Mazzone: "La stampa amplifica tutto, sta diventando una barzelletta"

17.01.2011 18:32 di  Greta Faccani   vedi letture
Fonte: Centro Suono Sport - Febbre a 90°
Mazzone: "La stampa amplifica tutto, sta diventando una barzelletta"
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico De Luca

Carlo Mazzone è intervenuto oggi alla trasmissione di Radio Centro Suono Sport, Febbre a 90°.

Ecco il suo intervento.

"Ranieri fa le sue scelte e i giocatori devono accettarle, sono le regole primarie. L'allenatore deve tener conto di quello che fa, eventualmente sarà la società a prendere eventuali decisioni. La stampa sicuramente non lo aiuta, si sta amplificando tutto, sta diventando una barzelletta".

Su Totti: "Francesco ha una certa età, in questo momento può garantire delle giocate, ma non può farle dal primo al novantesimo, questo compromesso va accettato. Se il ragazzo dimostra che ha dei problemi fisici sarà compito dell´allenatore intervenire e dosarlo. Personalmente non l´avrei messo dentro in Sampdoria-Roma al 91, ma anche Ranieri può anche sbagliare, gli servirà da esperienza".

Mentre sul doppio cambio Vucinic-Menez per Borriello e Adriano a Cesena: "Noi allenatori dobbiamo decidere sempre in pochi secondi. Quando andavo a casa e rivedevo la partita pensavo ammazza che casino che ho fatto oggi. Magari erano stanchi, il mister voleva fisicità, uomini d'area di rigore, voleva saltare il centrocampo con lanci lunghi".

Poi passa a parlare della sua carriera e della romanità che spesso lo ha penalizzato: "Penso di sì. La nazionale, è un mio rimpianto più grande. Non volevo tanto esser scelto come CT della nazionale, ma quantomeno far parte dei 4/5 nominativi in ballottaggio. Con Donadoni non c'era partita, evidentemente sono entrati in campo valori esterni. Il calcio è fatto di amicizie. Perché Gentile non allena più? Perché Mazzone no? Lo vorrei sapere. Ancelotti è stato molto corretto nel riconoscere che il primo a cambiare ruolo a Pirlo sono stato io a Brescia. Gli ho detto che se voleva fare una grande carriera, doveva giocare 30 metri più dietro. Lo ha fatto e poi con Carlo ha proseguito la sua carriera da campione".

Baggio e Guardiola lo vedono come un maestro: "Con Pep ho un rapporto bellissimo. A Brescia lui faceva il regista basso con Baggio. Avevamo giocatori che il calcio italiano aveva bruciato e io li ho rilanciati. Baggio ha fatto 4 anni benissimo, sono arrivato addirittura ad avere una piccola polemica con Trapattoni perché mi sono permesso di criticare la sua non convocazione in nazionale".

E su Baggio e Totti: "Sono due grandi campioni, ma non escluderei anche i vari Antonioni, Pirlo, la lista è lunga. Sono ragazzi che ho avuto il piacere di far crescere, di vederli cambiare come uomini, alcuni sono diventati papà altri addirittura nonni (ride, ndr)".

Infine una considerazione sul suo erede oggi: "Mi auguro di no, perché come ho fatto io l´allenatore ce ne so pochi a livello di sofferenza. Io ho fatto il pendolare: lasciavo la famiglia e andavo in giro per l´Italia, mi sono sacrificato. Ho fatto tanta la gavetta... mo se rinasco voglio vede che succede..."