Spalletti: "Il rigore c'era ma se me lo danno contro mi arrabbio. Totti quando gioca è il Muhammad Ali del calcio"

02.02.2017 08:22 di Simone Ducci Twitter:    vedi letture
Spalletti: "Il rigore c'era ma se me lo danno contro mi arrabbio. Totti quando gioca è il Muhammad Ali del calcio"
Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it

Spalletti a Rai Sport a fine gara

“Il derby? Sì, la Lazio si è qualificata prima di noi con una gran partita a Milano. Il rigore? Secondo me è rigore. Se me lo danno contro però mi arrabbio. Quando si va a fare la conta, quello di domenica era rigore e non ci è stato dato. L’anno scorso ho fatto metà campionato senza rigori. Il primo ci fu dato contro il Torino. Ci sono delle situazioni che a volte vanno così. Non abbiamo fatto paragoni con nessun altro. L’anno scorso abbiamo pedalato e ci siamo guadagnati la terza posizione. La partita? Quando si giocano queste partite, le gare vanno sempre così. Ho provato a cambiare l’aria di avvicinamento a questa partita. Ho cercato di mettere una formazione di tutto rispetto. Ho cambiato molti uomini. Magari dopo avremmo dovuto giocare i supplementari. Il primo tempo loro ci hanno messo in difficoltà, nella ripresa qualcosa l’abbiamo creata. Se la squadra è ancora Totti-dipendente? Lui quando gioca è veramente il Muhammad Ali​ del calcio. Tenta sempre il colpo del KO. A volte gli altri non vedono le sue giocate. Se gioca, conviene dargliela. Più palle riceve più interessi riceviamo. Ti dà più che una banca. L’anno scorso ha ritirato su la gente dal parcheggio. Se sono contento della fase offensiva? Sono contento del risultato. Alla squadra l’avevamo detto che sarebbe stata difficile. Vivendo in un ambiente in cui si esaspera tutto, a volte è bello, altre meno. Sapevamo che sarebbero venuti a giocarsi la partita della vita. Nella ripresa ci siamo messi a 4. Essendoci poi due terzini, ho messo Emerson perché Rui non era al pieno della forma. Emerson riesce a giocare sia avanti sia dietro. Peres è uno che spinge e che sa fare la fase offensiva. Davanti Palmieri e Peres riescono a sbrogliarsela, perché hanno fisicità. Perotti? Ha sentito il muscolo tirare e la prossima partita non ci sarà. Salah? Anche se avesse perso, non sarebbe tornato lo stesso. Ci sarebbe stata la finale terzo e quarto posto. Come tornerà? Tornerà stanco ma essendo un ragazzo sensibile avrà una reazione giusta. Le barriere? Il lavoro lo hanno fatto Lotti e Minniti. Io ho un senso di libertà e le barriere non sono portatrici di questo. Lotti? È stato un grandissimo giocatore tra i Dilettanti, ci siamo scontrati per divertimento. Per il risultato era tignoso. Aspetto che ci metta la stessa grinta per le barriere”.  

Spalletti in conferenza stampa (a cura dell’inviato all’Olimpico Gabriele Chiocchio)

“Come definirei la squadra? La squadra stasera secondo me ha fatto un po’ fatica. Ho cercato di fare cabaret ma non ho attirato l’attenzione. Loro fanno palleggio e vanno dentro, avevano buttato fuori due squadre di Serie A. Ci siamo ritrovati qualche complicazione nei muscoli che non mi aspettavo e che ci hanno condizionato, Jesus ha sentito tirare all’inizio, Mario Rui è stato bravo perché non ha minutaggio, secondo me stasera la squadra si è riorganizzata, c’era il rischio di perdere di equilibrio, se perdi il bandolo della matassa per fare qualcosa di più ti sbilanci, porti palla, forzi e quando ti resta più spazio e schiacci gli attaccanti sulla linea difensiva gli restano delle praterie. Siamo stati in campo con equilibrio, mi aspettavo una partita difficile, si prende il buono del secondo tempo. Quella è la vera faccia della squadra, gli altri sono tutti condizionamenti da cose che purtroppo succedono e che sapevo, ma non ce l’ho fatta a raddrizzarli lo stesso. Lo scorrimento della partita ha detto che non sono stato molto bravo nel mio lavoro. Differenza col Cesena? Anche tra Sassuolo e Cesena è elevata, anche tra Empoli e Cesena lo è, noi non abbiamo vinto lì e loro sì. Nel secondo tempo il centrocampista ci ha dato una mano, ma la palla ha viaggiato più velocemente, El Shaarawy già a fine primo tempo sentiva il muscolo affaticato. Non abbiamo giocato una partita del nostro livello, però per il punto in cui ci eravamo ficcati, per dove eravamo arrivati, nel secondo tempo l’abbiamo ripresa in mano e l’abbiamo fatto bene. Il riorganizzarsi è stato importante, la squadra pur soffrendo ha trovato la quadratura e ha riproposto il suo calcio, il gol è una bella azione. Nel primo tempo potevamo averlo preso, però secondo me sarebbe stata ugualmente una reazione e la partita magari l’avremmo comunque portata a casa. Li ho visti un po’ leggeri, ci si metteva troppo a far circolare palla, nel secondo tempo ci sono state delle belle giocate. Primo tempo male, secondo tempo bene. C’è un detto che dice che le buone occasioni capitano raramente e si perdono facilmente, tu giochi contro una squadra di categoria inferiore, meglio loro che il Sassuolo o l’Empoli, si sa. Però poi funziona che non ci arrivi perché pensi, essendoci differenza, che il risultato venga in fondo da solo, senza metterci mano, si ha la testa così noi sportivi, si pensa che attraverso il livello raggiunto arrivi alla soluzione, senza metterci del tuo. Invece impegno e attenzione servono, basta poco e ci metti tempo a trovare ritmi e menomale che si sono ritrovati. Nainggolan centrocampista vero? Radja lì o trequartista a due, anziché avere il centrocampista hai due mediani, per cui è un po’ lo stesso ruolo. Centrocampista con una punta e un mediano o due mediani e un trequartista ti fa sforare sulla linea difensiva. In quel ruolo lì non ha fatto male, ma anche da centrocampista è forte. Basta che ci sia. Il rigore? Mi sarei arrabbiato, avrei avuto quell’atteggiamento di disapprovazione. Ma il rigore c’è, c’è poco da fare, è limpido. Viene all’ultimo, lui la palla l’aveva già giocata ma il portiere gli va addosso. È tutto a posto. L’arbitro ha fatto il suo dovere, è stato bravo Francesco a batterlo all’ultimo minuto. Battere un rigore con una qualificazione possibile non è facile, il suo spessore, la sua personalità, il suo essere abituato a tirare colpi da KO è importante”.

Spalletti a Roma TV

“A Camplone ho chiesto della loro classifica negativa in B, non riescono a capirlo neanche loro, prendendo sempre gol nel finale. Se non ci fosse stato l'errore sul pareggio avremmo portato a casa il risultato prima. Nel primo tempo il loro atteggiamento ci ha messo in difficoltà. Loro ribaltavano l'azione e noi non abbiamo capito che dovevamo giocare corti. Serviva più pazienza. 38 passaggi sbagliati dalla Roma? Troppa frenesia nella prima frazione, nel secondo tempo invece abbiamo palleggiato di più. È stato un buon secondo tempo. Semifinale contro la Lazio? Sono una squadra fortissima, hanno vinto meritatamente contro l'Inter. Potevano chiuderla prima anche loro. Hanno meritato il passaggio del turno. Squadra svogliata nel primo tempo? No, probabilmente non eravamo concentratissimi e questo significa che non ho fatto bene il mio lavoro se questo è stato il risultato. Nel primo tempo eravamo messi differenti, volevamo creare azioni in velocità, senza il fraseggio. Quello ci ha portato sulla cattiva strada. Nella ripresa siamo stati più corti anche grazie a un centrocampista in più. I nostri calciatori non prendono sotto gamba niente. Magari si pensa che certi risultati vengano da soli, invece serve sempre la stessa concentrazione. Infortuni di Jesus e Perotti? Noi stiamo attenti a quello che facciamo, il nostro lavoro è corretto. Poi questa voglia del risultato e di raggiungere sempre il massimo, con le partite ravvicinate, a livello psicologico ti crea quella tensione che porta agli infortuni. Le squadre con gli infortuni sono quelle che non vanno benissimo in campionato. Noi siamo un eccezione però all'ultima abbiamo perso e oggi sono arrivati due infortuni. Purtroppo capita. All'estero ti dicono che l'importante è giocare, qui invece vincere. Salah? Gli si tirano le orecchie per questa finale conquistata con l'Egitto (ride, ndr). A questo punto però sarebbe stato uguale, perché avrebbe giocato quella per il terzo posto. Sarebbe tornato un giorno prima ma la delusione lo avrebbe portato a pregare per due giorni di fila quindi meglio che sia passato. Barriere? È chiaro che questa cosa qui faceva piacere a tutti ma bisogna stare attenti perché la barriera non è espressione di libertà ma neanche non andare in giro per la città con la maglia dei propri colori. Bisogna comportarsi bene. Ho sentito del dialogo aperto e della disponibilità creata, sono importanti ma ci devono dare una responsabilità maggiore. Bisogna vincere questa partita dei colori, dei cori: bisogna essere più bravi a risucchiare la palla in porta quando si è in curva e non fare casino. Altrimenti fanno bene a trovare soluzione che fanno male ma se vedono cose che non vanno nella posizione giusta le riposizioneranno".