Banfi: "Questa città merita questa euforia. In Champions servirà la migliore Roma"

Banfi: "Questa città merita questa euforia. In Champions servirà la migliore Roma"Vocegiallorossa.it
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di Alessandro Monaco
Lino Banfi ha rilasciato un'intervista in cui parla dell'ottimo inizio di stagione della sua squadra del cuore, la Roma.

Lino Banfi ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta Dello Sport riguardo la sua squadra del cuore, la Roma. 

BANFI: "QUESTA CITTÀ MERITA QUESTA EUFORIA. IN CHAMPIONS SERVIRÀ LA MIGLIORE ROMA"

Di seguito le sue parole:

Intanto come si sta lassù, anche se siamo alla quarta giornata. 
«Stupendo, questa città merita questa euforia. Mi sembra che l’ambiente sia davvero tutto compatto con questo allenatore e questo gruppo di ragazzi fantastici che ho avuto modo di conoscere a Trigoria qualche mese fa. Poi so che a Verona hanno festeggiato tirando in aria Gasp e dicendogli la battuta del mio film 'Mi avete preso per un c…'». 

Ecco, Gasperini come le è sembrato? 
«Anche se è del nord è uno che si è calato bene, ha capito la città. Quando sono andato a Trigoria mi ha detto: 'Vieni Lino, nasconditi qui che facciamo uno scherzo ai giocatori'. Quando sono uscito fuori Pellegrini si è commosso e Dybala mi ha abbracciato dicendomi che un giorno gli piacerebbe festeggiare un gol urlando il mio 'Porca Puttena'». 

Magari già domani a Istanbul.     
«Ma mi basta il pensiero. In Champions servirà la migliore Roma, si gioca in uno stadio caldo ma se la Roma gioca come contro l’Atalanta ce la fa. Anzi consiglio a Gasp la bi-zona, lui sa di cosa parlo». 

Come ha vissuto il finale di sabato contro l’Atalanta? 
«Ero a Venezia dove mi hanno consegnato un premio importante alla carriera, ero già commosso di mio per questo. Poi ho sentito come è andata e mi sono commosso ancora di più. Sono arrivato a 90 anni che ho voglia di queste emozioni. Spero sia l’anno giusto, anche per Oronzo Pugliese». 

Scusi? 
«Poco tempo fa stavo andando in Puglia a presentare il mio libro e ricevo una chiamata da uno strano numero. Pensavo fosse un call center. Poi sento “quanto mi piacerebbe chiamarti papà” Era il figlio di Oronzo Pugliese che mi ha ringraziato per come ho rappresentato il padre ne l’Allenatore nel Pallone. Oronzo ci teneva alla Roma, e pure io». 

Malen come Aristoteles? 
«Ancora di più. Questo è un miracolo mandato da Dio. C’ha questa faccia un po’ da attore più che da calciatore, ma se non segna almeno due gol si 'inchezza'. Trasmette fiducia, serenità. Sai che con lui parti sempre 1-0». 

E tra i nuovi chi le piace? 
«Rodrigo Mora, è bassino ma ha un qualcosa di magico. Le dico una cosa: mi ricorda Cerezo. Sa come usare le gambe, dove mandare il pallone. Mi piace davvero tanto. A 19 anni potrebbe essere un mio pronipote». 

Nel suo ultimo giorno a Trigoria è andato a trovare Bruno Conti… 
«Che persona fantastica Bruno. Siamo andati io e Falcao e abbiamo ricordato i tempi de l’Allenatore nel Pallone. Lui resterà sempre un grande pezzo di storia della Roma. Chi mi detesta per quel film è un altro».

Chi? 
«De Sisti. Ogni volta mi dice: io ho giocato i Mondiali, vinto da giocatore e allenatore ma tutti mi fermano per la strada per la celebre battuta nel tuo film ‘Io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo!’ Lo dice ridendo ovviamente». 

Insomma si può dire che l’anno buono, la Roma è pronta per lo scudetto? 
«Forse è ancora presto per dirlo, ma Gasperini ha creato un gruppo forte e sa come far giocare bene le squadre. Gli ingredienti ci sono tutti anche se l’Inter corre forte. Io ne ho visti due da tifoso. Quello del 1982 e quello del 2001, il primo lo conservo nel cuore anche perché si veniva pure dal Mondiale vinto. Consideri che al funerale di mia mamma erano tutti in ansia perché si giocava la semifinale contro la Polonia. A un certo punto ho detto: dai andate, ci penso io. Sono scappati tutti, maledetti».