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È stato l’inizio, che non sia la fine

È stato l’inizio, che non sia la fineVocegiallorossa.it
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Oggi alle 21:00Primo piano
di Gabriele Chiocchio
fonte L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Siamo arrivati alla trentaquattresima giornata di Serie A, quella che una volta era l’ultima e che qualcuno si auspica possa tornare a essere l’ultima con un possibile ritorno del campionato a 18 squadre; così non è e Bologna-Roma sarà la prima di cinque gare in cui i giallorossi dovranno almeno conquistarsi il posto in Europa League partendo a pari punti con il Como.

Non l’ultima, dunque, ma la gara di andata contro i rossoblu è stata la prima di una stagione iniziata con un entusiasmo contagioso, dovuto all’arrivo di Gasperini e non solo, con un successo che all’epoca era sempre il primo di una piccola serie iniziale che poteva far pensare a un campionato diverso da quelli passati.  Trentatré partite di campionato dopo molto è cambiato per ritornare tutto com’è: la Champions è, ancora una volta, un obiettivo sempre più difficile da raggiungere, gli infortuni hanno fatto sì che la formazione dello scorso agosto sia diversa da quella che andrà in campo sabato e in mezzo sono svanite anche le due coppe, una per mano proprio del Bologna nello sportivamente infausto doppio confronto di Europa League di qualche settimana fa.

Pensare che nel giro di otto mesi le cose potessero mettersi in questo modo, all’epoca, era esercizio di grande pessimismo; scontrarsi con la realtà attuale, invece, costringe a delle riflessioni, prima di tutto, sulla reale fattezza dei presupposti di fine estate, forse imbellettati da quella serie di 1-0, primo di questi proprio quello contro il Bologna, che alla lunga sembrano più un tappeto sotto al quale già allora si nascondevano difetti che non si volevano vedere. In ogni caso, alla lunga i valori reali vengono fuori e, pur con un mercato di gennaio che ha sensibilmente migliorato la casella del centravanti, se la Roma oggi vuole mantenere quelle poche speranze di andare in Champions League approfittando di un possibile risultato positivo di Milan-Juventus, deve espugnare un campo dove non vince dal 2020 con quello che ha a disposizione, ben diverso, non solo in peggio, ma neanche solo in meglio, da quello che c’era quando questo era l’obiettivo di inizio stagione. Bologna è stato il principio ed è stato un duro passaggio intermedio: a questo punto che non sia la fine di ciò che rimane di questa strana stagione.