Cambio Campo - Ancona: "L'Inter è in un momento difficile, c'è stata un'involuzione. Su Koné e Carlos Augusto..."
Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.
L’ospite di oggi è Adriano Ancona, giornalista del Corriere dello Sport, con il quale abbiamo parlato di Inter-Roma.
Si riparte in campionato dopo la cocente delusione della Nazionale. Alcuni giocatori dell’Inter sono stati protagonisti in negativo della disfatta azzurra: come sta il gruppo dal punto di vista mentale?
"Alcuni di loro, peraltro, sono gli stessi che quattro anni fa mancarono la qualificazione al Mondiale in Qatar per poi perdere il duello-scudetto nella volata col Milan, sgretolando lo stesso tipo di vantaggio che si è venuto a creare in questo campionato. Un cattivo presagio, mettiamola così. Stavolta le antagoniste sono due, perché va aggiunto il Napoli. Il contraccolpo negativo, inutile dirlo, può avvenire forse su un giocatore come Bastoni, che dovrà riprendersi anche mentalmente: non sono stati tre mesi facili, questi del 2026. Il blocco azzurro, oltretutto, è l’asse portante di questa Inter".
L’Inter si trova forse nel suo momento più difficile della stagione, dopo la sconfitta contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina. Cosa dobbiamo aspettarci dalla squadra di Chivu?
"È necessario che questa squadra, anche qui a livello di testa, abbia ricaricato le batterie. Alle tre partite di campionato in cui l’Inter ha mostrato appannamento, io aggiungerei quanto (non) fatto nella semifinale di Coppa Italia a Como. Un’altra partita piatta, con l’attenuante che la qualificazione si gioca sui 180 minuti, però un primo campanello d’allarme sulla condizione tutt’altro che ottimale attraversata dal gruppo. Prima della sosta ci sono state partite delicate ma che, allo stesso tempo, potevano dare una sterzata in chiave scudetto a una squadra malamente eliminata in Champions League: l’involuzione è stata netta, l’Inter ha dato la peggior versione di sé".
A proposito degli ultimi risultati, l’Inter si ritrova comunque prima in classifica, con sei punti di vantaggio sul Milan e sette sul Napoli. Ha davvero senso parlare di corsa scudetto riaperta?
"Tecnicamente sì, anche se credo che il peggior avversario della capolista sia l’Inter stessa. Parlando di valore assoluto, Chivu ha saldamente in mano il proprio destino e, se vogliamo, anche un ampio margine di errore. Ha perso due derby: questo complessivamente sta facendo la differenza. Per continuità, forse c’è da temere più il Napoli che questo Milan altalenante. Adesso ci sono due partite con Roma e Como che, al rientro dalla sosta, saranno il termometro delle ambizioni".
Poco più di un anno fa, la Roma espugnava San Siro battendo l’Inter, che in quell’occasione cedette il primo posto al Napoli, compromettendo di fatto la corsa al titolo. Oggi c’è la sensazione che la sfida contro i giallorossi possa rappresentare un crocevia fondamentale per la vittoria del campionato?
"Dipende anche dal risultato di Napoli-Milan: dopo questa giornata ne mancheranno sette alla fine, non troppe per pensare a fare i conti, a patto di mantenere il distacco perlomeno invariato. Però l’Inter aveva un vantaggio importante e ora l’ha quasi dimezzato. Il cammino della scorsa stagione ha dimostrato che perdere quella partita in casa con la Roma ha tolto certezze e ha avuto un peso specifico importante".
Secondo le ultime voci di mercato, Manu Koné sarebbe tornato nel mirino dell’Inter. Può essere questa l’estate giusta per i nerazzurri per provare a strappare il centrocampista francese alla Roma? Cosa puoi dirci a riguardo?
"L’interesse verso Koné non è mai tramontato: quelle dello scorso agosto sono state settimane concitate per via della situazione Lookman, però ora lo scenario è destinato a cambiare. Bisogna capire come intende apparecchiare l’Inter il primo vero mercato di Chivu. Un anno fa l’allenatore era stato chiamato in tutta fretta, a metà giugno, quando la squadra stava partendo per il Mondiale. Ci si è trovati in un attimo catapultati nella nuova stagione, proprio per questo l’Inter ha tenuto con sé tutti i big. Ma i ragionamenti saranno variegati, nell’immediato, perché qualche cessione pesante ci sarà".
Discorso inverso per Carlos Augusto, finito nel radar della Roma. Secondo te i giallorossi riusciranno a convincere l’Inter a privarsi dell’esterno brasiliano?
"In questo momento la fascia sinistra dell’Inter è una zona delicata. Dimarco non si tocca, è già una bandiera e penso possa diventare capitano in futuro. Ma come dall’altra parte, quando c’è stato da gestire Dumfries e le relative alternative, si viaggia su certi equilibri. Se bisogna sbilanciarsi su un giocatore in uscita, arrivato all’Inter più o meno di recente, è Frattesi. Per adesso, su Carlos Augusto, la società vuole puntare".
Infine, la corsa Champions. Come vedi la Roma di Gian Piero Gasperini? Riuscirà a conquistare il quarto posto?
"Gli scontri diretti, ma non solo, finora hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: il Como sembra più attrezzato perché è libero di testa. Mi sembra una volata molto simile a quella vista nella scorsa stagione, c’è ancora l’Atalanta che può rientrare.
Credo che nessun altro allenatore in Serie A faccia la differenza come Palladino. Contro Roma e Juve nel girone di ritorno, Fabregas ha messo il punto esclamativo, senza contare che non ha mai avuto l’apporto dei gol di Morata e praticamente mai la squadra al completo. Qualitativamente il Como non ha nulla da invidiare: ora il rettilineo finale dovrà testarne la maturità, compresa la gestione delle energie, perché il Como avrà anche la Coppa Italia e il sogno di una finale che intriga quasi quanto la corsa Champions".
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