Alluvioni, nevicate, eruzioni: quando gioca la Roma può accadere di tutto

24.09.2012 12:48 di Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
Alluvioni, nevicate, eruzioni: quando gioca la Roma può accadere di tutto
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico Gaetano

Il 2012 è l'anno nel quale, secondo la ormai celeberrima profezia dei Maya, il mondo potrebbe finire. Ma se anche la civiltà precolombiana non avesse lanciato questo allarme, i tifosi della Roma avrebbero comunque colto qualche segnale, viste le peripezie che hanno dovuto affrontare negli ultimi anni e i diversi rinvii (e non) di gare di campionato dovuti a cause di ogni genere e natura. Già quattro anni fa le prime avvisaglie: il 29 ottobre del 2008 è in programma allo Stadio Olimpico Roma-Sampdoria, ma sulla Capitale si abbatte il nubifragio che tutti ricordiamo e che per diversi giorni paralizzò la città. L'arbitro Tagliavento fa iniziare comunque il match, interrompendolo appena sei minuti dopo, essendosi reso conto dell'evidente impraticabilità del terreno di gioco.

La pace dura poco più di due anni, poi un altro rinvio, nel pomeriggio del 30 gennaio 2011 quando al Dall'Ara si gioca Bologna-Roma. O almeno, si dovrebbe giocare, dato che sul capoluogo emiliano si era abbattuta già in nottata una pesante nevicata. L'arbitro Banti però sembra non curarsene e dà il via alla gara, tra l'altro non cambiando un invisibile pallone giallo con una più rintracciabile - e regolamentare -  sfera rossa, e la fa continuare per sedici interminabili giri d'orologio prima di decidere che forse non era il caso di far proseguire l'orrendo spettacolo di non calcio che si stava consumando sul terreno di gioco. Ci si avvicina sempre più al fatidico anno e le catastrofi non accennano a diminuire, anzi, visto che, di nuovo in ottobre, di nuovo in infrasettimanale, di nuovo con una genovese (il Genoa), la Roma viene quasi fermata dall'alluvione scatenatasi in quel periodo in Liguria, che crea forti difficoltà ai (pochi) tifosi volenterosi di recarsi al Ferraris e anche agli addetti ai lavori. L'atmosfera ha però pietà dei giallorossi, pur delegando la sua nefasta influenza alla sorella cattiva sorte: il match si gioca e la Roma perde 2-1 dominando e subendo gol sulle uniche due conclusioni avversarie firmate Jankovic e Kucka.

Troppo bene va però ai giallorossi, che pagano la grazia ricevuta con gli interessi una volta superata la temuta soglia del 31 dicembre 2011. Nel quattordicesimo giorno del 2012 la Roma è di scena a Catania, nella prima trasferta dell'anno nuovo. A seguirla non ci sono tifosi giallorossi, ma la nuvoletta del ragionier Luis Enrique che gioca un altro brutto scherzo rendendo il campo del Massimino una vera e propria piscina. Rinvio? Neanche per idea, per Tagliavento (ancora lui) si gioca e per ben 70 minuti, 25 (quelli del secondo tempo) dei quali passati a guardare il direttore di gara sperando in una decisione logica quanto inevitabile per tutti, tranne per Rodrigo Taddei, che avrebbe continuato a giocare anche fosse diventata una gara di pallanuoto, nonostante fosse più il caso di preoccuparsi di come tornare a casa visto che, come se non bastasse, un'improvvisa eruzione dell'Etna aveva bloccato tutti i voli provenienti dalla città dell'elefantino.

Taddei vede comunque assecondato il suo desiderio il primo maggio in quel di Verona, dopo essere sopravvissuti ad una nevicata storica che sposta di 24 ore la gara con l'Inter a febbraio e un altro paio di piogge in località in cui a volte un po' d'acqua è anche desiderata come Palermo (a marzo) e Lecce (ad aprile): il terreno del Bentegodi è al limite (e forse anche oltre) della praticabilità, ma anche in questo caso Banti (sempre lui) sorvola e fa giocare, con qualche tifoso giallorosso, magari già adirato con Luis Enrique per i risultati della squadra, che invoca Manu Estiarte (ex campione di pallanuoto, ora dirigente del Barcellona) sulla panchina della Roma.

Fino ad arrivare a ieri: il tempo è bello, ma Cagliari-Roma non si gioca per la tempesta scatenata da Cellino con il suo comunicato e la conseguente decisione del Prefetto. Vuoi vedere, esagerando un po', che i Maya non si riferivano al pianeta Terra ma al mondo del calcio italiano, sempre più devastato da episodi come questo?