Ferrari: cadute e rinascite con la Roma, l'incubo Inter nel 2001 e il miracolo Gasperini
Oltre 200 presenze in Serie A messe però in secondo piano da un cognome leggendario e una relazione rumorosa. La carriera di Matteo Ferrari ha vissuto diversi saliscendi, con cadute e risalite. E anche alcune vittorie forse poco celebrate.
PROMESSA - Nato in Algeria da mamma guineana e papà italiano, Matteo cresce in Italia e inizia a formarsi nella SPAL. Difensore centrale solido e veloce, si fa notare dall'Inter a livello giovanile. Arriva la svolta. Si allena con i migliori al mondo, Zanetti, Simeone, Djorkaeff, Vieri, Zamorano e soprattutto Ronaldo il Fenomeno per dirne alcuni, e capisce anche che è ancora troppo presto per debuttare. Ecco allora i prestiti a Genoa, Lecce e poi il debutto in Serie A con il Bari. In mezzo, anche la vittoria degli Europei Under 21. Ora è pronto per i nerazzurri.
INCUBO INTER - La stagione 2000/2001 però per l'Inter è da dimenticare: due allenatori, un amaro 5° posto e un clamoroso 0-6 nel derby contro il Milan. Ferrari trova spazio ma non lascia il segno. Difficile fare meglio a 21 anni in una situazione del genere. Vittima dell'ennesima rifondazione interista per vincere, nell'estate del 2001 viene acquistato dal Parma. Ferrari decolla, anzi accelera, proprio nella regione dove si trova Maranello, sede dell'omonima più famosa. Dopo una prima annata a due facce, conosce Prandelli e insieme vivono un biennio d'oro, con i gialloblu quinti.
FLOP ROMA - In estate Prandelli sceglie la Roma e per Ferrari c'è la fila. La spuntano proprio i giallorossi, grazie al loro nuovo allenatore, e il difensore, che ha debuttato in Nazionale, pensa che sia solo l'inizio. Purtroppo però Prandelli deve lasciare la Capitale per motivi familiari e nella famigerata stagione dei "quattro allenatori", spiccare è praticamente impossibile. Ancora il posto sbagliato al momento sbagliato. Inevitabile allora il divorzio, con il prestito all'Everton. Ma a Liverpool andrà anche peggio per colpa di un grave infortunio.
TOP ROMA - Così Ferrari torna a Roma dove trova un nuovo allenatore: Luciano Spalletti. L'anno prima la Roma ha incantato con Totti centravanti e undici vittorie consecutive, l'attesa per il futuro è tanta. E Lucio dimostra di credere nell'ex Parma, che gioca nonostante una concorrenza importante. Sono due anni da ricordare, grazie anche alle due Coppe Italia e alla Supercoppa italiana in bacheca. Anche l'aspetto mentale gioca un ruolo primario, con la relazione con la modella Aida Yespica dalla quale nasce Aron. I troppi infortuni, soprattutto nel finale del 2007/2008 convincono però la Roma a non rinnovargli il contratto. Rimangono comunque i ricordi positivi.
LA CURA GASP E L'ERRORE TURCO - Ferrari sceglie quindi il Genoa di Gasperini a parametro zero. Doveva essere un campionato tranquillo, invece il gioco di Gasp decolla, esalta il duo Thiago Motta-Milito e il Grifone conquista uno storico 5° posto. E Ferrari ha uno spazio prenotato nella difesa a 3 dell'attuale allenatore giallorosso. In estate però i soldi del Besiktas convincono entrambe le parti a separarsi. Matteo ha 30 anni e va in Turchia per consacrarsi e riconquistare anche la Nazionale, con la quale aveva vissuto l'amarezza di Euro 2004. L'avventura di Istanbul, coppa turca a parte, è da dimenticare: colpa di un feeling mai sbocciato, terminato nell'ottobre 2011 con contenzioso del Besiktas con la Fifa.
NESTA E IL CANADA - Torna in Italia ma il calcio ha poca memoria. Le offerte scarseggiano, si allena con il Monza in attesa di una chiamata. La Serie A tace ma non il Canada. Ecco il provino, con seguente ingaggio, del Montreal Impact, oggi CF Montreal. Fondato da Saputo, oggi ancora patron del club insieme al Bologna, Ferrari si diverte e chiude alla grande con il calcio giocato. Un'esperienza di vita, aiutata anche dalla presenza di connazionali come Nesta, Pisanu, Paponi e Di Vaio. Curioso il caso del numero con l'ex Lazio e Milan, che accettò di rinunciare al suo numero 13, all'epoca sulle spalle di Ferrari, scegliendo il 14. Oggi Ferrari è lontano dal mondo del calcio e da quello dei social: il suo profilo Instagram matteoworld è fermo al dicembre 2022 e le sue parole rilasciate nel 2013, ai tempi di Montreal, suonano come profetiche: " Non credo che tornerò a vivere in Italia, è da un po’ che mi sono spostato e mi trovo bene dove sto. Non credo che vivrò a Montreal, è una tappa interlocutoria, anche perché qui l’inverno è molto duro e lungo e a volte si arriva anche ai -30”.
Le probabili formazioni di Inter-Roma, domenica 5 aprile ore 20:45
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Tsimikas; Pisilli, Pellegrini; Malen.
A disp.: De Marzi, Gollini, Ghilardi, Ziolkowski, Wesley, Angelino, Rensch, Venturino, El Shaarawy, Zaragoza, Soulé, Vaz
All.: Gian Piero Gasperini
Ballottaggi: Pisilli/El Aynaoui, Pisilli/Soulé.
In dubbio:
Diffidati: Mancini, El Aynaoui.
Squalificati: -
Indisponibili: Dovbyk (lesione miotendinea alla coscia destra), Ferguson (problema alla caviglia), Dybala (piccola lesione parziale del menisco esterno), Koné (lesione al bicipite femorale destro), Wesley (lesione muscolo tendinea del bicipite femorale destro).
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