Gli effetti della Brexit sulla Premier League

24.06.2016 12:41 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttomercatoweb.com
Gli effetti della Brexit sulla Premier League
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca

Cosa cambia, adesso, con la Brexit, ovvero con l'uscita dall'Unione Europea della Gran Bretagna nel mondo del calcio? 332 giocatori nelle prime due divisioni di Inghilterra e Scozia saranno inclusi nel lotto di chi è di fatto considerato "extracomunitario". Il pericolo riguarda soprattutto i giocatori della Comunità Europea, adesso liberi di giocare negli UK.

Le regole - Per poter essere tesserato da un club della Gran Bretagna un giocatore proveniente dall'estero (adesso anche dall'Unione Europea), deve soddisfare i seguenti requisiti.

- Un giocatore dalle nazioni "top 10" deve aver giocato il 30% delle proprie partite della Nazionale nei due anni precedenti alla richiesta del permesso di lavoro per giocare in Inghilterra.
- Un giocatore di una nazionale classificata tra l'11 ed il 20 posto, deve aver giocato almeno il 45% delle gare internazionali della propria Nazionale.
- La percentuale sale al 60% per le successive 10 nazioni, al 75% per quelle classificate nel ranking FIFA tra il 31 ed il 50 posto.

Le eccezioni - Già adesso, per nazioni come Svizzera e Norvegia, sono fatte delle eccezioni ed i giocatori delle seguenti nazioni sono liberi di esser tesserati senza dover passare dal regolamento della FA. Questo potrebbe accadere anche ai 27 stati membri della UE.

Chi rischia - Come detto, 332 giocatori tra prime e seconde divisioni di Inghilterra e Scozia. Solo 23 dei 180 che giocano in Championship avrebbero ad oggi il permesso di lavoro e sono quasi tutti di Irlanda o Commonwealth. Ancor più grave la situazione per la Scozia (che però starebbe per chiedere un referendum, il secondo nei tempi recenti, per uscire dalla Gran Bretagna, ndr), dove nessuno dei 53 tesserati soddisfa i requisiti per militare nei primi due campionati nazionali.

Cosa accadrà e cosa sarebbe accaduto se... Se la Gran Bretagna non fosse stata nell'Unione Europea e queste regole già in vigore, i vari Cantona, Cristiano Ronaldo, Kantè, ma anche italiani come Di Canio e Zola, non avrebbero mai fatto parte di club della Premier League. Adesso giocatori di questo calibro o non potranno de facto sbarcare in Premier o saranno magari anche meno allettati da un campionato sì danaroso ma che perderà di fatto competitività. A riportarlo è tuttomercatoweb.com.