TRIGORIA - Garcia: "Non mi sono piaciute le parole di Conte"

Dall'inviato Alessandro Carducci
10.05.2014 13:10 di Gabriele Chiocchio  Twitter:    Vedi letture
TRIGORIA - Garcia: "Non mi sono piaciute le parole di Conte"

Il tecnico della Roma Rudi Garcia ha parlato in conferenza stampa:

Vi sentite alla pari con la Juventus?
"È l'ultima partita all'Olimpico di una stagione straordinaria. Per questo vogliamo fare una bella partita, mi auguro che sia una bella festa per tutti, per i tifosi, per la gente. Questo è importante. L'anno prossimo ho detto che forse vinceremo lo scudetto con meno punti, quest'anno abbiamo fatto un anno da record ma davanti a noi c'è la Juventus".

Cosa ha fatto la differenza?
"Non mi interessa, quel che voglio è mettere la migliore squadra in campo e avere il piacere di giocare questa gara al 100%, dobbiamo finire bene la stagione in casa, ci sarà un'altra gara in trasferta ma domani deve essere la festa della Roma ma anche della squadra, che ha fatto tante belle cose. Voglio una Roma che giochi con entusiasmo, che abbia piacere a giocare una grande gara. È' piacevole poter giocare gare di questo livello".

Maicon e De Sanctis?
"Morgan non giocherà, non sta bene. Giocherà Skorupski, è anche una buona cosa per il ragazzo. È un portiere con un futuro brillante. Deve giocare con fiducia, come ha già fatto. Maicon vedremo domani, quando calcia è un po' in difficoltà. Ha dolore da dopo Catania, spero che come con Castan avremo una buona notizia domani".

Le piacerebbe sfidare di nuovo Conte l'anno prossimo?
"La Juventus e il suo allenatore faranno quello che pensano bene per loro. Non bisognerà per forza trovare gli stessi avversari, non è importante. Quel che importa è che la Roma sia competitiva, su questa cosa stiamo lavorando. È arrivato il presidente, ci sarà ancora la prossima settimana per lavorare su questo punto. Parlando di Conte, a me non sono piaciute le sue dichiarazioni polemiche, ma un allenatore che fa 96 punti in campionato non può essere che un bravo allenatore e lui lo è".

Pjanic andrà con la Bosnia martedì?
"Non è deciso".

Verrà risolta la questione del contratto?
"Penso di sì, Miralem vuole rimanere e il presidente vuole tenerlo. Un compromesso ci sarà".

Vincendo con la Juventus, la Roma avrà battuto almeno una volta tutti gli avversari.
"Non vedo questa sfida così, la classifica è quella. Juve prima e Roma seconda, con tanti punti vuol dire che le squadre non hanno perso molte volte. Lo dico di nuovo, saremo in casa, stadio pieno, sarà una festa, che sarà ancora più bella con una vittoria. Non bisogna pensare al fatto di aver vinto con tutti, è anche normale avendo fatto così tanti punti. Abbiamo vinto con la Juventus in Coppa Italia in un modo interessante, ma abbiamo perso allo Stadium e sarà una motivazione in più".

Come commenta le convocazioni di Scolari?
"La motivazione ha contribuito alla stagione della Roma. La prima cosa è il piacere di giocare in questa squadra e di fare una grande cosa con la Roma, poi c'è questa scommessa di fare bene col club per essere convocati. Dopo sul Brasile sono contentissimo per Maicon, perché è un Mondiale in casa sua, per quello che ha vissuto l'anno scorso, quando per quasi tutti era finito. Sono contento di aver contribuito e per Castan sono deluso, lui con la stagione che ha fatto avrebbe meritato la Nazionale, ma è il Brasile e hanno tanti grandi giocatori anche in difesa. Non era semplice essere convocato, deve guardare avanti e giocare così per tanti anni, avrà più esperienza e diventerà importante".

Quanto si sente migliorato da questa squadra?
"Si migliora ogni anno, sia con una stagione così fantastica che con momenti difficili. Ho imparato tante cose qui, è la prima volta che alleno all'estero. È importante prendere tutto il positivo, ma anche le cose che non sono andate bene e migliorarle. Abbiamo alcuni giocatori con più esperienza, ma anche per loro c'è la possibilità di migliorare".

La Juventus ha meritato di vincere il titolo con tutto questo anticipo?
"Per me è passata velocemente la stagione, è incredibile che siamo già alla penultima partita. C'è sempre una classifica che dice chi è il migliore e chi è il secondo, chi è qualificato per le coppe. Sono uno che rispetta questo, non c'è nulla da dire".

Allenerebbe mai la Juventus, per come ha avuto modo di conoscerla?
"Sono l'allenatore della Roma, sono fiero di essere qui, ho sentito il presidente e sarebbe un onore rimanere qui e vincere la metà di Ferguson, ad esempio. C'è la rivalità tra le società, ma le cose non devono andare oltre la rivalità sportiva, bisogna avere fair-play. Dico questo perché domani arriva questa gara e voglio che sia una bella festa e nulla di più. È molto pericoloso fare in modo di caricare troppo in modo negativo le cose, non è lo sport. Il calcio deve essere una bella festa, domani mi auguro che i bambini siano all'Olimpico".

Quando ha tenuto alta la tensione sul titolo la squadra ha risposto, nel momento in cui ha abbassato i toni la squadra è crollata. Ha la sensazione che il gruppo sia legato troppo a lei?
"È anche un lato positivo vedere che la squadra mi ascolta. Non penso che questo abbia qualcosa a che fare con la sconfitta. C'è una comunicazione esterna e una interna, non voglio cali come a Catania e spero di non aver bisogno di alzare questa carta per ricordare che non si può non giocare al 100%. È un incidente di percorso, domani bisogna fare una bella gara, scendere in campo col nostro gioco e dopo può essere anche una cosa positiva per il futuro. Non può essere tutto negativo in una cosa, c'è sempre qualcosa da prendere per migliorare. Possiamo migliorare, è una bella stagione che si finisce all'Olimpico, sono felice dei giocatori. Il merito è di tutti, ma loro hanno fatto cose straordinarie e non va dimenticato".