TRIGORIA - Pau Lopez: "L'obiettivo è ricambiare la fiducia del club. Questo è il posto giusto per crescere". Petrachi: "Pau Lopez ha rinunciato a parte dello stipendio". FOTO! VIDEO!

17.07.2019 08:05 di Andrea Cioccio Twitter:    Vedi letture
Fonte: dall'inviato a Trigoria, Luca d'Alessandro
TRIGORIA - Pau Lopez: "L'obiettivo è ricambiare la fiducia del club. Questo è il posto giusto per crescere". Petrachi: "Pau Lopez ha rinunciato a parte dello stipendio". FOTO! VIDEO!

Ieri mattina il nuovo portiere giallorosso Pau Lopez si è presentato ai media presenti nella sala conferenze di Trigoria.

Vocegiallorossa.it, come di consueto, era presente in loco e vi ha offerto la diretta testuale delle sue parole arricchita da video e dalla raccolta fotografica.

Prende la parola Gianluca Petrachi: "Ben ritrovati. Presentare giocatori in maniera così repentina, così veloce, tutti i giorni è una cosa a cui non sono tanto abituato, però bisogna farci l'abitudine a presentare i giocatori. Ne sono arrivati e ne arriveranno degli altri, e quindi mi vedrete, ahime, più spesso in questa veste, che a me non piace moltissimo. Siamo qui per presentare Pau Lopez, un giocatore che ho seguito personalmente. Puntare su di lui è una scelta di natura tecnica e soprattutto di personalità, credo che parare in una piazza come Roma sia molto difficile. Lo è per qualsiasi portiere, perché è un ruolo particolare e delicato, ma credo che a Roma ci sia qualche difficoltà in più la pressione è tanta, il portiere che sbaglia deve avere la personalità di poter ripartire, è capitato che grandi portieri sono andati totalmente in difficoltà. Di lui mi ha colpito la personalità e il coraggio, è un portiere bravissimo sulle uscite: questo toglie anche tanti problemi alla difesa. Ha personalità per prendersi responsabilità. Con l'idea tattica di Fonseca, ossia di partire da dietro col gioco, il portiere diventa un libero aggiunto. Lui ha un ottimo piede mancino, rappresenta in pieno il coraggio di cui ha parlato il mister. Viene da una scuola completamente diversa da quella italiana, ossia quella spagnola. L'ho visto in questi giorni, è un po' in difficoltà, abbiamo un preparatore capace come Savorani già gli sta dando dei concetti diversi. La speranza è che possa incamerare tutte le idee tattica di Savorani per migliorare".

Cosa ti chiede Paulo Fonseca?
"Innanzitutto ringrazio il direttore e il club per aver puntato su di me, so che hanno fatto uno sforzo per permettermi di arrivare qui. Ora sta a me ricambiare la fiducia e offrire le prestazioni che si aspettano da me. In questi giorni con il mister ci stiamo concentrando sulla fase difensiva, ci spiega cosa cerca dalla sua squadra. Ha più volte sottolineato il concetto di intensità, di squadra che pressa continuamente. In questo momento ci stiamo concentrando su questa fase, più avanti lavoreremo sul resto".

Sei un portiere molto bravo con i piedi. Credi che questo sia un aspetto fondamentale per il calcio moderno?
"Credo che dipenda dall'allenatore, in ogni caso il portiere deve adattarsi alle richieste del mister. Fonseca chiede di iniziare l'azione da dietro, e se un portiere è in grado di dominare più aspetti, ecco che può essere più utile per la squadra".

Hai qualche difetto?
"Molti. Provengo da una scuola diversa da quella italiana, il modo di lavorare di Savorani è diverso, qui si curano moltissimo gli aspetti tecnici, si cura ogni minimo dettaglio. Sono sicuro che dopo un primo periodo di ambientamento mi troverò bene. Ho tanta voglia di imparare, in molti mi hanno parlato bene di Savorani, sono sicuro che potrò fare tesoro dei suoi consigli. Imparare nel campionato italiano per me è una sfida importante".

A Roma sono passati grandi portieri come Alisson e Szczesny. Il brasiliano è un modello per te? 
"Alisson è stato un portiere importante e attualmente è uno dei migliori. Non mi piacciono i paragoni, sono Pau e sono venuto qui per crescere, per aiutare la squadra e per scrivere la mia storia. È sempre positivo imparare dai migliori, ma ora inizia la storia di Pau e spero sia una bella storia, spero che così che la gente possa essere orgogliosa di me".

Hai preferito la Roma al Barcellona e alle squadre della Premier.
"Quest'estate avevo chiaro di non voler lasciare il Betis, poi è arrivata l'offerta della Roma e ho cambiato idea e ho voluto i giallorossi al 100%. Ho ritenuto fosse il momento giusto per fare un passo avanti e crescere ulteriormente, per cui avevo solo due opzioni: restare o venire qui a Roma. Alla fine si è concretizzata l'ipotesi che volevo maggiormente, vale a dire venire qui".

Si è parlato di una riduzione dell'ingaggio.
"Sia la Roma che io volevamo che arrivassi qua. Sono stati fatti degli sforzi da entrambe le parti, non è il caso di aggiungere altro".

Prende la parola Petrachi: "Aggiungo io qualcosa: poteva sembrare comunque una sviolinata quella di anticipare questa cosa nella presentazione del ragazzo, però visto che è stata tirata fuori è evidente che non capita tutti i giorni vedere un calciatore stabilire con il suo agente un ingaggio per far sì che l'operazione vada in porto, con un esborso economico che deve fare il calciatore. Per chiudere l'operazione, visto che il Betis non si alleggeriva di una virgola, per trovare i numeri giusti il ragazzo ha preso la decisione di rinunciare allo stipendio. Anche l'agente aveva una percentuale sulla futura rivendita, e ha rinunciato anche lui. Questo è stato visto da parte nostra in maniera totalmente positiva, si apprezzano le qualità di questo ragazzo, che ha voglia e capacità mentale. Abbiamo dato anche l'altro 50% di Sanabria nell'operazione". 

Sei cresciuto nell’Espanyol e hai avuto un diverbio con Messi. Quanto ti stimolano le rivalità? Ti ricordi Roma-Barcellona dello scorso anno? 
"Quando si è giovani e si cresce nell’Espanyol c’è una rivalità con il Barcellona. In quell’occasione contro Messi è stato un gesto eccessivo, me ne sono pentito. Ci sono partite calde e sentite. È anche importante non andare oltre il limite di una partita di calcio, ma sono partite speciali. Ricordo quella partita ed è stata una rimonta straordinaria della Roma, mi è piaciuto moltissimo vederla da casa e in qualche modo mi sono rallegrato".

Sei il portiere più pagato della storia della Roma. Ti aspettavi di valere così tanto? 
"È sempre una responsabilità quando un club scommette forte su di te, non si sa mai come andranno le cose. L’unica cosa che posso garantire è lavoro, umiltà e sacrificio, so che il club ha fatto uno sforzo economico, adesso sta a me dimostrare di valere questa scommessa. Questo non assicura che le cose andranno nel migliore dei modi, in ogni caso ho la serenità di lavorare duro pere rendere orgoglioso gente e tifosi".

Cosa non ha funzionato al Tottenham?
"Sapevo che avrei avuto poche possibilità di giocare e venivo da un anno all'Espanyol in cui avevo sempre giocato. Conoscevo Pochettino e mi aveva subito detto che molto probabilmente non avrei giocato, ma che sarebbe stata un’esperienza utile per me, così è stato. È stata una delle migliori esperienze della mia vita. Di fatto non ho giocato, ma lavorare con un nuovo allenatore dei portieri come Jimenez mi ha migliorato tantissimo, gli sono grato, se sono il portiere che sono oggi lo devo anche a lui ed alla sua esperienza".

Ti piace parlare in campo? 
"Sono un portiere a cui piace parlare molto, già capisco abbastanza l’italiano, ma per rispetto del club devo imparare a parlarlo. Per il club, per la gente e per i miei compagni devo impararlo".

Credi che la Serie A sia il campionato giusto per farti crescere? Qual è la tua caratteristica principale?
"Arrivo in Serie A dopo aver cambiato diverse squadre negli ultimi anni. La mia intenzione è di fermarmi in un posto e continuare crescere, e credo che questo sia il posto perfetto per farlo. Un club straordinario, un allenatore dei portieri di cui tutti mi hanno parlato bene. Credo sia il posto giusto per fare un passo avanti per la mia carriera. La Nazionale? Non ci penso molto, la mia convocazione dipenderà dalle prestazioni con la Roma, quindi sono concentrato sulla Roma, nel garantire prestazioni più elevate possibile". 

Ti trovi a tuo agio con la difesa alta? C'è un portiere a cui ti ispiri?
"Il portiere si deve adattare alle richieste del mister. Se lui mi chiederà di giocare alto lo farò per aiutare la squadra. Se mi ispiro a qualcuno? Ho sempre visto i migliori portieri in tv e cerco di rubare le cose migliori guardandoli".