Lady Pastore: "Javier è un papà bravissimo. Quando segna piango dall'emozione perché so tutto ciò che c'è dietro"

31.03.2020 20:37 di Danilo Budite Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lady Pastore: "Javier è un papà bravissimo. Quando segna piango dall'emozione perché so tutto ciò che c'è dietro"

All'interno della trasmissione Ladies First, su Roma TV, Chiara Picone, moglie di Javier Pastore, ha raccontato come stanno vivendo la quarantena.

Come state vivendo questo momento di quarantena?
“Penso che la situazione sia paradossale, stiamo vivendo uno dei momenti più tristi della storia dell’Italia. Sono scene che vedevamo nei film e ora le stiamo vivendo”.

Cosa ti manca di più?
“Io sono una persona estroversa, mi mancano i rapporti con le persone, andare al bar la mattina e vedere gente. Chiacchierare con la gente per strada o al supermercato, cenare con i nostri amici. I rapporti sociali in generale”.

Chi si occupa della gestione della casa?
“Noi siamo in quarantena da più di 25 giorni, per proteggere il nostro bimbo piccolo che ha qualche problema respiratorio non abbiamo fatto entrare nessuno dentro casa. Javier è un ottimo collaboratore. Io cucino, lui non è un grande amico della cucina. Lui si occupa dei bambini, ogni tanto passa lo straaccio, o l’aspirapolvere”

I bambini come la vivono?
“Fortunatamente sono in quell’età in cui non riescono a capire bene la situazione. Non sono in un'età in cui magari vogliono uscire, a casa si divertono”.

Dicci qualcosa di te.
“Io sono nata a Palermo. Io e Javier ci siamo conosciuti molto giovani, io avevo quasi 19 anni e lui quasi 20. Siamo insieme da quasi dieci anni. Ci siamo trasferiti che eravamo piccoli a Parigi, abbiamo vissuto otto ani lì e ora da due anni siamo a Roma e sono felice di essere tornata. L’Italia è il paese più bello del mondo”.

Quale era il tuo sogno da bambina?
“Ci sto lavorando ancora. Sto studiando da poco tempo quello che desideravo fare. A livello personale penso di essere la donna che volevo diventare, una donna che si fa rispettare e che rispetta gli altri. E Javier mi ha aiutato molto ad imparare il rispetto per gli altri".

Cosa fai durante le tue giornate normali?
"La mattina accompagno i bambini a casa, poi faccio alcune commissioni. Poi da quasi un anno studio recitazione, è una cosa che mi ha sempre appassionato e ho sempre sognato farlo, ma stando all'estero e con la carriera importante di Javier ho sempre trascurato questa cosa. Qui a Roma invece ho deciso di iniziare".

Com’è Javier come papà?
“Io sono di parte, ma per me è una persona stupenda e un papà bravissimo. Dedica ai figli tutto il suo tempo libero, i bambini e la famiglia in generale è la sua priorità”.

Cosa ti fa arrabbiare di lui?
“Si, una cosa su tutte. Io parlo tantissimo, mentre lui è tutto il contrario, è introverso e taciturno. La cosa che mi fa arrabbiare è che io parlo e lui non mi ascolta”.

Vai spesso allo stadio?
“Si, lo stadio è la mia seconda casa. Amo andare allo stadio. Le emozioni che si provano lì si provano in pochi altri posti. Seguo Javier da dieci anni ormai e ho seguito da vicino tutte le tappe della sua carriera".

Cosa urli quando tuo marito segna?
"Quando Javier segna piango dall’emozione. Noi sappiamo il lavoro e la pressione che ci sono dietro ad un gol, e quindi alcune volte piango. Noi abbiamo un rito nostro, quando lui gioca titolare mi saluta dal campo perché gia sa dove sono”.