realizzazioni, ben 26 sono arrivate nelle competizioni europee, di cui 15 in Champions League e 11 in Europa League. Numeri che potrebbero sembrare banali per un giocatore come lui, ma che calati in un contesto come quello della Roma aumentano vertiginosamente il loro valore. La media di 0,62 gol a partita nelle competizioni UEFA dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, la portata del centravanti ex Manchester City.

In una stagione complicata come quella attuale, la Roma ha bisogno più che mai di un gancio in mezzo al cielo: dopo più di 20 anni, inoltre, si è trovata con un capitano straniero, non romano, a rappresentare la passione di un’intera città. Quella di Edin Dzeko alla Roma sembra essere una vera e propria missione, iniziata 5 anni fa e culminata, ora, con la fascia di Capitano al braccio. Con la Serie A ferma e il destino dell’Europa League ancora da decidere a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, la Roma si sta preparando per affrontare la sfida in programma giovedì sera al Ramon Sanchez Pizjuan di Siviglia, valida per l’andata degli ottavi di finale. Proprio contro la squadra contro cui tutto era iniziato, Dzeko, salvo complicazioni al ginocchio, ha l’occasione di dimostrare, ancora una volta, di aver preso per mano con decisione questa squadra spesso fragile, per portarla dove merita. A Siviglia servirà il solito Dzeko versione europea, quello capace di siglare una strepitosa doppietta a Stamford Bridge, in rimonta, sul Chelsea, o quello che ha dato il via alla pazzesca rimonta col Barcellona. La Roma ha bisogno di lui e dei suoi gol, ora più che mai.

Prossima partita: Siviglia-Roma, giovedì 12 marzo ore 18:55
Probabile formazione (4-2-3-1):
 Pau Lopez; Santon, Fazio, Smalling, Kolarov; Cristante, Mancini; Carles Perez, Mkhitaryan, Kluivert; Dzeko. 
Ballottaggi: Santon/Spinazzola, Ünder/Carles Perez, Mancini/Villar, Kluivert/Perotti.
In dubbio: -
Indisponibili: 
Zappacosta (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro), Zaniolo (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro con associata lesione meniscale), Diawara (trauma distorsivo al ginocchio sinistro), Mirante (lesione del menisco mediale del ginocchio sinistro), Pastore (problema all'anca), Pellegrini (edema muscolare al bicipite femorale della coscia destra), Juan Jesus (escluso lista UEFA), Bruno Peres (escluso lista UEFA), Ibanez (escluso lista UEFA).
Squalificati: Veretout
Diffidati: Smalling, Kluivert, Spinazzola.