Creare le condizioni per vincere, le parole di Mourinho di due anni fa

19.06.2021 23:55 di Danilo Budite Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Danilo Budite
Creare le condizioni per vincere, le parole di Mourinho di due anni fa
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

«Se mi dicessero: "Oggi non ci sono condizioni per vincere, ma vogliamo che tu crei le condizioni per farlo", allora valuterei la cosa. Quindi sono assolutamente tranquillo, perché so che se non succede ora, accadrà più tardi. Se non ho ciò che mi rende felice, non vado». Così parlava José Mourinho due anni fa, dopo l'esonero col Manchester United, ipotizzando una sua nuova avventura. Parole che si sono poi realizzate quando la Roma ha annunciato, in modo del tutto inatteso, l'arrivo dello Special One sulla panchina giallorossa. Parole che sono state confermate ieri dal CEO giallorosso, Guido Fienga, a margine dell'evento per celebrare i 20 anni dello Scudetto della Roma a Testaccio: "Abbiamo preso Mourinho perché venga qui e ci insegni a vincere. È un percorso, un progetto e bisogna lasciarlo lavorare perché non è una cosa immediata".

È significativo come, nel giorno del ventennale dell'ultimo grande trionfo giallorosso, si torni a parlare di scudetto, stavolta però in maniera lucida e oggettiva. Al momento le condizioni per vincere non ci sono, è palese per una squadra che ha appena terminato un campionato chiuso al settimo posto, al termine di un testa a testa abbastanza inaspettato col Sassuolo. Queste condizioni però si possono creare e il primo passo per farlo è proprio l'arrivo di José Mourinho, uno dei tecnici più vincenti della storia del calcio. Negli ultimi tempi si sono sentiti spesso i vari tormentoni che recitano "Mourinho non sarebbe mai venuto senza garanzie sul mercato" o "Mourinho ha bisogno di top player perché è abituato ad allenarli". La realtà però è ben diversa: Mourinho è consapevole che la Roma non può garantirgli una rosa di primissimo livello, ma può garantirgli forse la sfida più affascinante e stimolante della sua carriera. Vincere senza le condizioni per farlo, ma creando quei presupposti. Mourinho aveva praticamente già accettato la sfida Roma due anni fa, è pronto e motivato perché è una prova che attende da tempo. Il portoghese ha accettato non perché abbia ricevuto garanzie sul mercato o perché gli sia stata promessa una rosa di altissimo livello, ma perché vuole mettersi alla prova in un contesto diverso dal solito, perché può essere lui il top player della rosa. Mourinho deve "insegnare a vincere" alla Roma. Deve portare la giusta mentalità ed è pronto a farlo, lo è da tempo.

In molti hanno accostato l'arrivo di Mourinho a quello di Fabio Capello nel 1999. Se la caratura tecnica dell'allenatore può far valere questo paragone, la grande differenza sta nel fatto che al tempo la Roma poteva dare al mister rinforzi di prim'ordine come Batistuta, Samuel ed Emerson. Mou difficilmente avrà profili del genere, con buona pace dei vari Ramos e Donnarumma accostati ai giallorossi. La sfida di Mou è però simile a quella di Capello: entrambi hanno ricevuto il compito di creare a Roma le condizioni per vincere. Il compito del portoghese sarà però forse più difficile, perché il progetto deve essere "vincente e sostenibile". Quindi è inutile aspettare colpi a effetto: l'ha ribadito Fienga ieri ma l'ha posto in essere anche Mourinho quando ha accettato la Roma. Alcuni potranno vedere un male in questo aspetto, ma la realtà è diversa: Mourinho sapeva benissimo che condizioni lo aspettavano quando ha accettato la Roma e comunque ha colto la sfida con voglia ed entusiasmo, sintomo del fatto che il mister è consapevole che il suo lavoro può essere portato a termine. Lo Special One è convinto di poter creare a Roma le condizioni per vincere e la storia del tecnico portoghese ha insegnato che, il più delle volte, ciò che Mou ritiene realizzabile alla fine si realizza.