De Rossi: "Totti è un amico che mi mancherà. Noi romanisti siamo abituati a fare proclami a luglio e ad agosto. Bisogna parlare poco e lavorare". VIDEO!

01.06.2017 07:00 di Luca d'Alessandro Twitter:    vedi letture
Fonte: Facebook AS Roma - Sky Sport
De Rossi: "Totti è un amico che mi mancherà. Noi romanisti siamo abituati a fare proclami a luglio e ad agosto. Bisogna parlare poco e lavorare". VIDEO!
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Il centrocampista di Ostia ha rilasciato altre dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

“Sono contento, altrimenti non avrei firmato. Ho pensato molto a cosa significasse rimanere qui. Sono contento che anche lo società sia stata sempre felice di tenermi, ora che è arrivato anche Monchi. Sarà un’altra delle tante stagioni insieme. Le mie lacrime alla festa di Totti? La commozione è riferita a quella. Francesco ha giocato 10 minuti quest'anno, non era un discorso di passaggio di testimone. È un mio amico che mi mancherà. Anche quando smisero Tonetto, Cassetti e Perrotta piansi per ore. Non è che è mordo (ride ndr) ma non sarà più nello spogliatoio. Cosa manca per raggiungere la Juventus? Mancano 4 punti e bisognerebbe vedere la differenza reale, visto che la Juve ha gestito il vantaggio. Siamo qui a tentare di consolidare il secondo posto che è stato difficile da ottenere vista la grande stagione del Napoli. Speriamo di fare sempre di più: noi romanisti siamo abituati a fare proclami a luglio e ad agosto senza mantenerli. Bisogna quindi parlare poco e lavorare in maniera seria. Bisogna aiutare il nuovo allenatore e fare una stagione come quella di quest’anno”. 

15:40 - Queste le parole di Daniele De Rossi subito dopo aver annunciato il rinnovo contrattuale per altri 2 anni con la Roma: "Diciamo che i giornali e i siti ci hanno rovinato la sorpresa. Siamo qui per rinnovare il contratto, anche perché poi qui partiamo tutti, chi da una parte chi da un'altra (De Rossi mostra la maglia con la scritta 2019, la scadenza del nuovo contratto ndr).

Hai smesso di piangere?
"Ho tentanto di non farlo allo stadio. Ho vissuto testimonianze incredibili come quella di mia moglie che è rimasta con gli occhi lucidi e non le frega nulla del calcio. La Roma è la nostra famiglia e per me è diverso, visto che ho fatto lo stesso lavoro da sempre con 4-5 persone, una di queste era lui. Da domani vengo a fare l'allenamento e lui non sarà più sulla panchetta e mi farà effetto". 

Addio Totti. Ora sei il capo famiglia?
"
Il ruolo mio cambia pochissimo visto che dopo lui ero il più vecchio. Non avrò compiti specifici da svolgere l'anno prossimo. La sua mancanza farà un po' male a tutti quanti. Bisogna trasformare quelle lacrime in quella voglia di aiutarci. Dovrebbero essere sempre quelli di domenica i nostri tifosi". 

Domenica è stato bello. Che emozione è stato segnare?
"Un'emozione bella che è durato poco. Già mi immaginavo il 2-1 che avrebbe riportato la Roma in Champions, dopo Roma-Porto. Se vogliamo andare a vedere l'epilogo è stato ancora più bello così". 

Qual è il tuo gol preferito?
"Non ne ho segnati tantissimi. Quello che ho fatto a Siena, col primo Spalletti. Ho fatto questo bel gol da lontano, poi la corsa verso il settore strapieno. Quelle foto lì mi fanno ricordare un momento bellissimo. In questa stagione ne ho fatti 2 su rigore, uno a porta vuota e quello di domenica". 

Tatuaggi?
"Sono arrivato a tanti tatuaggi. Qualcuno dice troppi. Ho fatto la promessa che non tatuerò mai le mani e il collo. C'è San Pietro, Castel Sant'Angelo che è la zona dove vivo". 

Dove andrai in vacanza?
"Vorrei andare in Giappone, ma lì i tatuaggi non sono ben visti e non è molto apprezzato anche il turista. Dobbiamo capire se sono ben accetto". 

Rinnovi?
"Abbiamo rinnovato. Ho messo la firma. Ho chiesto di non parlarne domenica perché era la giornata dedicata a Totti. L'accordo era già nell'aria".

Sarai il nuovo capitano...
​"Vivo questa professione con questa passione e penso di essere un degno sostituto di Francesco come sentimenti". 

Una delle tue migliori stagioni?
"Sì, una delle due, tre migliori e le ho fatte sempre con Spalletti. Non è un caso questo. Questa acquisisce sempre più valore perché era stata intervallata da infortuni, sempre lo stesso polpaccio. Sono contento che lo staff sanitario mi abbia aiutato. Giocare a questi livelli a 34 anni è più importante di quando ne hai 26 con lo strapotere fisico". 

Serie TV?
"Volevo fare un tatuaggio con 4-5 personaggi che mi hanno fatto impazzire come Breaking Bad, Sons of Anarchy Boardwalk Empire. Adesso vedo Fargo, mi vedo 20 episodi di fila. Adesso anche 1993". 

Rinnovo?
"Per quasi tutti i tifosi della Roma sarebbe stata una mazzata perdere me e Francesco insieme. Sarebbe stato immeritato". 

Piatto preferito?
"Ne ho tanti. La carbonara rimane tra i nostri piatti preferiti. Poi coratella, lingua, coda. Poi il lunedì mi faccio una bella vaschetta di gelato". 

Queste le parole di De Rossi a Sky Sport:

Sensazioni?
“Sono contento, anche perché non avrei firmato. Parliamo da parecchio, è stato un periodo lungo, ho pensato a tante cose, a cosa significava rimanere ancora qui a Roma e abbiamo preso questa decisione. Sono contento che anche la società sia stata sempre molto ferma, molto felice, soprattutto da quando è arrivato Monchi, nel volermi tenere fortemente".

Hanno colpito molto le tue lacrime. Il significato del passaggio di testimone.
“L’emozione è riferito solo a quello, fare il capitano o non farlo non è un discorso di testimone. È un amico che mancherà e mi mancherà nel post partita, va via un mio amico, un mio compagno. L'ho spiegato anche nel postpartita, a Cassetti, Perrotta e Tonetto facemmo dei video di saluto e mi misi a piangere. Senza fare tragedie perché non è morto ma è una cosa che mi dispiace. Chi ha giocato a calcio lo sa”.

Sulla distanza con la Juventus.
"Mancano quattro punti e bisognerebbe leggerli e capire quanto sia la differenza vera. La Juve ha gestito un po' il vantaggio. Manca un po', se non li raggiungi mai per poco, vuol dire che manca tanto. Siamo qui a lavorare per consolidare questo secondo posto difficile da raggiungere e per sperare di fare sempre di più. Siamo abituati a fare proclami e non mantenerli, bisogna parlare poco e lavorare in modo serio, aiutare il nuovo allenatore e fare una stagione sulla falsariga di quella di quest'anno".