Totti: "Per me niente derby, tanto ci pensa Reja"

13.10.2011 16:31 di Alessandro Paoli   vedi letture
Fonte: Paese Sera - Lorenzo Serafini
Alessandro Carducci
Alessandro Carducci
© foto di Voce giallorossa

Francesco Totti rompe il silenzio: dopo sette mesi dall'ultima conferenza stampa (era il 7 marzo, alla vigilia della sfida di ritorno contro lo Shakhtar), il capitano giallorosso si è presentato davanti ai giornalisti. Un evento atteso da molto tempo, tanti i temi da trattare. L'inizio della nuova era americana, il difficile inizio di stagione con Luis Enrique, il rapporto con Baldini incrinato da quell'aggettivo “pigro”, ormai diventato celebre. E poi il derby di domenica, le sue condizioni fisiche, il suo nuovo ruolo dietro le punte. Un Francesco Totti che non si è sottratto a nessuna domanda, con il solito spirito di sempre.

Niente derby – Lo si sapeva da un po', mancava solo la conferma: Francesco Totti non giocherà il 165° derby della capitale. "Purtroppo salterò il derby, ho cercato fino alla fine di recuperare ma purtroppo non ce l'ho fatto. Spero di tornare in campo con il Palermo. Valuterò giorno dopo giorno". Nel momento in cui si è capito che i tempi per recuperare la lesione alla coscia destra si stavano allungando, a Roma si è scatenato il toto vice-Totti. Luis Enrique dovrà gestire l'assenza di uno dei pochi giocatori che è sempre partito titolare dall'inizio del campionato. "Questa è una scelta che farà il mister, fino ad adesso ci ha abituato a tante sorprese. Lui valuterà se sarà Pjanic, Lamela e Bojan ma l'importante è che chiunque giochi sappia cosa deve fare perchè capiranno cosa vuol dire il derby di Roma".

Pjanic e Lamela sembrano essere i due giocatori in pole position nel sostituire il numero 10 giallorosso. "Pjanic tecnicamente è formidabile anche se da fuori sembra un pò lento, lui ti anticipa una secondo prima e ti mette in difficoltà. Lamela l'ho visto poco per il problema alla caviglia ma da quanto mi hanno detto i compagni è forte. Può essere il mio erede? Magari, sarebbe bello averlo già a Roma". Non sarà in campo, lui che spesso è stato decisivo in molty derby, anche nell'ultimo. E quando gli viene chiesto chi sarà allora l'uomo fondamentale in questa stracittadina, il capitano sfodera una delle sue proverbiali battute. "L'uomo derby è Reja, ah no...(ridono tutti) è una battua dai, è un portafortuna. Penso che Klose potrebbe esserlo, spero che non ci sia perchè non pensavo che fosse così forte".

Enrique e Baldini? Tutto ok – La stagione di Francesco Totti non si è aperta di certo con il sorriso. La panchina contro lo Slovan all'andata, poi la sostituzione. I rapporti con Luis Enrique sembravano irrimediabilmente strappati. "In quel periodo stavo bene, non avevo acciacchi però è ovvio che il mister fa le sue scelte. Qualcosa non mi quadrava e quindi ho chiesto spiegazioni che sono riuscito ad ottenere e le cose sono cambiate. Con Luis Enrique ho un rapporto molto buono" . Nessun dubbio allora sulle potenzialità della nuova Roma. "E' un progetto da qui a cinque anni e di più, ci vorrà del tempo per vincere perchè è una squadra ringiovanita. Sappiamo che qui in Italia è difficile vincere anche se hai grandissimi nomi però con lo spirito giovanile che abbiamo penso che possiamo dire la nostra mantenedo questa base. Spero di vincere anche prima di cinque anni perchè sennò non ce l'ho più il contratto, o me lo allungano".

Si aspetta l'arrivo di Franco Baldini, prossimo direttore generale della nuova Roma. Ancora lontano dalla Capitale, aveva rilasciato un'intervista a “Repubblica” nel quale definiva Totti “pigro”. Tempesta di polemiche ed interpretazioni. Ci ha pensato Totti a sminuire il tutto. "Con Franco non ho mai avuto nessun problema neanche quando è andato via dispetto di altri. Quando arriverà a Roma, credo presto, spiegherà cosa significa questa pigrizia ma io ho già accantonato la cosa. Lui è un direttore bravo, uno dei migliori e speriamo di vincere di nuovo insieme". Una cosa è sicura: Francesco Totti è al centro del progetto romanista. Nessuno su questo ha più dubbi, neanche il capitano. "Io prima che arrivassero ho detto che non avevo ancora visto nessuno degli americani, poi ho conosciuto persone vere che vogliono il bene della Roma e vogliono il bene di questa squadra. Con DiBenedetto abbiamo avuto un breve colloquio l'unico problema è che lui parlava in italiano e io inglese, quindi era un pò difficile. Però lui vuole vincere, con me? Spero, se non mi cacciano".