Tancredi: "Di Bartolomei incarnava la romanità"

30.05.2014 12:11 di Claudio Lollobrigida Twitter:    vedi letture
Fonte: Tele Radio Stereo
Tancredi: "Di Bartolomei incarnava la romanità"
Vocegiallorossa.it
© foto di Paolo Forcellini

Franco Tancredi, ex portiere della Roma, ha espresso ai microfoni di Tele Radio Stereo un ricordo di Agostino Di Bartolomei, suo ex compagno nella Roma. Ecco le sue parole.

Un’immagine per la Roma: Agostino Di Bartolomei a Roma-Avellino. E tu esultavi…
"Nello sport si vince e si perde, ma noi abbiamo perso tutti con Ago. Abbiamo perso il nostro capitano, punto di riferimento: una persona generosa, l’uomo è stato immenso e lui ha messo sempre gli interessi degli altri davanti ai suoi. E questo non è comune, non portava la fascia per fare lo scambio dei gagliardetti: dentro lo spogliatoio c’erano diverse personalità, ma quando parlava Agostino con quel borsello sotto al braccio…".

Ma poi cosa c’era in quel borsello?
"Lui ha anticipato i tempi, si apriva automaticamente e ce ne aveva tanti di diversi colori. Teneva dei documenti. Ma comunque ci manca qualcosa con lui, è evidente…".

Lui sentiva di rappresentare così tanto la Roma?
"Sì ed era anche molto sindacalista, andava a trattare lui col presidente alcune cose. Si metteva sempre a disposizione della Roma, lavorava per la Roma 24 ore su 24. Incarnava la romanità, è stato generosissimo e ora parlo anche di campo: era il fulcro, il faro del centrocampo e si è adattato a fare il libero, una mossa che ci ha fatto vincere lo scudetto. Questa è la sua grandezza, la sua generosità. E poi il tiro… Aveva la dinamite nel piede: quasi senza rincorsa nei rigori, aveva un movimento ampio e veloce, il portiere non intuiva mai dove andasse il pallone".

Un’immagine di Agostino, una sintesi.
"Ragazzo sensibile, mi ricordo il discorso che lui fece in occasione dello scudetto perso e la finale di Coppa dei Campioni sfumata. Ci prese in circolo, disse poche parole, non era uno loquace: “Lo dobbiamo alla società, alla gente e a noi stessi, dimostriamo che siamo uomini”, ci disse prima della finale di Coppa Italia. E abbiamo fatto una roba da uomini, quello che lui voleva. Lo ricordo con orgoglio quel trofeo, venivamo da due sconfitte incredibili".