AIC, il vicepresidente Calcagno: "I calciatori non sciopereranno. Vogliamo garanzie"

09.03.2020 18:30 di  Alessandro Pau   vedi letture
AIC, il vicepresidente Calcagno: "I calciatori non sciopereranno. Vogliamo garanzie"
Vocegiallorossa.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Umberto Calcagno, vicepresidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ha parlato a Radio Punto Nuovo. Queste le sue parole: "A nostro modo di vedere non ci sono le condizioni per garantire la sicurezza ai nostri associati e bisogna ridurre al minimo le nostre attività. Il messaggio che dobbiamo dare è quello di starcene in quarantena oppure no? Per noi oggi la funzione sociale è quella di mandare il messaggio, di far capire in che stato siamo. I calciatori non sciopereranno, ma la nostra richiesta è quella di sapere se è logico andare avanti. Ci devono garantire che possiamo fare spostamenti, rientrare o uscire dalle zone rosse. È ovvio che ho paura delle conseguenze di uno stop, ma devo prima di tutto garantire la salute ai miei associati". Parole poi anche sulla bozza dello sciopero emersa ieri pomeriggio: "La bozza è stata fatta perché molti giocatori non volevano giocare, credo fosse necessaria in realtà solo l'astensione. Lo sciopero non sarebbe comunque stata la strada migliore, bisognava attenersi ai decreti ministeriali. In Lombardia ci hanno chiesto giocatori come testimonial per dare un messaggio agli italiani di non uscire e poi li vediamo in TV che si baciano e abbracciano".

Queste le sue parole dopo la riunione del CONI.

Non si aspetta levate di scudi in Consiglio Federale domani?
"Beh, no. Anche perché la decisione è arrivata in accordo con le Federazioni, c'era anche la nostra. E' in linea con quello che ci aspettava, è giusto che si rivaluti il nostro sistema, in base all'emergenza del nostro paese".

Per quanto riguarda gli allenamenti la questione non pare chiara.
"Si parla di attività sportiva. Bisognerà approfondire. L'aspetto più rischioso, nel continuare a svolgere le partite, era rappresentato dagli spostamenti e dalle incongruenze degli ordinamenti regionali rispetto al decreto del Consiglio dei Ministri. Negli allenamenti una buona organizzazione e una cura degli aspetti sanitari potrà permettere di continuare la normale attività di preparazione".

È un messaggio alla UEFA?
"Credo che anche la UEFA stia valutando con una responsabilità che non riguarda solo il nostro paese. E' normale che le loro considerazioni siano più generali".