Borussia Mönchengladbach-Roma 2-1 - Scacco Matto - Gli effetti della stanchezza

08.11.2019 20:51 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Borussia Mönchengladbach-Roma 2-1 - Scacco Matto - Gli effetti della stanchezza

La Roma viene ancora una volta beffata nel finale contro il Borussia Mönchengladbach e perde per 2-1 al Borussia-Park.

LE SCELTE - Ad esclusione di Spinazzola e Çetin, la formazione è la stessa che ha battuto il Napoli sabato scorso. Mancini e Veretout agiscono da filtro a centrocampo mentre Zaniolo, Pastore e Kluivert dietro a Edin Dzeko.
Dall'altra parte, Rose schiera la difesa a tre e dà così maggiore libertà ai due esterni Lainer e Wendt mentre Benes e Zakaria occupano il cuore del centrocampo, con quest'ultimo che ha il compito di fare da diga davanti alla difesa. Neuhaus gioca a supporto di Stindl e Thuram.

COMPATTEZZA - Inizialmente c'è molto equilibrio. Le squadre sono racchiuse in pochi metri, le linee sono strette ed entrambe esercitano un pressing alto. I tedeschi, in particolare, aggrediscono molto bene quando i giallorossi impostano palla al piede e la Roma, talvolta, fatica a uscire in maniera pulita, prendendosi anche qualche rischio di troppo. A questo proposito, Mancini si abbassa spesso in fase di costruzione tra i due centrali, per dare una soluzione facile in più e per consentire ai due terzini, Santon e Kolarov, di alzarsi entrambi e di dare ampiezza. L'altra mossa chiave per eludere il pressing tedesco è l'abbassamento di Pastore, che non sempre è pronto a venire tempestivamente incontro per offrire una soluzione in più al portatore di palla capitolino. Per colpire i tedeschi, si sarebbe dovuto ricorrere a un palleggio più rapido e a frequenti cambi di gioco, cose che non si sono quasi mai viste.

LUCIDITÀ - Oltre che fisica, la stanchezza è anche mentale e influiscono entrambe sulla prestazione dei giocatori. Ieri la Roma ha iniziato ad allungarsi presto, intorno alla metà del primo tempo e se è vero che il Borussia non aveva creato granché, prima dell'autogol di Fazio, è anche vero che si erano avvicinati da qualche minuto con troppa facilità alla linea difensiva giallorossa. E, come dicevamo a inizio anno, se si consente all'avversario di avvicinarsi troppo spesso alla difesa, quest'ultima sarà più sotto pressione e tenderà a sbagliare maggiormente. Meno filtro, più errori dei singoli.
Stanchezza fisica, stanchezza mentale nel leggere alcune situazioni, sia in fase di contenimento e sia in avanti. Nella ripresa, dopo il pareggio la Roma ha sprecato moltissimi contropiedi proprio per la mancanza di lucidità e brillantezza.
La stessa che ha consentito che all'ultimo minuto quella palla finisse in area, con Thuram lasciando colpevolmente solo da Fazio.