Scacco Matto - Roma-Milan 0-2: giallorossi a luce spenta, Di Francesco taglia i fili

26.02.2018 15:24 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Scacco Matto - Roma-Milan 0-2: giallorossi a luce spenta, Di Francesco taglia i fili

Il Milan passa all’Olimpico: finisce 0-2 con i gol di Cutrone e Calabria e la Roma torna fuori dalla zona Champions League.

LE SCELTE - Di Francesco cambia qualche elemento, anche in virtù della dispendiosa trasferta di Champions League di mercoledì scorso. Davanti ad Alisson a destra non c’è Alessandro Florenzi ma Bruno Peres, con Konstantinos Manōlas, Federico Fazio e Aleksandar Kolarov a completare il reparto; in mediana è Kevin Strootman a svolgere le mansioni da regista insieme a Lorenzo Pellegrini, con Radja Nainggolan a completare il reparto, da vedere se da intermedio o da trequartista. Davanti va in panchina Edin Džeko, con Cengiz Ünder, Patrik Schick e Diego Perotti a formare il tridente. 4-3-3 per Gattuso, che davanti sceglie Suso, Patrick Cutrone e Hakan Çalhanoğlu.  

 

 

 

SAPONETTA - Nella prima parte della gara la Roma fatica a far suo il controllo della partita. Questo perché il Milan riesce spesso e volentieri a sfuggire ai tentativi di pressing giallorossi, uscendo palla al piede: Lucas Biglia viene preso a turno da Nainggolan e Pellegrini (paralleli nello schieramento 4-3-3) e non sempre viene schermato a dovere, facilitando lo scorrimento della sfera sulle due fasce laterali, dove l’aggressione viene meno e si apre la strada per la porta di Alisson. L’alternativa è il classico lancio verticale di Leonardo Bonucci o per la profondità di Cutrone o sui piedi di Suso che si sposta nel mezzo spazio al centro, non creando però pericolosità per la difesa di casa.

A SALVE - Poi, i giallorossi prendono le misure e cominciano a mantenere con più continuità il pallone, ma non riescono a combinare con efficacia a causa della scarsità di movimenti senza palla del centrocampo. Si vede qualcosa di meglio nel recupero palla nella metà campo opposta, ma in quel caso emerge la scarsa qualità dei piedi a disposizione della mediana, con diverse occasioni sprecate per scelte sbagliate o passaggi imprecisi. L’alternativa sono, da una parte, le ormai leggibili sovrapposizioni sulla fascia sinistra e, dall’altra, gli strappi palla al piede di Cengiz, sistematicamente raddoppiato e quindi inefficace.

LA SOLITA STORIA - Il secondo tempo si apre con il gol del Milan. Basta un inserimento di Franck Kessie per scombinare la difesa giallorossa: l’ivoriano si infila in verticale chiamando a sé la marcatura di Kolarov, che scopre così il fianco permettendo a Suso di infilare un buon traversone, sul quale Cutrone si avventa anticipando Manōlas. Da quel momento, come sempre, tutto diventa più difficile: gli errori tecnici si moltiplicano, gli spazi per il Milan pure, che comincia semplicemente ad asepttare per ripartire.

FILI TAGLIATI - Dalla panchina Di Francesco, con ancora 25 minuti da giocare, sceglie già il tutto per tutto: fuori Nainggolan e dentro Edin Džeko, con conseguente passaggio al 4-2-4. La mossa fa ulteriormente il gioco del Milan, che continua a fare densità e ribaltare: la Roma continua con una circolazione di palla lenta e prevedibile, con continui scarichi sulle fasce in spazi ingolfati, nonostante timidi tentativi del bosniaco di agire da trequartista per dare qualità alla manovra. Tenere un assetto simile con così tanti minuti da giocare e così poca fiducia è impossibile e il Milan, con in campo Nikola Kalinić al posto di Cutrone, a forza di ripartire in campo praticamente aperto prima sfiora e poi raggiunge il 2-0 con un semplice uno-due tra il croato e Calabria, tenuto in gioco da Bruno Peres (ennesimo errore individuale). Da lì è pura accademia, con gli ingressi ininfluenti di Gerson per Pellegrini da una parte e Fabio Borini e Riccardo Montolivo per Suso e Biglia davanti.