Moratti: “Totti all’Inter? Non fu un colpo mancato, la Roma non lo avrebbe mai venduto”
Massimo Moratti ha rilasciato una lunga intervista a SoccerMagazine, soffermandosi su diversi temi legati alla sua esperienza da presidente dell’Inter. Tra gli argomenti affrontati anche il retroscena relativo a Francesco Totti, che in passato era stato accostato al club nerazzurro. L’ex presidente dell’Inter ha spiegato di aver realmente provato a chiedere il capitano giallorosso alla Roma, sottolineando però come la volontà dell’allora presidente Franco Sensi di trattenerlo abbia reso impossibile qualsiasi trattativa. Per questo motivo, Moratti non considera Totti un vero e proprio colpo mancato della sua gestione, ma piuttosto un’opportunità che non si è mai concretamente presentata. Di seguito il passaggio sull'ex capitano e bandiera della Roma:
Qualche tempo fa Lei ha ricordato di quando in passato Francesco Totti fu accostato seriamente alla Sua Inter. Col senno di poi, lo definirebbe il più grande colpo mancato della Sua storia nerazzurra?
«No, perché non è mancato, in quanto l’ho chiesto e Sensi molto coraggiosamente alla fine se lo tenne. Quindi devo dire che non si può parlare di un colpo mancato, ma di una possibilità che però non c’era, in realtà poi non c’era. Perché la Roma non lo vendeva e quindi no, non posso considerarlo come un colpo mancato».
Negli ultimi anni il calcio italiano è cambiato su più fronti. Anche a livello internazionale sono state modificate diverse regole storiche, sono nate addirittura nuove competizioni e soprattutto mancano le vere e proprie bandiere come Zanetti, Maldini, Totti o Del Piero. Vedendolo da più lontano, è un calcio nel quale si riconosce di meno?
«Un pochino, certamente. C’è sempre un cambiamento negli anni e poi ne sono passati parecchi da quando c’ero io, quindi è chiaro che ci siano delle mutazioni o un’evoluzione, ma non è un’involuzione. È un’evoluzione a seconda di come va il mondo, insomma. Il mondo in questo momento va in una certa direzione: i soldi arrivano da parte dei fondi, i fondi creano meno spirito di squadra e quindi automaticamente si vede di meno l’uomo-bandiera».
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