Ruben Sosa: "Quando segnavo alla Roma, il macellaio e il fruttivendolo mi regalavano la spesa"

13.01.2021 09:33 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    Vedi letture
Ruben Sosa: "Quando segnavo alla Roma, il macellaio e il fruttivendolo mi regalavano la spesa"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico Gaetano

Dall'Uruguay, dove ha una scuola calcio, Ruben Sosa cerca sempre di seguire Lazio e Inter. «Sono felice di aver giocato con queste due grandi squadre in Italia, provo a vedere ogni volta che posso le loro partite». L'ex attaccante, rimasto nei cuori delle due tifoserie, ha commentato a tuttomercatoweb.com i due grandi appuntamenti di questa 17esima giornata di campionato: Lazio-Roma (venerdì ore 20:45) e Inter-Juventus (domenica, ore 20:45).

Venerdì c'è il derby Lazio-Roma: che partita sarà?
«Ovviamente spero vinca la Lazio (ride, ndr). Vincere un derby per i tifosi è come conquistare uno scudetto. Credo che i biancocelesti siano una bella squadra, la vedo bene, stanno crescendo alla grande».

La Lazio in campionato ha avuto tanti alti e bassi, la Roma invece sta andando bene ed è terza. I giallorossi sono favoriti?
«L'anno scorso lottava per i titolo, quest'anno non è partita benissimo. La Lazio però non si tira mai indietro, cerca sempre di vincere la partita attaccando, ovunque va, sia in casa che in trasferta. Nel derby non c'è un favorito, la classifica del campionato non conta. Dipende dai calciatori e poi ci vuole anche un po' di fortuna».

Con la Lazio hai segnato tre gol nel derby, sentendo il boato di un Olimpico che invece venerdì sarà deserto...
«È un calcio brutto, questo. È triste uscire dal tunnel degli spogliatoi, entrare in campo e non vedere nessuno. I tifosi trasmettono passione ed entusiasmo, anche se ormai ci siamo dovuti abituare. Il derby di Roma è molto atteso e speciale proprio perché te lo fa sentire la gente che abita in città. Ai miei tempi abitavo sulla Cassia e i giorni prima della partita contro la Roma il macellaio e il fruttivendolo mi dicevano sempre: "Se segni al derby ti regaliamo la spesa". Nelle strade si respira l'ansia già dalla settimana prima, tutti giravano con le magliette delle squadre. Sono ricordi bellissimi».

Domenica sera c'è anche Inter-Juventus, partita molto importante per il campionato. Da ex nerazzurro che sensazioni hai?
«Inter-Juventus era come Lazio-Roma. Ho avuto la fortuna di vincere e segnare in questa sfida, che era quasi più sentita della partita contro il Milan. Se battevi i bianconeri, la gente ti abbracciava in giro quando ti vedeva e ti ringraziava».

Ti aspettavi di più da Conte?
«Vedendo la sua carriera sì. Mi sembra che in primis non gli piacciano molto i sudamericani, che giocano poco. La squadra c'è ed è forte: non gli mancano i giocatori bravi, ma manca qualcosa dentro di lui. Pensa troppo a se stesso e poco alla squadra».