Mourinho: "Io sono nato bandito del calcio, cerco di influenzare la squadra. Dovevamo chiuderla nel primo tempo, ma abbiamo reagito bene al gol subìto. Oggi avevo una buona panchina". VIDEO!

27.11.2023 08:20 di Andrea Gonini Twitter:    vedi letture
Mourinho: "Io sono nato bandito del calcio, cerco di influenzare la squadra. Dovevamo chiuderla nel primo tempo, ma abbiamo reagito bene al gol subìto. Oggi avevo una buona panchina". VIDEO!
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Nel post partita di Roma-Udinese ha parlato l'allenatore giallorosso José Mourinho.

Mourinho a DAZN

Si aspettava un secondo tempo più tranquillo?
“Si, è colpa nostra. Non abbiamo chiuso la partita e abbiamo aperto la porta. Per fortuna e per merito nostro abbiamo reagito bene. La panchina era buona, c’erano giocatori che potevano aiutare ed è andata bene. Sembra che ci piace attaccare la porta sotto la nostra curva, sembra che vogliamo battere i record di gol negli ultimi minuti però qualche volta si perdono punti in partite di questo tipo”.

La sua esultanza sul terzo gol?
“Ho esultato per un gol che ha chiuso la partita. Con i cambi abbiamo perso un po’ in difesa, anche al minuto 85 la nostra organizzazione difensiva non mi dava grande sicurezza. Il terzo gol ha chiuso la partita, mi sono rilassato. L’esultanza con il raccattapalle? Per fortuna era un bambino e non un poliziotto o una donna (ride, ndr), perché era il primo che ho visto davanti a me”.

Tanto possesso palla nel primo tempo.
“C’era una cosa sulla quale abbiamo lavorato: a palla persa è dura giocare contro l’Udinese. Quello che mi dispiace del primo tempo è che si sentiva la fragilità dell’avversario e proprio lì dovevamo chiuderla”.

Lukaku, Dybala e Azmoun può essere una soluzione dall’inizio?
“Sarebbe un pochino sbilanciata, solo perché la natura di Paulo e Azmoun non è una natura di grande disciplina e organizzazione difensiva. Azmoun è un profilo di giocatore che amo, però gli manca qualcosina ancora per essere un giocatore di Mourinho in fase difensiva e di transizione. Ha una qualità pazzesca, avevo anche Aouar e Belotti come scelte. Oggi avevo una buona panchina”.

State recuperando molti elementi, state andando bene in campionato e in Europa: sta cambiando la prospettiva?
“Non ho grande fiducia nel nostro stato permanente, abbiamo alti e bassi. Delle volte sono sorpreso in negativo. Se Renato e Smalling tornano, andremo con tutti”.

La gang dei banditi si può far scattare in qualche modo?
“Di solito nasci bandito, non lo diventi. Io lo sono nato bandito del calcio, cerco di influenzare e vedremo se riuscirò a farlo”.

Mourinho in conferenza stampa (a cura dell’inviato all’Olimpico Marco Rossi Mercanti)

Una squadra fisica come l’Udinese si batte con la qualità. È la chiave della serata?
“È la chiave positiva, poi la chiave negativa è che hai il controllo della partita, devi approfittare della difficoltà dell’avversario dopo il primo gol ma non l’abbiamo fatto e l’Udinese è rientrata in partita. I friulani sono forti quando perdi i palloni, nel primo tempo non abbiamo perso molti palloni, i quinti hanno fatto bene. È mancata quell’ambizione, per fortuna poi nella ripresa abbiamo avuto una grandissima reazione, la panchina era ricca di soluzione. Tante volte piango perché non ho soluzioni, oggi devo dire panchina ricca. Ho fatto dei cambi, la squadra ha risposto molto bene. Nel secondo gol c’è tanta qualità, ma anche poca organizzazione. Dico sempre che il calcio caotico crea problemi all’avversario, ma anche a livello tecnico. Abbiamo fatto i cambi e trovato stabilità per 10’, vittoria importante che se non la prendiamo sarebbe stato molto frustrante, per noi è fondamentale perché squadre vicino a noi hanno perso punti e se non sbaglio l’Italia sta pure vincendo la Coppa Davis, complimenti”.

Come ha ritrovato Pellegrini?
“Mi dispiace che Kristensen e Azmoun non possano giocare in Europa League, in queste gare puoi anche provare cose diverse. Per Azmoun non c’è tanto spazio per giocare titolare quando hai Dybala e Lukaku è dura. Oggi ho avuto tante soluzioni, l’unica debolezza era dietro perché siamo pochi ma quando siamo tutti possiamo fare quello che abbiamo fatto oggi, mi sono sentito confortante nella difficoltà”.

Come mai non si riesce a chiudere prima un match?
“Siamo noi con le nostre qualità e i nostri difetti. Magari abbiamo il coraggio, l’atteggiamento, abbiamo la capacità di assumere rischi e ribaltare tante partite come fatto in questi due anni e mezzo. È una grandissima qualità che è legata ai tifosi. Ho allenato 6-7 squadre diverse, però quando la squadra è in difficoltà qui a Roma ti sostengono sempre e questo crea un clima per gli ultimi 10-15 minuti che aiuta la squadra a fare quello che fa spesso, oggi abbiamo due punti extra molto importanti per noi”.

Perché Mancini è venuto da lei prima della punizione del gol dell’1-0?
“Aveva un problema fisico, prende antidolorifico ma Mancini gioca anche se gioca con una gamba sola, gli ho detto di restare lì”.

Mourinho ai canali del club

"Non doveva essere necessaria la reazione. La partita era da chiudere nel primo tempo. Poi siamo entrati nel secondo tempo e sembrava troppo facile per non chiuderla, poi hai un piccolo momento di poca concentrazione, perdi 2-3 palloni, apri la porta e c'è la reazione dell'avversario. Poi però c'è stata la nostra reazione, che è stata fantastica. Pubblico fantastico, allenatore normale con i cambi e giocatori in campo con l'atteggiamento che volevo non come reazione ma come atteggiamento per l'ingresso del secondo tempo. Siamo contenti per i 3 punti ovviamente, però l'allenatore non deve stare né in Paradiso né all'Inferno. Io ora non sono al Paradiso per questi tre punti".

Ottimi ingressi dalla panchina:
"Panchina buona, panchina piena, panchina con soluzioni. Ho lasciato in panchina Belotti, Aouar, avevo una bella panchina, con soluzioni. La paura di Mancini quando nel primo tempo ci ha detto che era in difficoltà, ma come sempre il Mancio ha trovato un limite sconosciuto. La panchina di oggi era una panchina che potevo guardare e sapevo di avere materiale".

La Roma è in un buon momento:
"Contro la Lazio però potevamo vincere. Se spingevamo un po' di più la vincevamo. Però è passata e anche questa è finita. Ora l'Europa League, dove dobbiamo ancora qualificarci per qualche dettaglio e dobbiamo provare a finire primi. È difficile ma dobbiamo provarci".