Stadio, la Roma americana fa sul serio

05.10.2011 09:27 di Redazione Vocegiallorossa   vedi letture
Fonte: Lorenzo Serafini - Paesesera.it
Stadio, la Roma americana fa sul serio
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Thomas R. DiBenedetto non ha tempo da perdere. Casomai da recuperarne. Non è presidente da neanche dieci giorni, eppure non si è preso un giorno di sosta, non un giorno dedicato al turismo, allo svago, ai vizi della bellissima capitale. Si lavora duramente e quotidianamente per donare ai tifosi giallorossi una società dal volto nuovo più moderno. Ieri per il tycoon americano è stata un’altra giornata di incontri: in  mattinata si è recato a Palazzo Chigi, poi nel pomeriggio ci sono stati incontri al comune e al Coni. Il centro del discorso è ruotato intorno alla costruzione di un nuovo stadio di proprietà. Il centro del nuovo progetto americano.

Nella sede del governo – Thomas DiBenedetto non si è recato da solo a Palazzo Chigi. Con lui il direttore operativo di Unicredit Paolo Fiorentino e a Roberto Cappelli. Ad accoglierli, il sottosegretario con delega allo sport Rocco Crimi. Un incontro istituzionale e formale, che serviva a gettare le basi per le future occasioni di dialogo. Ma come per il primo contatto con il Sindaco Alemanno, non si è perso troppo tempo in convenevoli: DiBenedetto ha spiegato l’esigenza della nuova società di veder approvata la legge sugli stadi di proprietà (ferma alla camera), ricevendo l’assicurazione di Crimi su una sua prossima approvazione.

Di nuovo in comune – Continuano intanto gli incontri con le istituzioni cittadine. Era previsto per ieri un appuntamento con Alemanno, a cui non ha potuto partecipare causa impegni più importanti. C’era però Antonio Lucarelli, segretario e braccio destro del sindaco Alemanno, l’uomo che aveva curato i rapporti in vista dell’incontro di due settimane fa in Campidoglio. Per l’incontro di ieri DiBenedetto è stato raggiunto dal suo socio in affari James Pallotta, atterrato a Ciampino con un volo privato, dal prossimo vicepresidente Joe Tacopina, dal consigliere Baldissoni e dai collaboratori Mark Pannes e Sean Barror della “Raptor Fund”. Si è tornati ovviamente a parlare di stadio, e la sensazione è che DiBenedetto cercherà di avere aggiornamenti continui nel tempo sulla situazione. Ieri si erano diffuse indiscrezioni secondo cui l’area maggiormente indicata per la costruzione fosse Tor Vergata. In realtà non arrivano conferme in questo senso, ma all’opposto: Tor Di Valle e Massimina rimangono le zone in pole position, anche in virtù dei contatti con alcuni imprenditori romani come Mezzaroma, Toti e Parnasi. James Pallotta, prima di salire sul suo aereo privato in direzione Zurigo, si è espresso sulla possibilità di costruire un nuovo impianto. "Conosciamo bene l'area dell'Olimpico- e cercheremo di apportare tutte le migliorie del caso per rendere lo spazio più funzionale possibile. Ma voglio chiarire che questo non rallenterà il processo per la costruzione del nuovo stadio di proprietà".

Con il Coni – Prima che la sera si impossessasse dei viali di Roma, c’è stato anche il tempo per una nuova visita all’area dello Stadio Olimpico. Senza il suo socio Pallotta, questa volta Tom DiBenedetto si è fatto accompagnare dall’ad Claudio Fenucci, dall’avvocato Baldissoni, da Shergul Arshad  creatore delle pagine Facebook e Twitter della Roma, il responsabile licensing della Soccer Sas (controllata di As Roma) Andrea Caldoro. Il gruppo si è  mosso su delle golf cars per visitare l’area più velocemente, con spazio anche per qualche risata, come quelle strappate dal “tweet” di Mark Penners: “Baldissoni guida come Valentino Rossi dopo l’happy hour”. Risate a parte, si lavora per stabilire una zona commerciale ufficiale all’interno dell’area dello stadio, e per sfruttare l’ex Ostello della Gioventù per farne uffici amministrativi e biglietteria. Inoltre si sta lavorando per evitare al più presto che continui la vendita di materiale contraffatto nei pressi dello stadio. “Bricks/mortar” ha scritto Pannes sul suo profilo Twitter. Mattoni e calce, le fondamenta per un nuovo progetto, ormai sono state posate.