Corsa, grinta, tecnica: Josè Angel Valdes Diaz, un terzino perfetto per Luis Enrique

28.06.2011 20:00 di Alessio Milone  articolo letto 5787 volte
Corsa, grinta, tecnica: Josè Angel Valdes Diaz, un terzino perfetto per Luis Enrique

Un esordio importante, una crescita costante, una maturazione, adesso, quasi completata. E un trasferimento che potrebbe rappresentare la svolta della sua carriera. Josè Angel Valdes Diaz, talento asturiano classe 1989, è vicinissimo all'approdo in giallorosso. Cresciuto nelle giovanili dello Sporting Gijon, compagine che ha creduto fortemente in lui e che gli ha regalato l'emozione dell'esordio nella Liga (era l'8 febbraio 2009 e lo Sporting perse 3-1 contro il Barça al Nou Camp), “Cote”, come si fa chiamare da tifosi e amici, è uno di quei giocatori di cui, in Spagna, si dice un gran bene.

Esterno sinistro di difesa, con ottime propensioni offensive ma sempre attento agli equilibri tattici della squadra, Josè Angel è considerabile un vero e proprio tornante vecchio stampo, abituato a macinare chilometri sulla fascia di sua competenza, dotato di un cross teso e insidioso, di un'ottima corsa, e anche di un buon tiro. Grintoso, tecnico, elegante palla al piede, predilige il gioco rapido, fatto di scambi di prima e triangolazioni che lo possano proporre in avanti sfruttando la sua pungente velocità.

Fresco campione d'Europa con la Spagna under 21, "Cote" è uno dei terzini potenzialmente più dotati del panorama calcistico internazionale. Dal 2009 a ora ha collezionato oltre cinquanta presenze con la maglia dello Sporting Gijon, trovando il gol in un'unica occasione, con il Deportivo La Coruña, nel successo casalingo per 3-2 datato 15 marzo 2009. Un talento, dunque, in rampa di lancio, pronto, secondo gli esperti di calcio internazionale, al duro e tattico calcio italiano. Sabatini incontrerà nuovamente il suo agente nelle prossime ore, per definirne il trasferimento alla corte di un Luis Enrique che si ritroverebbe tra le mani uno dei talenti più interessanti del calcio moderno, pronto a macinare chilometri anche all'ombra del Colosseo.