Cambio Campo - Di Pasquale: "Questo derby potrà incidere soprattutto sul morale, mi aspetto una gara tattica. La notizia di Mourinho ha suscitato stupore nell'ambiente biancoceleste"

15.05.2021 18:14 di  Danilo Budite  Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Danilo Budite
Cambio Campo - Di Pasquale: "Questo derby potrà incidere soprattutto sul morale, mi aspetto una gara tattica. La notizia di Mourinho ha suscitato stupore nell'ambiente biancoceleste"
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Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Arianna Di Pasquale, caporedattrice di Laziopress.it, con il quale abbiamo parlato di Roma-Lazio.

Che partita si aspetta? Come si affronteranno tatticamente le due squadre?
«Sarà una gara complicata perchè gli obiettivi di inizio stagione erano altri per entrambi i club. Mi aspetto una gara molto tattica: la Roma ha cambiato modulo nelle ultime uscite tornando al 4-2-3-1 e la Lazio soffre i fantasisti che lavorano tra le linee. Sarà un match aperto a qualsiasi tipo di risultato, che potrà incidere relativamente sulla classifica ma che sicuramente, come ogni stracittadina che si rispetti, ha il suo inestimabile valore».

Che scelte di formazione farà Inzaghi? Come sta Milinkovic?
«Scampato il pericolo diffidati e con qualche recupero importante dall’infermeria, credo che mister Inzaghi si affidi all’undici titolare, senza troppe sorprese. L’unica incognita ad oggi è legata all’impiego di Marusic che potrebbe rimanere in difesa come nelle ultime gare o riprendersi la fascia sinistra qualora Luiz Felipe giocasse dall’inizio, per la prima volta dopo l’intervento subìto. Milinkovic sicuramente non mancherà e la speranza è che possa essere, come sempre, uno dei trascinatori della rosa biancoceleste anche se per un giocatore fisico come lui, che spesso è impegnato anche nel contrasto aereo, indossare la mascherina potrà essere un fastidioso impedimento».

Cosa crede che non sia andato nella stagione di Lazio e Roma? Come mai non hanno centrato l’obiettivo Champions?
«Il cammino in Europa è stato di tutto rispetto per entrambe le compagini romane, mentre in Coppa Italia i percorsi sono stati diversi seppur tutti e due terminati anzitempo. Questo denota un campionato altalenate, ma stando alla classifica direi che il ritorno prepotente di Milan e Napoli sia il motivo di questa corsa agguerrita ai primi posti, con molte squadre a contendersi la Champions nella volata finale. La flebile speranza dei biancoceleste di rientrare tra le prime quattro è segno evidente di come il campionato sia combattuto. Ad ogni modo, nonostante un po’ d’amaro in bocca, credo che con il ritorno sicuro in Europa la Lazio abbia comunque svolto una buon lavoro. In casa Roma non conosco bene le dinamiche, ma sicuramente è stata una stagione fallimentare viste le premesse di inizio anno, magari con troppe divergenze tra tecnico, società e rosa».

Una vittoria nel derby può davvero rendere meno amara questa stagione? O cambia poco?
«In quest’occasione credo il risultato possa incidere soprattutto sul morale. Vincere il derby sarà una magra consolazione per le due squadre. Certo è che non sono ammessi cali di concentrazione, anche perché è giusto fare un regalo a tutti quei tifosi che da un anno e mezzo non possono più assistere dal vivo ai match».

Per l’anno prossimo si aspetta la conferma di Inzaghi? O la Lazio avrà un nuovo allenatore?
«Mi aspetto la sua conferma e spero in essa. Chiaro è che più club, anche di Premier, hanno messo gli occhi sull’allenatore laziale e questo toto-panchine, anche nelle squadre del Nord, lascia numerose incognite sul futuro. Seppur giovane, ha arricchito di trofei la bacheca laziale anche da tecnico, conosce l’ambiente, arriva come mister delle giovanili biancocelesti e sembra a tutti gli effetti un dodicesimo uomo in campo: immaginarlo lontano dalla Capitale non è semplice. Ad oggi però fare previsioni resta complicato, in quanto lo stesso tecnico ha ribadito che solo al termine della stagione si siterà al tavolo con il presidente Lotito per un confronto».

Come ha preso l’ambiente Lazio l’annuncio di Mourinho alla Roma? I giallorossi allenati dal portoghese fanno più paura?
«Io personalmente non nascondo il mio stupore. La società Roma, dopo tanti anni senza trofei, era chiamata a lanciare un forte messaggio e con un tecnico di spicco come lui questo messaggio è arrivato forte e chiaro. A me non fa paura dal punto di vista tecnico, ma potrebbe essere accontentato sul mercato e questo potrebbe rappresentare un "pericolo", anche se c’è da vedere se le finanze della società permetteranno una rivoluzione radicale. Ricordo bene lo Special One quando parlava di "zero tituli"…chissà adesso come andrà. Per quanto riguarda la reazione dei tifosi, c'è stato uno stupore generale, nella mattinata era arrivato il comunicato dell'addio di Fonseca e nel primo pomeriggio è arrivato l'annuncio di Mourinho. Da parte dei sostenitori laziali è aumentata la voglia di vedere messo nero su bianco il contratto di Inzaghi. Quindi per una società a Roma che ufficializza José Mourinho, ce n'è un'altra in balia degli eventi che non ha certezza del rinnovo di Inzaghi. Questa è stata la reazione del pubblico laziale, la voglia di dare un segnale forte come la firma di Inzaghi».