Gualtieri: "Per costruire lo stadio ci vorranno due anni e mezzo. Friedkin ha voluto un impianto unico"
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha rilasciato un’intervista a Radio Radio nella quale ha fatto il punto sul nuovo stadio della Roma a Pietralata. Il primo cittadino ha parlato delle tempistiche per l’avvio dei lavori, della possibile apertura dell’impianto nel 2029 e degli interventi previsti nell’area.
L’iter burocratico per lo stadio si è concluso. Qual è la situazione?
«C'è stato un passaggio che ho definito storico anche per la rapidità con il quale è avvenuto. È stato approvato il progetto tecnico, Roma Capitale può fare la gara e dopo il progetto esecutivo partiranno i lavori nel 2027. Ci vorranno due anni e mezzo, già nella seconda metà del 2029 potrebbe essere pronto lo stadio. Siamo di fronte a un grande investimento, sarà uno degli stadi più belli del mondo. La visibilità sarà straordinaria, lo stadio per dimensione è relativamente piccolo e da qualsiasi posto si vede in modo straordinario. Contemporaneamente ci sarà una riqualificazione più ampia del quadrante. Tantissimi ettari di verde a disposizione dei cittadini e la manutenzione sarà a carico della Roma. L’area di Pietralata diventerà un gioiello. Lo stadio sarà realizzato con delle specifiche tecniche dal punto di vista acustico: all'interno ci sarà effetto catino e sarà molto forte, ma fuori non si sentirà lo stesso. È stata una nostra richiesta. C'è stata grande attenzione anche sul discorso della mobilità, non ci sarà l'effetto ingorgo. L'ospedale avrà il suo canale di accesso garantito. È un impianto moderno che fa fare il salto di qualità alla Roma e al calcio italiano».
Come potranno andare allo stadio i tifosi?
«In quella zona c’è tanta mobilità su ferro e intorno non c’è nulla, finalmente si fanno le opere in queste aree. Ci saranno i parcheggi, ma molte persone andranno con la metropolitana che si ferma davanti lo stadio. Ci saranno anche dei viali pedonali, dei ponti. Non sarà una cattedrale nel deserto. L’area verde sarà grande come Villa Celimontana. È un’opera importante anche per i cittadini di Pietralata e di tutta Roma. Dan Friedkin fin dall’inizio ha voluto uno stadio unico nel suo genere e non un impianto che si può trovare ovunque. Il presidente ha voluto sentire anche la mia opinione. C’è tanta soddisfazione, dopo tanta fuffa e tante sole (ride, ndr) si farà lo stadio».
Ha mai temuto di non realizzare questo stadio?
«No. Quella era una zona con edifici abusivi e con tanto degrado. Era una vergogna vedere che in quell’area c’erano solo case abusive. Noi siamo sempre stati tranquilli. Tutti fanno ricorso su qualsiasi cosa, poi c’è una giustizia che riconosce la verità rispetto agli imbrogli».
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