Prati: "Vincere un derby è come conquistare un campionato: fuori gli attributi"

07.11.2015 10:45 di Claudio Lollobrigida Twitter:    vedi letture
Fonte: Roma Radio
Prati: "Vincere un derby è come conquistare un campionato: fuori gli attributi"
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© foto di Stefano Porta/PhotoViews

Pierino Prati parla ai microfoni di Roma Radio: "Ho avuto un bellissimi rapporto coi tifosi, mi dicevamo che ero finito ma avevo avuto solo la pubalgia. Eri in una Roma in cui l'spirazione più grande era il derby, mi sarebbe piaciuto esserci in un'altra epoca. Il derby vale tutto l'anno, se lo vinci il resto viene un po' dimenticato. Ora le ambizioni sono diverse, ma se vinci il derby puoi prendere in giro i laziali fino al ritorno e per i tifosi è importante. Il derby del '75? Quando riesci a far male al tuo avversario cittadino va festeggiata anche se poi non vinci i campionati, ma ha la stessa valenza. Roma è cambiata molto, a quei tempi si diceva che i giocatori che arrivavano oltre i 28 anni erano finiti. Ora la società ambisce a grandi traguardi, peccato che negli ultimi anni pur avendo squadre forti non si è mai imposta fino in fondo. Pur avendo le curve vuote, con uno scudetto si riempirebbero subito. Si deve fare il possibile dentro e fuori dal campo; è un gruppo forte, la panchina è buonissima e sembra la volta buona. Ma ogni tanto la Roma va in tilt alle prime difficioltà e per questo manca qualcosa per lo scudetto. Le curve vuote destano una brutta impressione ma il derby devono giocarlo i calciatori. Il derby non ha favorite, subentrano tanti fattori e non so se nei giocatori stranieri c'è voglia di stravincerlo. A Roma in poco tempo entri nel cuore dei tifosi e ti chiedono solo di dare il massimo, così per loro sarai un idolo. La Roma ha qualche problema a livello di uomini ma ce l'ha anche la Lazio, la rosa può giocare un grande derby e quelli che hanno il muso lungo perché giocano poco, se chiamati, devono far vedere di avere la voglia. Fuori gli attributi e non ce n'è per nessuno. Dzeko? I numeri dicono che è un grande attaccante, ha capito lo spirito di Roma e dei romanisti, lo sosterranno tutti alla grande. Lui dà tutto a livello realizzativo e di aiuto ai compagni, non è al massimo della condizione ma sa fare male se sbagli; alle punte accadono i periodi in cui non ti riesce niente ma in Champions ha aiutato la squadra a vincere. Può dare molto di più".