Sconcerti: "Alla Roma non manca niente per arrivare in Champions e vincere il campionato"

08.08.2022 17:05 di Andrea Gonini Twitter:    vedi letture
Sconcerti: "Alla Roma non manca niente per arrivare in Champions e vincere il campionato"
Vocegiallorossa.it

A parlare di mercato e non solo a TMW Radio, durante Maracanà, è stato il direttore Mario Sconcerti.

Sta per iniziare il campionato, nuove critiche alla Juve per il ko in amichevole:
"La Roma è molto forte, con giocatori importanti. Credo che alla Roma non manchi niente per cercare di entrare in Champions e anche per vincere il campionato. Non sarà semplice ma è una squadra competitiva. Hai il miglior allenatore che c'è, hai giocatori importanti, c'è una società che sa lavorare alle spalle, deve provare a vincere. In questo momento è l'unica squadra che ha aggiunto giocatori e non ha ceduto nessun titolare. Il rafforzamento è automatico così. C'è un salto di qualità per forza".

Sta per iniziare il campionato, nuove critiche alla Juve per il ko in amichevole:
"Il problema della Juve è che non riesce ad essere squadra. Magari lo diventerà. Non riescono a crescere insieme questi giocatori, riescono a stare a malapena insieme. E' una non squadra adesso. Buoni giocatori, altri ottimi, altri meno, che si stanno snaturando. Sono una somma di individualità, inoltre mancano alcune individualità importanti come Chiellini, Cuadrado, Vlahovic e così via. Se si pensava che la Juventus sarebbe cambiata con qualche uomo diverso non è questo il problema. Il problema è che non sono giocatori che si vogliono bene, che riescono a fare una squadra. Un po' per caratteristiche tecniche, un po' per qualità normali. Credo che poi stia sbagliando Allegri. Ieri la Juventus ha fatto 558 passaggi contro i 437 dell'Atletico, ha tenuto più palla e ha preso 4 gol. Mi sembra che stia arrivando ora il gioco fitto di passaggi nel momento in cui cominciano a non giocarlo più neanche gli altri in campo internazionale. Allegri un gioco del genere non lo ha mai fatto. Tenere così il pallone è il peggio che ci possa essere, vuol dire che non hai idee. E' impressionante come non stia cambiando niente, anzi. E' una squadra leggera, non riesce a essere un gruppo sul campo, è lo stesso identico problema che aveva un anno fa e che si pensava fosse identificato. La storia di Pogba è brutta, ma è una sfortuna. In generale però questa squadra è come se si fosse stancata di essere squadra, come se 9 Scudetti consecutivi li abbia esauriti". 

Che ne pensa dell'Inter? Troppi gol presi in questo periodo:
"Mancava Brozovic e Asllani ha giocato male, perdendo 2-3 palloni che sono costati caro. Non credo sia un problema di difesa ora. Sotto l'aspetto della squadra è una garanzia, sono problemi superabili questi". 

Napoli vicino a Raspadori. Che ne pensa?
"Difficile che giochino con 4 punte vere, sarebbe troppo sbilanciata. Perderesti un uomo a centrocampo. Vedremo poi se avranno Fabian Ruiz, non averlo però non sarebbe un vantaggio. In questo momento è importante che prenda un attaccante e se prende Raspadori prende il miglior giovane che c'è. E' molto forte come tecnica, anche di testa, non solo in velocità. Per me il Napoli è stato ben allenato, viene da un terzo posto importante. Non è l'allenatore il problema del Napoli. I problemi sono stati Osimhen e il suo infortunio, la Coppa d'Africa. Ha ragione De Laurentiis, che è stato criticato di razzismo ma non è così. Non è un problema di colore della pelle ma di calendari".

ADL tra l'altro che rischia l'indagine?
"Sul fatto che un dirigente decide di non prendere giocatori che durante in campionato partecipano a un altro torneo? Che cosa indagano? Lui ha spiegato bene il perché non vuole più prendere certi giocatori. Se un dirigente che pensa non gli convenga, ha tutti i diritti di non farlo. Che c'entra la razza? E' lo stesso discorso per i sudamericani".

Cosa aggiunge sulla Juve?
"Vedo Allegri cambiato. Mi sembra che abbia perso la tigna, la voglia di vincere. Ha vinto tanto, lo capisco, ma credo anche che una squadra che ha vinto molto abbia il diritto di avere questi periodi di involuzione. Più hai vinto, più ci rimetti a rigiocare. Le vittorie ti hanno cambiato, sei convinto di avere gli stessi giocatori ma forse hanno meno voglia di dare. E' la classica situazione di chi ha vinto molto. Bisogna cambiare gli uomini".