Florenzi: "La Coppa Italia è un obiettivo, vogliamo ripeterci in Champions League. Sogno di diventare come Totti e De Rossi"

09.01.2019 08:49 di Marco Rossi Mercanti Twitter:   articolo letto 15173 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Florenzi: "La Coppa Italia è un obiettivo, vogliamo ripeterci in Champions League. Sogno di diventare come Totti e De Rossi"

Alessandro Florenzi, terzino della Roma, è stato intervistato da Sport Mediaset. Queste le sue dichiarazioni:

La Roma è guarita?
"La Roma ha finito il 2018 con il piglio giusto. Possiamo e dobbiamo fare meglio. Nel 2019 serve più continuità".

Come è possibile ritrovare la continuità?
"Dobbiamo ritrovarci noi come gruppo. Il gruppo ti può salvare sempre, continuare a vincere tutti insieme è il nostro obiettivo. Da soli non si vince".

La Coppa Italia?
"Potrebbe essere un obiettivo importante per la Roma, ma non dobbiamo levare i sogni dalla nostra testa. Abbiamo anche un altro obiettivo, che è quello della Champions. Ripercorrere quanto fatto l’anno scorso non dico che sia un’utopia ma è un sogno, ovviamente non sarà facile".

Poca cattiveria nella squadra?
"Non penso. Alle volte siamo mancati sotto alcuni profili, non siamo stati concreti. Parlo di tutta la squadra, me incluso. Non parlo solo degli attaccanti. In questo siamo un po’ mancati, come siamo mancati nella voglia di non prendere gol, e qui non parlo solo dei difensori".

Chi ti ha sorpreso di più finora?
"Zaniolo sta facendo bene, è entrato nella nostra filosofia. Ora è sulle ali dell'entusiasmo ma come gli ho detto deve restare con i piedi per terra. Sono sicuro che la sua famiglia lo aiuterà. Anche Pellegrini sta facendo bene, lui e Nicolò saranno due pilastri futuri per questa Roma".

Che capitano vorrei essere?
"Vorrei essere un capitano che si avvicini a De Rossi ma so che non è facile. Ho una strada lunga e difficile per arrivare al percorso di Daniele e Totti. Per diventare come loro ci vogliono tanti anni, devo ancora migliorare".

Critiche dei tifosi?
"La sento e la lascio passare perché so che posso fare un qualcosa di più in campo, è giusto che i tifosi facciano la loro parte. Ognuno di loro la pensa diversamente. La cosa che ci accomuna è il bene della Roma. Sono tornato dopo 11 mesi di assenza, a volte - lo ammetto - avrei dovuto riposare ma per questa maglia ho fatto di tutto e giocato anche con le inflitrazioni".

Razzismo?
"Questa è un'emergenza. Non vorrei mai che mia figlia sentisse questi cori allo stadio, ad esempio. Tutti i tifosi però non sono così, è importante saperlo. La cosa importante è avvicinare le famiglie allo stadio. Non so se sia giusto o meno interrompere la partita, ci sono posizioni discordanti".

Di Francesco?
"Al mister devo una fiducia importante. L'anno scorso, dopo 11 mesi di assenza, ho giocato oltre 40 partite. Cerco di ripagare la sua fiducia dando il massimo ogni giorno".

Crisi passata?
"Siamo noi che dobbiamo mandarla via definitivamente. La prossima partita con l'Entella sarà importante, non dovremo sottovalutarla come fatto contro lo Spezia".

Terzo o quarto posto?
"Non dobbiamo precluderci nulla, dobbiamo iniziare a vincere ogni partita e prenderci l'obiettivo di quest'estate".

Roma-Barcellona?
"Penso sia una cosa rimasta in ognuno di noi. Resta una pagina importante nella storia della Roma, la musica della Champions è uno stimolo in più che ti fa dare di più".

Nazionale?
"Siamo partiti bene, c'è un buon gruppo con tanti giovani e grandi veterani. Abbiamo riportato entusiasmo, mancava da tempo. Ora iniziamo bene il girone".

Mercato?
"Stiamo recuperando gli infortunati, poi ovviamente decide la società"

Astori?
"Ieri era il compleanno, l'ho pensato, penso che questa domanda possa finire qui".