Luis Enrique: "Dopo un risultato del genere è normale essere preoccupati"

22.04.2012 22:57 di Yuri Dell'Aquila   vedi letture
Luis Enrique: "Dopo un risultato del genere è normale essere preoccupati"
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Luis Enrique a Sky Sport

"Lo sputo di Lamela? Non l'avevo visto, non so cosa abbia fatto Lichsteiner.. (vede il siparietto, ndr).. Non è bello il gesto di nessuno dei due. La partita? Nei primi otto minuti abbiamo prese due gol su due tiri, la partita è finita qui, poi con l'espulsione è finita definitivamente. Complimenti alla Juventus. La mancanza di personalità? Non la vedo così, in Coppa Italia con Totti in campo abbiamo perso 3-0, pensavo che oggi sarebbe stata una partita molto fisica e dovendo giocare 3 partite in 8 giorni ho pensato di lasciare Francesco in panchina. Dopo il risultato si possono dire molte cose ma il mio pensiero non cambia. Ora dobbiamo pensare ai prossimi match, dopo una sconfitta del genere siamo preoccupati. La gestione della squadra? Pensavo ad una gara molto fisica, credevo che questa fosse la formazione migliore. Perrotta trequartista? No, giocava al solito come interno, c'erano due trequartisti in campo. So che l'intensità è la cosa più importante, ma noi non riusciamo ad averla come i nostri avversari. Siamo distanti dal livello di questo avversario. Il calendario influenzerà le mie decisioni? Abbiamo 50 punti, oltre alle sconfitte abbiamo fatto tante cose buone e siamo ancora lì vicini. A fine campionato si potranno trarre le conclusioni. In casa stiamo facendo bene e ora abbiamo tre partite da giocarci più le trasferte a Verona e Cesena".

Luis Enrique a Mediaset

"Sapevamo del livello della Juve e della loro intensità. Hanno iniziato la partita alla grande e noi siamo stati distratti. Dopo il rigore la partita era finita. Ci sono sconfitte brutte come questa. Dobbiamo pensare come migliorare. Non è facile perché sennò l’avrei già fatto. Sono convinto che possiamo risalire la classifica. Abbiamo sempre reagito, dobbiamo farlo anche stavolta. Totti? Parlare dopo è facile. Ho pensato che questa era una partita troppo fisica e che Francesco potesse darmi di più nelle partite in casa. Abbiamo tante partite ravvicinate e penso di aver fatto la scelta migliore. Terzo posto? Vedendo quello che succede in questo campionato non possiamo non crederci. Abbiamo preso tante batoste, ma anche vinto tante partite. Juventus e Milan sono di un altro livello, ma il resto delle squadre sono tutte lì. De Rossi in difesa? Sono convinto che chiunque avesse giocato non avrebbe cambiato il risultato. Bisogna fare soltanto i complimenti all’avversario sia per oggi che per tutta la stagione.Io non vedo i miei giocatori entrare in campo rilassati. Cercano di entrare sempre con la concentrazione giusta e per questo mi dispiace ancora di più quando vedo queste partite. Mi dispiace per la società che rappresentiamo e mi dispiace per i tifosi. Ci sono ancora cinque partite e devo pensare ancora di essere ottimista. Lamela? Non penso abbia sputato. Forse aveva qualcosa tra la lingua. È stato brutto il suo gesto, ma è stata brutta anche la presa in giro di Lichsteiner. La ruota però gira e dobbiamo tutti devono sempre rispettare l’avversario".

Luis Enrique a Roma Channel

Carattere? Per noi è sempre difficile spiegare questo, non è la prima volta che succede. Non posso criticare troppo la mia squadra per il carattere, ho visto il riscaldamento, l'approccio alla gara, non ho visto una carenza di questo. Vedere le due prime palle gol tramutarsi in due gol non è facile. Non ho visto mancanza di voglia, di grinta. Ho visto delusione a fine gara, non è una situazione che dà molta fiducia. Siamo capaci di fare una bella gara e poi una gara così. Oggi abbiamo meritato di perdere. La Juve è capolista non solo per la qualità ma anche per la grinta. Dobbiamo essere più regolari, per rispetto per i tifosi, e stiamo cercando di farlo. Abbiamo lavorato per fare un pressing alto, come in Coppa Italia, ma non siamo riusciti. Nella prima palla gol siamo andati in difficoltà poi la partita è finita.