Di Francesco: "Dobbiamo credere nella finale di Kiev. Scelto questo modulo per favorire Schick"

11.04.2018 08:30 di Danilo Magnani Twitter:    vedi letture
Di Francesco: "Dobbiamo credere nella finale di Kiev. Scelto questo modulo per favorire Schick"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Eusebio Di Francesco a Premium Sport

"Io credo che è giusto che i ragazzi festeggino negli spogliatoi, la prima cosa che ho detto loro, oltre ad abbracciarli, che domenica c'è il derby. Abbiamo fatto una grande impresa e ce la godiamo. Il modulo? Mi sono preso le parole ingrate, le sconfitte, i commenti sui social. Non è l'aspetto tattico, ho fatto questa scelta per ripartire velocemente ed essere aggressivo, mi interessa la filosofia della squadra. In campionato abbiamo fatto bellissime partite, stiamo raccogliendo i frutti di un grande lavoro, poi io sono il tecnico e mi prendo anche i complimenti ma guardo avanti adesso. Finale? Perché non crederci alla finale di Kiev? Deve essere il nostro obiettivo, non deve essere un come va va, io non voglio accontentarmi. Schick? Secondo me è un grande giocatore, ho scelto questo modulo per aiutarlo, dargli ampiezza. Ha avuto qualità, è stato pericolosissimo e tatticamente quasi perfetto, poi il lavoro di squadra è stato eccellente. De Rossi rigorista? Lui e Nainggolan erano i rigoristi di oggi, hanno fatto quello che dovevano fare. Io sono molto professionale e il mio lavoro è davanti a tutto, per fare questo lavoro bisogna trasmettere serietà. Festeggio a casa tranquillo, poi dobbiamo guardare avanti".

Eusebio Di Francesco in conferenza stampa

"Lei ha creduto nell'impresa, perché? Perché faccio l'allenatore e cerco di mettere i miei giocatori di rendere al meglio anche contro le grandi squadre e allora ho giocato 3-4-3, un sistema di gioco che mi ha dato grande soddisfazione, mantenendo la stessa filosofia. Ha pensato a questo cambio perché faticava a realizzare col 4-3-3 e valorizza Schick? Tutte scelte attinenti in una partita che dovevi fare gol. La differenza è che contro il Barcellona ti abbassavi con gli esterni e non dovevamo. Sono un pazzo perché un allenatore che fa una cosa del genere, in una partita del genere, resta ammazzato. Voglio ringraziare i miei giocatori che hanno fatto un lavoro eccezionale. A volte pensano siano lavativi. Messi ancora in ombra, merito della tua squadra? 180', all'andata ci possiamo dare 6,5, oggi la squadre a tutto l'ambiente merita un 10 e lode. La Roma è stata straordinaria contro una squadra che non aveva mai perso. Nei tuoi sogni ti eri immaginato la gara così? Avevo solo pensieri positivi. Ho studiato la gara dopo la partita contro la Fiorentina che non ho dormito. Il 4-3-3 che avevo era bellino, ma non basta. Sono contento per tanti motivi. È nata una filosofia che i ragazzi hanno sposato in pieno e oggi l'hanno dimostrato. Il calcio aveva bisogno di questo risultato? Aveva bisogno di una squadra europea e lo abbiamo dimostrato. Sono felicissimo veramente, al di là di tutte le difficoltà che ci sono state. Siamo in semifinale e questa squadra deve puntare ad arrivare a Kiev. Perché non ambire a qualcosa di più grande? Siete fatti per la Champions? No, ma ci ha dato qualcosa in più, uno stimolo a qualche calciatore, ma anche all'ambiente. Basta imparare a trattare le partite con la stessa applicazione. Questo è il salto di qualità che dobbiamo fare. Già sto pensando al derby. Dobbiamo trovare questa stessa identità anche in campionato. Avete la sensazione che questo Barca fosse meno speciale? Ci credevo. Ho lavorato con la squadra sotto tutti i punti di vista di non dire come va, va o non abbiamo niente da perdere. Abbiamo preparato la gara dal punto di vista mentale in maniera eccezionale. Solo così si poteva battere il Barcellona. Grazie per l'applauso".

Eusebio Di Francesco a Roma TV
Credo che questa vittoria non nasca da stasera ma da un pensiero che porto avanti da tempo, che a volte non è sfociato in successi ma in filosofie e idee. Oggi ho cambiato modulo perché avevo studiato bene il Barcellona anche nella partita d’andata. Li avevo visti in difficoltà con avversari con determinati moduli, e osando qualcosa siamo stati più aggressivi. Capitalizzare anche in campionato? Si, è importantissimo. Dobbiamo avere continuità e convinzione. Ho abbracciato tutti e mi sono congratulato, questa è una vittoria nata a Trigoria con l’atteggiamento e il modo di fare. La nostra forza è stata quella di credere in quello che ho proposto, loro oggi erano ancora più convinti di quello che volevo. Ci siamo abbassati meno, l’interpretazione è stata perfetta. Forza mentale? Inconsciamente in questa competizione tirano fuori qualcosa di diverso, noi dobbiamo riuscire a farlo sempre. Con questa crescita possiamo diventare veramente bravi e forti. Questo modulo può essere portato avanti? Sicuramente sì, c’è alla base la caratteristica dei singoli giocatori, ho provato a farli esprimere al meglio. Il 4-3-3 mi ha dato soddisfazioni ma me ne ha anche tolte, io dopo la partita con la Fiorentina non ho dormito e sono stato a pensare a quella che poteva essere la soluzione. Ho pensato a questo, mi dava più soluzioni per mettere in difficoltà il Barcellona. Sono contento perché giocando a 3 dietro, non ho messo Fazio centrale ma a destra, lui ha più capacità tecnica. Si è esaltato Manolas perché nei duelli a campo aperto diventa fortissimo, lui riusciva a recuperare sia a destra sia a sinistra. Una scelta indovinata, me lo dico da solo. Come ho convinto i giocatori dopo l'andata? Dopo la Fiorentina ho fatto vedere 50 minuti della nostra gara col Barcellona, e poi ho fatto vedere Barcellona-Chelsea, i loro ottavi. Per far capire la mia idea, i ragazzi hanno capito subito quello che volevo. Volevamo essere forti e aggressivi subito con i tre centrali, ho fatto capire questo tatticamente e mentalmente con qualche discorso motivazionale. Questo si lega a tante cose che hanno fatto la differenza, poi bisogna crederci sempre e pensare positivo. Si guarda sempre la partita dopo qui a Roma, è successo a Bologna, poteva succedere adesso per il derby. Nulla è impossibile, tutto va giocato. Lo ribadisco, devo portare la mentalità a Trigoria. Credo che ognuno di noi viva per queste serate, anche la società e la gente meritavano questo. Sono felicissimo di averci fatto parte".