La panchina può decidere la corsa Champions: rientri e nuove energie per Gasperini
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Il calo fisico dell’ultimo periodo della Roma è sotto gli occhi di tutti: una squadra che, dal punto di vista atletico, non sta reggendo come nei mesi migliori. I risultati dell’ultimo mese sono lo specchio di un momento non positivo per i ragazzi di Gasperini, comunque ancora pienamente in corsa per il quarto posto.
Gli infortuni hanno inciso in maniera determinante, riducendo la rosa quasi all’osso. Tra tutti pesano quelli di Dovbyk, Ferguson e Dybala: i primi due, pur senza aver brillato prima dei rispettivi stop, sarebbero stati comunque preziosi nelle rotazioni. A questi si è aggiunta la pubalgia di Soulé, che ha ulteriormente indebolito un reparto offensivo già in difficoltà. Non vanno poi dimenticati gli stop di Hermoso ed El Shaarawy, altre assenze che hanno limitato le soluzioni a disposizione dell’allenatore.
Tutto questo ha portato Gasperini a non poter incidere come avrebbe voluto a partita in corso. Un dato su tutti: dalla sfida contro il Napoli, il tecnico giallorosso ha effettuato tutte e cinque le sostituzioni soltanto in quattro occasioni (in casa degli azzurri e poi con Genoa, Como e Lecce). Emblematico il ritorno di Europa League contro il Bologna, durato 120 minuti, in cui ci si è fermati addirittura a quattro cambi su sei disponibili. E pensare che, alla vigilia di Milan-Roma, Gasperini si era espresso così: «Non mi sono mai piaciute le cinque sostituzioni. Però mi sono adattato e le uso sempre».
Da novembre a oggi, però, lo scenario è cambiato: Gasperini si è trovato quasi costretto a rinunciare proprio a quell’arma che avrebbe potuto dare nuova energia alla squadra nei momenti decisivi. Il peso delle sostituzioni è evidente anche nei numeri: dalla gara contro il Napoli, la Roma ha subito 6 dei 17 gol totali da giocatori subentrati - Alisson Santos, Boga, Gatti, Vitinha, Douvikas e Cambiaghi - reti tutte decisive ai fini del risultato finale, che hanno contribuito ad allontanare la Roma dal quarto posto e a decretarne l’eliminazione dall’Europa League, a cui si aggiungono anche i due assist di Giovane e Dallinga.
I quattro gol e un solo assist arrivati dalla panchina giallorossa hanno inciso solo in parte: Pisilli ha segnato il 3-0 contro la Cremonese, rete ininfluente ai fini dei tre punti, e Pellegrini ha trovato il 3-3 nel ritorno di Europa League, anche se il suo ingresso è avvenuto dopo appena 20 minuti. Più decisive sono state invece le reti del numero 7, autore dell’1-1 all’andata a Bologna in Europa League, e di Vaz, che ha firmato il gol vittoria contro il Lecce.
In questo stesso arco temporale emergono differenze nel confronto con il Como e la Juventus. I lariani, ad esempio, hanno trovato un solo gol dalla panchina - proprio con Douvikas contro la Roma - senza subirne nessuno, mentre i bianconeri hanno raccolto tre reti dai subentrati, di cui due proprio contro i giallorossi, subendo invece un solo gol in campionato. A questi si aggiungono anche un gol e un assist concessi in Champions League.
Dunque, la panchina, soprattutto nel finale di stagione, quando le forze sono ridotte al minimo, può diventare un fattore determinante, in grado di incidere in maniera significativa sulle sorti della Roma. Il finale di campionato passerà anche dalla capacità di recuperare energie e uomini. In questo senso, la crescita di Vaz, accompagnata dal ritorno in gruppo di Soulé e dai 15 minuti giocati da Angelino, rappresenta un segnale positivo per Gasperini, che in questo finale di stagione potrà finalmente contare su maggiori soluzioni.
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