Mkhitaryan: "A Roma i tifosi sono più emotivi, se perdi diventa il caos"
Intervistato da Armenia Public TV, il calciatore dell'Inter Henrik Mkhitaryan ha raccontato la sua esperienza in nerazzurro: «A Milano mi sento molto più rilassato, è una città tranquilla nonostante sia un luogo turistico. Roma invece è più caotica. Stando lì capisci di essere in Italia: non c'è spazio per i risentimenti, la vita è bella. Milano assomiglia di più alla Germania, ha una mentalità più tedesca essendo anche vicina all'Austria. La gente pensa di più al lavoro, a fare le cose nel modo giusto, si può dire siano più disciplinati».
MKHITARYAN SU ROMA: "SE PERDI DIVENTA IL CAOS"
Il giocatore armeno ha poi parlato della sua esperienza alla Roma, squadra in cui ha militato dal 2019 al 2022, vincendo la Conference League nella stagione. 2021-2022, sottolineando una maggiore emotività dei tifosi giallorossi rispetto a quelli nerazzurri: «A Roma hanno più energia, sono più emotivi. A Milano invece c'è più comprensione. Se perdi una partita non è un dramma, sanno che comunque avevi intenzione di vincere. A Roma se vinci due o tre partite pensano di vincere lo scudetto, se poi però perdi diventa il caos: non sai più giocare, non vali niente, vai venduto...».
Sull'arrivo alla Roma.
«Per me l'obiettivo è sempre stato giocare e provare piacere nel farlo, perché so che la carriera di un calciatore è molto breve e bisogna sfruttarla il più possibile. Quando ero all'Arsenal, dopo un anno e mezzo, avevo ancora tre anni di contratto. Non giocavo. Avrei potuto restare lì e pensare: “Non importa se non gioco, sono comunque all'Arsenal”. Ma non provavo più piacere a giocare a calcio. Avevo bisogno di una nuova sfida, di un posto dove potessi tornare ad amare il calcio. Perché per me il calcio è sempre stato amore. Non ho mai giocato a calcio per andare in una determinata squadra. Non ho mai giocato soltanto per poter dire: “Gioco al Manchester United” oppure “Ho giocato in questo club”. Ho sempre giocato perché amavo questo gioco. Arrivando alla Roma forse ho fatto un passo indietro, forse due, perché passavo dalla Premier League inglese a una Roma che in quel momento attraversava un periodo difficile. Era una squadra di livello medio, forse un po' superiore alla media. Ma sono arrivato in una squadra nella quale ho ricominciato ad amare il calcio. Ed era la cosa più importante per me».
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