Sabatini: "A gennaio ho fatto scelte che non hanno ripagato. Salah? Altro errore mio. Dimissioni? Non scappo adesso"

19.03.2015 21:17 di Claudio Lollobrigida Twitter:    vedi letture
Sabatini: "A gennaio ho fatto scelte che non hanno ripagato. Salah? Altro errore mio. Dimissioni? Non scappo adesso"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca

Sabatini a Mediaset Premium

"Ho sentito cose molto gravi da parte dei tifosi, ma possono dire quello che vogliono, noi siamo responsabili di questo gruppo, stiamo attraversando un brutto periodo, dobbiamo proteggere la squadra, dobbiamo lottare per l'ultimo obiettivo, il più importante probabilmente, il secondo posto. Il livello di guardia è già stato superato, oggi ci abbiamo provato, ho visto che la squadra ha messo energia, è stata anche sfortunata, ma questa energia mi rassicura, oggi abbiamo scontato il fattore Olimpico. Ho fatto un errore a gennaio, dovevo rinforzare in attacco la squadra ma ho fatto scelte che non hanno ripagato, oggi queste assenze si sono sentite, dovrò tenere conto di quello che ho fatto. Salah? Per come sta giocando sì, è stato un altro errore mio. È facile autodenunciarsi senza effetti secondari, dimettersi oggi sarebbe una fuga, io non scappo, poi dovrò pensare alle conseguenze, nei prossimi mesi vedremo”.

Sabatini a Roma Tv

"Sono abituato a giudicare le cose che faccio e vedo, stasera in modo particolare. Allenatore e squadra hanno pagato i miei errori, non ho la vocazione al martirio ma nessuno scappa. Nei prossimi mesi poi vedremo con la società di isolare le responsabilità, le mie in particolare. La situazione è paradossale, l'inizio della squadra è stato energico. La squadra ha messo determinazione ma ci sono stati errori a catena, anche situazioni fuori dal calcio come quella di Skorupski. Salvo l'energia messa dalla squadra, avrete visto la disperazione dei giocatori. Sappiamo quello che dobbiamo fare, i ragazzi lo sanno e meritano rispetto perché è un gruppo sano che ha fatto bene, ora è in un tunnel di cui non si vede il fondo ma ne verremo fuori perché meritiamo di lottare. Abbiamo perso un obiettivo importantissimo e ci addolora. A volte una situazione anche minimale che ribalta uno scenario di staticità cambia le situazione. La squadra va in campo con i giocatori scelti e che io non rinnego, ma si stanno producendo risultati nefasti. Ritiro? Non ne vedo la necessità, il ritiro una volta era utile perché i giocatori andavano tutti insieme mentre ora sono tutti isolati con la tecnologia. Ma non è coìi che si raddrizza la situazione. Secondo posto? Sarà fondamentale recuperare le energie per le prossime 11 partite. Il campionato è già qui, su un campo sintetico e contro una squadra in salute dal morale alto. Non dobbiamo fare scherzi e vincere la partita".

Sabatini in zona mista

"Non è che possa essere edulcorato da un commento. Ho visto in campo l'energia, la voglia di fare, la generosità da parte di tutti i calciatori. Una partita che si è messa male per errori paradossali, una partita dolorosissima. Sembra che per la Roma questo dolore sportivo sembri un pozzo di cui non si vede il fondo, la squadra ha i valori che conosciamo, non li sta esprimendo. Abbiamo un obiettivo, combatteremo per perseguirlo e ci riusciremo. Il mio errore più grande? Non rinnego nessuna scelta fatta fino a gennaio, a gennaio ho fatto errori che sta pagando l'allenatore, che sta pagando la squadra. Non parlo dei calciatori, ma dovrei fare altre scelte. Chi fa il mio mestiere fa errori che non producono effetti nefasti o vengono mascherati da situazioni alternative. Gli errori che ho fatto io sono venuti subito allo scoperto. Non certifico i miei errori e pensare di cavarmela, ne devo tener conto. La squadra va aiutata, non se ne va nessuno, il mister resta fino alla fine del contratto. Per la prossima stagione dovrò fare delle riflessioni e vedere cosa fare. Problemi psicologici? Questo è un paradosso, la Roma ha divertito per un anno e mezzo, è difficile isolare un problema. Siamo di fronte a una sorta di paralisi psicologica che ci porta a ridurre le nostre prestazioni. Capisco la frustrazione, la rabbia della gente. Abbiamo ancora un percorso da fare, dobbiamo stare vicini a una squadra che non va pensata come una squadra rinunciataria o di scarso impegno, so che è molto difficile dire questa cosa dopo uno 0-3, ma la squadra ha messo in campo una disperazione che non le ho visto negli ultimi tempi. La squadra segue l'allenatore. Cosa fare per cambiare? Non è che una scossa si dà solo attraverso l'impiccagione di qualcuno. Non do le dimissioni perché non sono abituato a scappare, sto qui insiene e in mezzo alla squadra. Non ci sono colpevoli, la squadra sta ricercando se stessa e lo farà, ci ritroveremo. Oggi sembra una dichiarazione risibile, ma stasera stessa ho visto qualcosa di importante nella testa dei giocatori. Tifosi dalla parte di Garcia? La società lo terrà presente perché anche noi siamo schierati con lui, fa piacere che i tifosi abbiano voluto sostenere l'allenatore. Le sue dichiarazioni sono oneste, di un uomo a disagio nel non vincere le partite. La Roma non pensa assolutamente di avvicendare l'allenatore. Se mi era mai capitato di sbagliare così in tronco? No. Certamente no. Dimissioni a settembre/ottobre? Intrigante questa ipotesi. Ambiente più difficile del mondo? Non conosco tutto il mondo, so che qui è difficile. Penso anche che sia molto stimolante, chi gioca il calcio a Roma penso che sia nell'ambiente più stimolante e gratificante, vale per giocatori, dirigenti e allenatore".