Camara e Bove: le incognite per raddrizzare un'equazione che non funziona

10.09.2022 22:45 di Gabriele Chiocchio Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Camara e Bove: le incognite per raddrizzare un'equazione che non funziona
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Il filo conduttore di queste ultime prestazioni non certo lusinghiere della Roma, e non solo di quelle, è probabilmente la scelta a centrocampo di Mourinho, che una volta perso Zaniolo ha puntato sulla coppia Matic-Cristante, alzando Pellegrini sulla trequarti al posto del 22. Purtroppo, come già era apparso evidente nelle amichevoli estive, i due hanno caratteristiche troppo simili per poter formare una coppia sufficientemente assortita. Caratteristiche che, oltretutto, cozzano anche con la scelta tattica complessiva del portoghese. Per giocare con la difesa a 3 servono un’intensità e un ritmo che Matic e Cristante non riescono a dare e senza i quali si finisce per giocare a 5 dietro accentuando ancora di più - si legga, troppo - quell’atteggiamento attendista che da caratteristica fa presto a diventare difetto, specie senza l’uomo che più di tutti è in grado di risalire il campo in velocità.

La soluzione a questo aveva un nome e un cognome, vale a dire Georginio Wijnaldum, ma dell’olandese bisognerà dimenticarsi almeno fino a fine anno solare, ma dietro di lui in fila ci sono altri due centrocampisti che Mourinho per un motivo o per l’altro non ha mai utilizzato da titolari in questa stagione, ma di cui, se vuole cambiare qualcosa, dovrà necessariamente servirsi. Stiamo parlando di Mady Camara ed Edoardo Bove: il primo è arrivato dall’Olympiacos e deve ragionevolmente adattarsi al nuovo contesto, alla nuova squadra e di conseguenza al nuovo campionato, mentre il secondo qualche scampolo lo ha giocato anche lo scorso anno, ma non ha mai convinto abbastanza Mourinho da essere testato da titolare, contrariamente a quanto successo, per esempio, con Nicola Zalewski.

Parliamo quindi, di due elementi facilmente catalogabili come incognite, una X e una Y che possono modificare il risultato dell’equazione in entrambe le direzioni; metterle dentro a essa sembra però l’unica possibilità che ha Mourinho per provare a guadagnare qualcosa - in questo caso con ragionevole certezza, specie guardando allo spezzone da loro giocato a Razgrad - a livello di dinamismo, mancato per troppe partite e in maniera, come detto, letale. Quest’oggi la squadra tornerà ad allenarsi e il tecnico giallorosso avrà modo di valutare se lunedì a Empoli varrà la pena prendersi questo rischio o preferirà affidarsi alle certezze, sperando che possano dare più di quanto fatto finora.