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Tra mercato, campo e quella Coppa Italia che negli ultimi anni ha certificato la crescita di chi ha scalzato la Roma dalla Champions League

Tra mercato, campo e quella Coppa Italia che negli ultimi anni ha certificato la crescita di chi ha scalzato la Roma dalla Champions League Vocegiallorossa.it
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di Luca d'Alessandro

Se gli allenatori chiedono che il calciomercato estivo chiuda prima dell'inizio del campionato, lavorare con quello invernale aperto è complicato allo stesso modo. Certo, il mercato di riparazione è fatto di colpi meno eclatanti, ma se sei una squadra come la Roma che deve ricostruire, più che riparare, un reparto offensivo che fino a ora, eccezion fatta per Soulé, ha collezionato più infortuni che gol, ecco che l'allenatore vive nella speranza di aver materiale nuovo il prima possibile. 

Questa sera, all'Olimpico, andrà in scena la Coppa Italia, la competizione che una volta vedeva la Roma primeggiare (insieme alla Juventus) per trofei vinti, con i discorsi riguardo la stella d'argento da sfoggiare sulla maglia in caso di conquista del decimo trofeo. Cosa che la Roma ha sfiorato in due occasioni, contro l'Inter e la Lazio. Una competizione snellita allo stretto necessario per non rendere fitto ulteriormente il calendario e per far sì che le big possano arrivare in fondo, in un calcio che è lontano anni luce dalla bellezze della FA Cup, per formula e soprattutto atmosfera e stadi, da sempre il vero marchio della Premier League. 

Competizione che, nelle ultime stagioni, ha certificato i progressi di crescita delle squadre che hanno insidiato le solite 3 big del campionato, dal Napoli (che poi ha vinto 2 scudetti negli ultimi 3 anni), all'Atalanta di Gasperini che ha perso 3 finali nelle ultime 7 edizioni, fino al Bologna campione uscente. Non è un caso che la Roma non sia riuscita a essere protagonista sia in campionato e, di conseguenza in Coppa Italia, con la scelta un po' voluta, un po' forzata di sacrificare il torneo per tentare la via della Champions attraverso l'Europa League, ma da un ritorno in auge come quello che stanno facendo i giallorossi in campionato è lecito aspettarsi una Coppa Italia dignitosa. 

Motivo per cui, nell'emergenza che sta colpendo la squadra in questi ultimi giorni, Gasperini sarà gioco-forza costretto a mandare in campo una squadra molto vicina a quella titolare. Un paio di situazioni da valutare: Ndicka tornato dalla Coppa d'Africa a subito titolare? Koné o Cristante (come quasi sempre fatto in Europa League) o tutti e due insieme. In avanti è stato recuperato Bailey, ma potrebbe essere di ritorno all'Aston Villa. Avversaria di turno, quel Torino che vinse all'Olimpico a sorpresa con Simeone e che i giallorossi affronteranno nuovamente domenica prossima. Situazione che in un certo senso permette a entrambi i tecnici di giocarsi al meglio la qualificazione.