Caracciolo: "Sarei potuto andare alla Roma. Sognavo un addio come quello di Totti"

06.03.2021 21:23 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Caracciolo: "Sarei potuto andare alla Roma. Sognavo un addio come quello di Totti"
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© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

Andrea Caracciolo, ex attaccante, tra le altre, del Genoa, ha rilasciato un'intervista ad asroma.com:  “Guidolin mi chiese di restare a Palermo, nonostante il mio agente mi presentò la possibilità di venire nella Capitale. Sono contento di quello che ho fatto in carriera. Anche se…”.

Anche se?
“Non so, forse avrei potuto fare di più lontano da Brescia. Ma se non ci sono riuscito, evidentemente avevo dei limiti caratteriali. È giusto riconoscerlo oggi, a distanza di tempo”.

Ha fatto la storia del Brescia, in compenso, diventando il miglior marcatore di sempre della storia del club, precedendo giocatori come Hubner, Baggio, Toni.
“È una cosa che non riesco ancora a spiegarmi completamente. Qualcosa di magico. Forse perché il Brescia è la mia squadra del cuore. Forse perché giocavo nel mio ambiente, nella mia città. Per un po’ di motivi, insomma, indossando quella maglia ho segnato tanti gol. E li ho fatti in tutte le categorie in cui siamo stati. Ho imparato al fianco di Baggio, di Guardiola. Pep era fantastico, un allenatore in campo ed era naturale che diventasse così forte da tecnico. Sono tornato tre volte nel Brescia. Peccato solo per come è finita…”.

Come?
“Sognavo una partita di addio alla Francesco Totti, parlando ai miei tifosi, nel mio stadio. Purtroppo con il cambio di società e l’arrivo di Cellino, non è stato possibile continuare. Una volta scaduto il contratto, ho continuato altrove”.

Nel suo percorso in Serie A c’è stata pure una parentesi al Genoa, di sei mesi, nella stagione 2011-12, prima di passare al Novara.
“Anche se è durata poco, ho un bel ricordo del Genoa, della piazza, della squadra e della tifoseria. Un ambiente caldo e appassionato. Precedentemente avevo giocato anche nella Samp, ma se dovessi scegliere tra le due, preferirei il Genoa. In blucerchiato ebbi qualche problema con l’allenatore di allora, Mazzarri. E poi nel mio periodo in rossoblù nacquero anche i miei due gemelli, Riccardo e Beatrice”.

Nacquero proprio a Genova?
“No, a Milano. E io feci in tempo a vederli nascere, stando accanto a mia moglie in tutti i momenti”.

A proposito di famiglia, come state vivendo questo periodo di pandemia? Brescia, peraltro, è in una delle zone più colpite in Italia.
“È un brutto momento per la città. Delicato un po’ per tutti. Io sono quello della famiglia che è più spaventato. Per fortuna stiamo tutti bene e prendiamo le doverose precauzioni ogni giorno. L’unico colpito della famiglia è stato mio padre. C’è stata un po’ di paura all’inizio, ma ora sta bene ed è guarito. È un problema serio per tutti. Soprattutto per i bambini, i ragazzi. Non è bello vedere, ad esempio, i miei figli fare didattica a distanza davanti a un computer e non poter uscire nemmeno per andare a un parco”.

Il prepotente ritorno del virus ha fermato anche le categorie inferiori del calcio, tipo quella in cui gioca lei oggi nel Lumezzane.
“Sì, siamo fermi da novembre. È molto probabile che presto si riprenda, comunque. Ora ci alleniamo e basta”.

Come si trova in Eccellenza?
“Ovvio che è una categoria diversa, ma per fortuna ho trovato un gruppo fatto di ragazzi fantastici, che amano il calcio e che nella vita lavorano, venendosi ad allenare quando staccano. Loro giocano davvero solo per passione. Anche in Serie A c’è passione, ma – ovviamente – si coniuga anche al ritorno economico”.

Chi l’ha convinta a passare dalla C ad una categoria più bassa?
“Il proprietario del Lumezzane. Ci siamo trovati subito, è anche tifoso del Brescia. Mi ha prospettato un progetto importante, proiettato al ritorno tra i professionisti della squadra. Inoltre, mi coinvolgerà anche a livello dirigenziale quando smetterò. Sono contento. Ripeto, peccato per lo stop dei campionati. Avevo iniziato bene, con 8 reti in 6 partite. Fare gol è sempre stato il mio mestiere”.

La Serie A la segue?
“Ora che siamo più a casa, vedo molte partite. L’ultima della Roma che ho visto è stata Roma-Milan. La Roma di Fonseca mi piace, gioca bene a calcio. Può fare quel passettino in più per giocarsi un posto per la Champions fino alla fine”.