Zaniolo, il racconto degli ex compagni: "La sfacciataggine è il suo punto di forza, bastò un allenamento per capire le sue qualità"

24.02.2019 17:24 di Jacopo Simonelli Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Zaniolo, il racconto degli ex compagni: "La sfacciataggine è il suo punto di forza, bastò un allenamento per capire le sue qualità"

Gli ex compagni della Primavera dell'Inter raccontano Nicolò Zaniolo. Lo fanno nell'ultimo numero di Sportweek, il settimanale della Gazzetta dello Sport. Inizia Marco Sala, oggi all'Arezzo: "Zaniolo è nato pronto. Sa tenere il pallone in ogni zona del campo, non gliela porti mai via, la protegge benissimo con il fisico". Prosegue poi Fedrico Valietti, difensore del Crotone: "Nicolò è aperto, solare e gioviale, sa tenere allegro lo spogliatoio. Sdrammatizza con una battuta, ti toglie l'ansia di dosso, fa calare la tensione, tranquillizza il gruppo. In questo senso, un leader. Arrivava da sette partite in B con l'Entella, si vedeva che era avanti agli altri". Dice la sua anche Davide Bettella, ora al Pescara: "In campo porta la leggerezza che lo caratterizza fuori. Ed è questo che, in positivo, fa la differenza nel suo rendimento. Di notte non riesce a stare fermo. Va sempre a letto presto e si sveglia altrettanto presto, anche quando non c'è bisogno. Mi fu sufficiente solo un allenamento per rendermi conto di che razza di giocatore avessi di fronte, quando prendeva la palla ti saltava ogni volta". "Mi impressiona come, dal suo esordio, abbia sempre fatto meglio", dice invece Manuel Lombardoni, oggi alla Pro Patria. "E' uno dei pochissimi che sia riuscito a fare un salto di qualità del genere. Mi colpiva la forza che metteva in campo, la sua capacità di abbonare qualità e potenza, ma non avrei mai detto che avrebbe sfondato tra i grandi in così poco tempo". Conclude Stefano Vecchi, allenatore dei quell'Inter: "È uno dei suoi punti di forza, è un giocatore moderno anche per questo. Secondo me può diventare una mezz'ala di livello internazionale: ha un gran tiro e sa inserirsi senza palla. La sfacciataggine è il suo punto forte. Da me ha preso sonori cazziatoni, proprio perchè gli bastava poco per indirizzare la partita dove la voleva lui. Lo rimproveravo per tenerlo sempre sul pezzo, gli sono bastati due-tre mesi di Serie A per fare un salto di qualità mentale".